Quattro formichine rosse mangia cervello
Vedere me stesso
nel ritorno
di quattro formichine rosse mangia cervello
vestite di maggio e di giorni dispari
assumere occhi che non pensavo
strappare dolore da sotto
con denti cresciuti in estati puttane
dimenticare croci o segni connessi
scegliere fuoco che non calza
illudere le mani
che tanto non piangono
e guardare verso
la fine di maggio
della primavera di capelli scuri di un giorno di dicembre
o di qualcosa comunque
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