Primavera
Il confine prende la forma
di una bilancia di un filo di un acrobata
e chiederemo alle mani
se ne è valsa la pena
che poi chi sceglie
non è ancora
del tutto chiaro
tra i fogli di carta dove ci ostiniamo
a incidere nomi
come se qui non si piangesse abbastanza sangue
eppure ragazze di spalle ne abbiamo viste
la primavera che ci mangia con le cosce
insaziabile
sulla lingua anche i miei girotondi
da sputare
e per certi ricordi
non si risponde dei danni
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Commenti (2)
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F
Francesca Difonzo neve27 gennaio 2009
Claudicante alla lettura, subito nell'incipit con il susseguirsi 'di una- di un- di un'. Zoppicano le immagini al vetriolo, sempre dal sapore amarognolo con un perverso retrogusto di dubbio, complice l'incostanza metrica. Mi 'perplime' l'uso dell'avverbio 'dove' a spese di un più elegante 'sui quali'. Nel complesso una composizione originale, che si distingue per alcune sue caratteristiche, in primis l'atmosfera noir a cui l'autore ci ha abituati, ma che non mi convince fino in fondo.
Rosanna Peruzzi19 maggio 2012
"per certi ricordi non si risponde dei danni" bellissima! Certi ricordi ti lacerano e non si può sapere come ti lasceranno l'anima. Piaciuta molto!
