Poeta vesto la giubba
Leggendo i vostri versi, o poeti,
io ogni volta trasalgo
il respiro veloce incede nel silenzio
tra le sillabe, e negli spazi, come note
raccolgo parole, immagini, nessi.
Con la ciotola del mio metro
li verso sul capo, e lenti
le guance il collo il petto
tutto irrorato e l'anima anche,
dopo, ristà al quel carme.
Pure io mi dico, anch'io posso
scrivere musica di dittonghi e biscrome
di metrica sincopata e visioni di sogno,
anch'io che imparo ad ogni lettura
e ripongo accanto al vostro il mio sentire
affinché uno più alto
ne sortisca e più intenso e più chiaro.
Ed anch'io poeta mi faccio, ma
Vestita la giubba e imbiaccato il volto
Rido del duol che m'avvelena il cor!
E al pari vostro mai io scrivo.
©
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