Non dell'amore
Non dell'amore che parlo, e oggi so dire,
Quello che narro viene dopo
prima o, forse, invece. Amore che è trama
e ordito forma e matrice, radice e foglia
L'amore non chiamo in causa, l'amore non basta
L'amore che impazza che fiorisce e che canta
Bufera del cuore che rinfocola di sé
Che in se trae forza e passione, consapevolezza
Pazzia sogno e sonno che lo genera
Quello che in me avverto si frange nei giorni
Come un onda che al largo spumeggia
Che proterva s'arriccia e spuma e frange e travolge
Che sugli scogli impavida s'avventa
E li avvolge e sommerge e trascina
E poi più in là sulla rena ancora non paga si getta
E spiana e arruffa rotola e increspa
sulla battigia infine esausta s'accascia
e la rena tenera e inerte ne diviene riposo e simulacro
ultimo afflato dell'onda per un attimo glorioso,
suggello diviene, e del mare infinito confine e principio.
Enfasi struggente nella sua fine silenziosa
assorbita, pari al tormento impetuoso ch'io provo
dalla sabbia ignara del tempo, più che nel rombo
che ne decretò l'ineluttabile destino.
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Commenti (2)
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Rasimaco7 maggio 2009
letta con interesse soprattutto quella descrizione perfetta ed incalzante della risacca ... ed il suo accostamento al turbinio provocato nel nostro essere da un amore vivace... apprezzata
Rosa Leone7 maggio 2009
E'davvero intensa e piena d'immagini che affiorano e che per metafore bene s'accoppianno all'amore vero... piaciuta, scritta divinamente...

