Il canto dell'acqua
Scesi di buon'ora
che il bosco brillava di rugiada
ancora vergine di sole
fruscii e sciocchi segnavano il silenzio
immobile di fronde aggrovigliate
fusti altezzosi cerchiati di anni
ed altri inginocchiati al franare dell'appiglio,
più giù a valle si disvelò il mormorante
risoluto e impertinente cicaleccio dell'acqua
continuo gorgogliare di rocce
che dispiegano infine la voce
e narrano e raccontano e cantano
della radura e di quando il rispetto
la popolava di leggende incantate
metallici brusii e cori di guizzi e tonfi
da voltare la testa a seguirne il percorso
sempre uguale il suono
e diverso e modulato di pietre e anse
salti e buche sonore.
Viva è quell'acqua e sincera
incessante ed urgente il fluire
il mio sguardo diventa cursore
del suo scendere il tempo
ed il mio ascolto lo spazio che
riempie e svuota e consuma e depone.
La mente scorre, salta e zampilla
e del rivolo divengo parte e mi scorre
attraverso il canto dell'acqua sapiente di cose.
©
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