Da bambino
Da bambino respiravo aria pura, gelida, mi pungeva tanto l'anima, ma non piangevo, mi entrava gioia nel cuore. Correvo sui selciati fra cespugli e la moltitudine del gregge, campanelle sonanti sentivo, che melodia nel cielo. Teneri cuccioli mi solleticavano le gambe con la coda. Acqua attingevo dal pozzo col secchio d'alluminio e da qui bevevo un'acqua limpida e incontaminata, purificavo i miei bronchi invasi dalla polvere, che profumo di terra! Scorrevo a piedi nudi tra i solchi dell'aratro e le zolle m'infangavano, si appiccicavano ed io con la saliva cercavo di ripulirmi, evitando i rimproveri della mamma, ma felice ero, libero, gioioso fra i campi come una farfalla impazzita. Che bei tempi, che ricordi indelebili nella mia mente inebriata dagli anni, dagli affanni e da un mondo crudele che più non mi appartiene.
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
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