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Fantasy 12 settembre 2011 · lettura 2 min · 1272 letture

La luce accecante

Giovanni Chianese 8 racconti pubblicati
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Nel mentre scorre la strada, sibili striscianti ricorrono sotto il tonante frastuono, e la mia mente è avvolta da pensieri  lontani, ma una luce accecante, occulta da nubi celestiali, si scinde in mille radianti ad accarezzar le pendici del vulcano, che inerte domina nell'entroterra. Si accende in me una strana sensazione e la mia mente va oltre l'immaginario, ed il miracolo viene via con me. La potenza della natura scavalca i tempi e si incrocia con una realtà crude e malvagia. La luce scintilla, dominante, sulla pianura come per dir che il castigo perenne è calato dall'alto; ed è giunta l'ora di azzerare i soprusi, le violenze, le guerre per dare a tutti la gioia di vivere. La natura ci guarda e con la sua potenza ci giudica; ecco che sfavilla nella sua più stragrande imponenza in segno di un monito all'umanità, e lancia la sua bomba accecante. La luce cambia colore, diventa sempre più penetrante e la mia anima si accende di ideali forti e potenti. Questo messaggio di speranza alimenta la mia causa, un mondo migliore dove la regola è parte di noi stessi. Questa esplosione di luce inverte e capovolge il sistema. Amiamo la natura, non stravolgiamola e lei non ci sarà ostile. Mi auguro che tutti assistano ad un evento simile e che proviate le stesse sensazioni che vi sto raccontando. Questo raggio di luce, che scende su di me, sarà come un indotto al cambiamento. La vita, la natura e gli ideali sono valori inestimabili. Rapite questo raggio, esso vi entrerà nell'anima e vi proteggerà per sempre.

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«Tre anni fa, era un giorno qualsiasi di dicembre, un fenomeno naturale mi affascinò tanto, che fu immortalato in parole, immagini e video.»

L'autore
Giovanni Chianese

Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na

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Commenti (1)

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rosanna gazzaniga13 settembre 2011

Se ci fermassimo più spesso a meditare la bellezza dei fenomeni naturali, se fossimo aperti ad assorbire la luce e a capirne la provenienza... forse il nostro mondo sarebbe diverso. La bontà avrebbe più spazio, la natura sarebbe ancora più amica. Condivido questo tuo bellissimo pensiero. E il video ha la bellezza della tua nota. !