La storia infinita
E' domenica, la lotta è finita, butto giù l'ultima goccia. La mia mente naufraga nei remoti anni del furore e della rabbia. Giovani figli di nessuno, oh figli dei fiori, oh figli diseredati, oh figli respinti, fieri di ideali forti ed utopici, ma con le spade nei cuori dei potenti. E' l'era dei talenti, dei grandi musicisti, degli uomini martiri, tutti uniti per un mondo libero e senza poteri, senza soprusi, per un mondo di nessuno ma di tutti, dove donne, bambini, deboli e vecchi non tremeranno davanti ai possenti, dove una luce divina snellirà la loro sofferenza. Un mondo dove il tutto sarà di tutti e dove l'obbiettività e l'imparzialità regnerà sovrana. Oh povere vittime di una storia lontana ma colma di vicende e di ideali. Oh immortali, oh vittime dimenticate, il vostro sacrificio non ha inghiottito il perpetuo sopruso dei potenti, che continua a ferire questa tribolata terra, da far navigare i popoli verso la ripida e tortuosa via del baratro.
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sempre le società hanno avuto le feste e le forche (Antonio Terracciano)
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