Ai confini del mondo
Su una lunga pista dritta tortuosa e sconfinata, che bacia l'orizzonte, a bordo di una sagoma indefinita, viaggio ai confini del mondo, in attesa di un preludio imminente. Striscio come un pattino rovente mentre sulla mia ombra, ingigantita dalla luce di un tramonto insolito, solcano sfocati roveti secolari. La mia mente ansiosa di varcar l'arrivo, ancor di più striscia, ma ancor più lontano è l'approdo. Lunghi sentieri, fiumi, valli e monti, come un fulmine, mi trapassano, ma la strada è lì, lunga e strisciante, s'incurva,sale e scende, sembra di toccar con mano, ma continua a baciar l'orizzonte e io inarrendevole insisto, pigio ancor più forte, ansioso di guardare oltre l'orizzonte, ma io, in perenne castigo testardo, oltre quella linea, leggermente ai lati piegata, non vedo. Continuo la mia corsa affannosa ai confini della realtà, poi mi sovviene la stanchezza, la mia vista cala, la mia lucidità s'affievolisce, il corpo stressato diventa, fermarmi vorrei, sì fermarmi, ma il freno non trovo, pigio, pigio, mi sento volare, mi guardo intorno e nell'aria sospeso mi trovo, no che dico, non è aria, ma neanche buio, ma solo nulla, nulla, il vuoto dell'incognito.
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
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