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Biografie e Diari 31 agosto 2012 · lettura 4 min · 1251 letture

Paradise beach

Caterina Zappia 5 racconti pubblicati
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L’ aroma del caffè  e della nocciola  smalta  la sabbia, senza esitazione  spennellano  ogni angolo nascosto. Un susseguirsi di soavi  odori  passano in fila sotto le  nari, gustossimi  aromi di gelati e di granite  sembra vogliano appropriarsi di questo splendore, quasi a far sparire  quel  meraviglioso  sapore dolceamaro della brezza .

La spiaggia sembra  una coppa di gelato, una crema caffè, rilascia  liberi sguardi come riccioli di panna montata. Un palloncino di zucchero a velo, infilzato da uno stelo e poi leccato, gustato e succhiato da piccole bocche, così oggi  è la spiaggia. Dentro questo  simpatico  isolotto di sdraio e di ombrelloni, le  persone  sfilano chiaccherando. Un via via di “ vu cumprà”, di bravi indiani dagli inchini superbi, avvolti   nella magia dei loro sai, invitano a comprare  collane di corniola e di giada.

Un isolotto con tante contraddizioni, un bell’ esempio per chi vuol stare al mare  dedicandosi ad altro.  L’ aroma del caffè va giù fino  alle 11. 30, poi pian piano  svanisce  e sale l’ odore della  frittura incipriando  i bagnanti che vanno su e giù, dall’ acqua salata  all’ acqua dolce delle docce, come fossero tutte delle belle e guizzanti sardine. Qualche sguardo  dentro gli occhiali scuri diventa quasi morboso,  solo una  intenditrice di sguardi lo sa intravedere e riconoscerlo. Una  donna dal fisico asciutto quasi perfetto, si sdraia  con  molta disinvoltura,  spalmandosi  l’ olio  malesiano comprato al piccolo chiosco del  lido, attrezzato  per le signore distratte.

Una vera chicca, un profumo delizioso di olio di cocco malese e gelsomino indiano  si espande  provocatoriamente su tutto il paradiso di relax, sotto i raggi ingrossati del  mezzogiorno. Dopo un  po’, un ricco e profumatissimo fumo sembra evaporare dalla pelle, accellerando gli sguardi. Un  gran chiassso scivola  lentamente dal  terrazzo del lido,  svariate partite di ping pong  aleggiano sotto un  cielo  di paglia azzurra  spumeggiante,  che ondeggia appena  il venticello salmastro si alza. Qualcuno più in  la con un gran pancione  all’ insù sbuffa come un treno, russa  e sobbalza  accanto  all’ imbarazzo della moglie,  che pare finga di leggere  uno svolazzante quotidiano. E’ quasi l’ una, sembra schioccare un grosso gong e molti dei bagnanti  quasi stremati  salgono a  fatica  il corridoio  degli ombrelloni  fra lo zig  zag  delle sdraio  oramai quasi tutte fuori posto. I più coraggiosi rimangono sotto vibranti arterie di sole, le più calde del giorno, quelle  che  procano le ustioni e le bolle .Anche qualche mamma poco accorta sta col suo piccolo neonato  sotto  il volto  della calura  quasi a voler  sfidare  ogni  regola umana. Il principe di questo giorno, è proprio  lui, il mare, con  le sue  onde  pregne  di pregevole  frescura, in un sodalizio  divertente, che rallegra ogni singolo cuore e da speranza agli uomini  di tutto il mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Caterina Zappia

Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu

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Un saluto e un fiocco "collega" di scrittura... (Sara Acireale)

Commenti (1)

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Sara Acireale1 settembre 2012

È un racconto arioso, un po' ironico su una giornata trascorsa sulla spiaggia...È brava l'autrice nel descrivere i particolari... soffermarsi sui dettagli... Mi piace il modo di scrivere di Caterina..."l'aroma del caffé e della nocciola che smalta la sabbia"...e la "spiaggia che sembra una coppa di gelato, una crema caffé"...termini originali che ho molto apprezzato...