Il Cigno nero
Nell'antico regno di Fantalusa vi era una bellissima principessa dai lunghi capelli neri, occhi azzurri come il mare e la luminosità della luna. Essa era però piuttosto viziata e capricciosa e arrivata in età da marito divenne incontentabile e permalosa. Essa respinse tutti i corteggiatori facendo disperare l'anziano genitore che avrebbe voluto vedere la sua unica figlia maritata e felice e desiderava avere dei nipoti. Un giovane principe di un regno vicino pazzamente innamorato della fanciulla in seguito allo sprezzante rifiuto in preda a forte tormento si gettò in un lago e ivi annegò. Saputolo la fanciulla provò pena e rimorso per il suo rifiuto e perse la sua pace interiore anche perché all'improvviso si accorse di provare sentimento per lo sfortunato giovane. Rivedeva in continuazione il defunto principe e questo la rendeva tormentata e infelice. Decise di rivolgersi a un vecchio saggio che conosceva le arti magiche e si recò da lui con la speranza di porre fine al suo rimorso e ritrovare la pace. Chiese al vecchio saggio quale fosse il rimedio al suo male ed egli rispose che l'unico modo per placare il rimorso era quello di unire il suo destino all'infelice amato. Le propose di trasformarla in un cigno in modo da poter sempre stare nel luogo in cui l'anima del principe eternamente si trovava. La fanciulla accettò la proposta del vecchio mago e fu trasformata in un magnifico cigno ma nero per via del cattivo comportamento della fanciulla. I due poterono così stare uniti eternamente oltre la morte. Il vecchio re morì di crepacuore e senza eredi e il regno passò a un'altra casata. Passando da quelle parti si può ancora vedere il lago con lo stupendo cignoche vi nuota vedendo riflessa l'anima del suo principe.
Sono una umile donna di 55 anni che ama scrivere poesie semplici ed essenziali. Amo anche la prosa, la Musica, il Teatro, la Pittura. L'arte mi attrae e mi appassiona per la sua capacità di espressione e trasmissione di sentimenti e sensazioni. Ho un blog: www.tristezzainfinita.blogspot.com
Commenti (0)
Ancora nessun commento su questo racconto. Se ti va, scrivi il primo!
