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Amore 26 gennaio 2013 · lettura 5 min · 2076 letture

Il sogno di Marisa

Cuccu Anna Maria 53 racconti pubblicati
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Marisa aveva un sogno che le sfuggiva da tanto tempo. E il tempo passava dileguando le sue aspettative e presto sarebbe stato tardi. Desiderva ardentemente una famiglia da creare, lei che era cresciuta in un orfanotrofio e non aveva conosciuto i suoi genitori. La sua solitudine la torturava ma non riusciva a trovare qualcuno che volesse avere una relazione con lei, non era il tipo di donna che attira le attenzioni di un uomo. Non era bella, inoltre era timida e piuttosto imbranata e questo non le era di alcun aiuto nella sua ricerca. Anche con le donne si sentiva a disagio e non riusciva a fare amicizie. Gli anni vissuti all'orfanotrofio l'avevano profondamente segnata. Molto probabilmente sarebbe rimasta sola e avrebbe concluso tristemente la sua vita in un ospizio. Ormai aveva compiuto 40 anni e nessuno si presentava al suo orizzonte per condividere la vita e formare una famiglia. Un giorno si trovò a passare nella strada dove si trovava il vecchio istituto e decise di entrare. Vi era ancora una insegnante che lei conosceva e che stava per andare in pensione. Stava parlando con un uomo, un altro insegnante e glielo presentò. Aveva circa 50 anni e sembrava un uomo attraente e interessante. Anche Marisa insegnava e si misero a parlare dei rispettivi lavori. Poi Marisa salutò e ritornò a casa sua. L' insegnante che aveva conosciuto si chiamava Carlo e lavorava all'orfanotrofio. Marisa pensò che non avrebbe più avuto modo di incontrarlo e ridiventò sconsolata e triste. Un giorno Marisa vide sul giornale un necrologio, si trattava della vecchia insegnante che aveva incontrato dopo tanto tempo. Decise di andare al funerale. In chiesa vide che c' era anche Carlo e decise di andare a sedersi al suo banco visto che c' era spazio. Gli chiese l'orario della messa e del funerale. L' uomo non diede segno di ricordarsi di lei con grande dispiacere di Marisa. Pensò tuttavia che questa poteva essere l'occasione che aspettava da anni e prendendo coraggio gli parlò. Gli disse che erano stati presentati proprio dalla defunta e che avevano fatto una bella chiacchierata all'orfanotrofio. Carlo si ricordò dell'avvenimento e si scusò per non averla riconosciuta. Stava passando un periodo difficile e aveva troppi pensieri per la testa per prestare attenzione a incontri casuali. Decise di rimediare offrendole un caffè alla fine del servizio funebre, ma era più per semplice cortesia che per reale interesse. Carlo stava divorziando e non era interessato ad avere altre relazioni o a crearsi una nuova famiglia. Era stata sua moglie a chiedere il divorzio dopo tanti anni di matrimonio e questo lo sconvolse profondamente perchè amava ancora sua moglie e aveva creduto che avrebbero convissuto per sempre. Dopo averle offerto il caffè Carlo salutò Marisa e si allontanò in fretta. Marisa rimase un po' delusa perchè lui non le aveva chiesto di incontrarsi di nuovo e nemmeno il numero del telefono. Non era chiaramente interessato a lei e quindi doveva accantonare le sue illusioni. Non voleva neanche dargli l'impressione che lei lo stesse corteggiando presentandosi nuovamente all'orfanotrofio. Si sarebbe sentita umiliata e ne avrebbe provato vergogna. Marisa non era ancora di ruolo come insegnante e doveva accontentarsi di fare supplenze. Un giorno le arrivò la chiamata di supplenza proprio per insegnare nell'orfanotrofio. L' insegnante che doveva sostituire aveva chiesto un trasferimento e si era liberato un posto. Marisa accettò immediatamente. Carlo per fortuna insegnava ancora in quell'istituto e si sarebbero visti tutti i giorni. Non era sicura che questo sarebbe bastato per riuscire a conquistarlo ma si sentiva comunque meno sola e l'idea di passare parte della giornata con lui le piaceva. Carlo incominciò anche lui a gradire la presenza di Marisa. Era completamente diversa dalla sua ex moglie e non lo metteva a disagio. Non costituiva per lui un pericolo. Poteva diventare un'amicizia platonica per rendere meno pesante e più piacevoli le sue giornate di lavoro. Il tempo scorreva senza nulla di rilevante nelle vite di Carlo e Marisa la cui amicizia continuava a rimanere platonica. Forse era meglio così, molte coppie si separavano e divorziavano ma una vera amicizia disinteressata poteva durare per sempre ed essere più preziosa di un rapporto d' amore. Inoltre poteva dare tutto il suo istinto materno ai bambini dell'orfanotrofio che ricevevano da lei un insegnamento impartito con tanto amore. Carlo e Marisa insegnarono per tanti anni ancora in quel vecchio orfanotrofio e rimasero amici per tutta la durata della loro vita. 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Cuccu Anna Maria

Sono una umile donna di 55 anni che ama scrivere poesie semplici ed essenziali. Amo anche la prosa, la Musica, il Teatro, la Pittura. L'arte mi attrae e mi appassiona per la sua capacità di espressione e trasmissione di sentimenti e sensazioni. Ho un blog: www.tristezzainfinita.blogspot.com

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