_ Poesia Perenne - 22/11/2000
… ho sempre cercato d’ incastrarmi tra le varie giunture della vita quotidiana. Ma un pensiero ha da sempre assillato le mie cervella. Non riuscendo a nominare le vicissitudini d’ un male che non vuole essere identificato, provo ad immergermi a fondo in varie questioni, senza uno scopo “ necessario”. Questa notte ho deciso di indagare l’ arte- fatto unicamente umano dello scrivere. Mi si presenta ossessivamente la domanda del perché e per quale motivo l’ uomo abbia cominciato a scrivere! La riflessione più profonda, tuttavia, è andata oltre e si è imperniata sull’ atto del mio personalissimo scrivere. E accettando per il momento di parlare del sostanziale dualismo della realtà, identifico questa dualità nei due emisferi del mio cervello. Se da una parte so che l’ emisfero sinistro impartisce ordini, necessita di schematizzazioni, sensi e binari vari. Dall’ altra so del costante fluttuare dell’ emisfero destro nell’ universo dei colori, dei sapori, degli attimi, dei viaggi e dei non- sensi. Se da una parte l’ emisfero sinistro aiuta e pare “ necessario” per risolvere le problematiche dell’ attualità, quello destro, invece, attinge il momento e si lascia trasportare dalle molecole di ogni piccolo attimo della sua piccola esistenza. Sorrido a pensare al destino di taluni poeti, che in troppi non sono riusciti a superare i trent’ anni di vita. E riflettendo sulla mia speciale vocazione, ho capito che è tutto merito del lato destro del cervello il fatto che io riesca ad annegare il viso tra le onde salate ed infuocate della poesia. Mentre la parte sinistra del mio cervello cerca di affrontare la quotidianità, quella destra vaneggia costantemente attingendo l’ assoluto dell’ attimo, e così, mentre la sinistra si adopera e s’ ingegna per cercare di dare un senso a tutto questo, quella destra controlla la mia mano sinistra mentre scrive, mentre vive vanamente l’ effimero diverbio tra essere e non- essere ed è libera di spaziare, a tratti, nell’ etere dell’ universo del momento.
Non cerco di dare spiegazioni a me stesso, perché so per certo che arriverà il giorno per cui l’ emisfero destro potrà vantarsi d’ aver sempre avuto ragione, perché come nella favola della cicala e della formica, ha cantato ogni sera il suo lento svanire come la luce soffusa che canta il tramonto dell’ immane destino. Il tutt’ uno del niente.
N. S.
Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I
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