Storia di una amicizia
Clelia Maria Parente
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Lella era felice, vivere con la signora era stupendo.
Al mattino dopo la colazione si recava all' 'Accademia, che si trova nel centro di Firenze in un edificio storico a pochi metri dal Duomo.
A Lella piaceva andarci a piedi, era bello poter girare la città senza usare l' automobile o l' autobus.
La signora spesso l'accompagnava e diceva che aveva scoperto il camminare per le vie cittadine senza il taxì, che soleva prendere sempre prima di conoscere Lella.
Mentre giravano per le vie della città, parlavano e la signora descriveva a Lella le località più suggestive di Firenze; Lella così aveva scoperto che in Firenze la numerazione stradale segue un particolare sistema con numeri rossi e blu: i numeri rossi vengono assegnati alle attività commerciali, quelli blu agli edifici residenziali.
Succede così che nella stessa via esistano due numeri uguali corrispondenti a edifici diversi, ma uno contrassegnato con il blu e uno con il rosso.
Le due numerazioni quindi non procedono di pari passo e talvolta possono essere anche molto distanti.
Per convenzione, la numerazione delle strade inizia dal lato della strada più vicino al fiume Arno; per le vie parallele al fiume inizia "a monte", cioè da est.
Spesso cambiavano itinerari per conoscere meglio le vie cittadine.
Poi Lella andava all'Accademia, mentre la signora proseguiva il suo cammino e COmprava le spese necessarie per la giornata.
Come le mancava quella ragazza... senza di lei si sentiva triste.
La villa tornava ad essere silenziosa e tetra, vuota del sorriso di Lella, della sua ilarità.
La signora, tornava a casa con il taxi e aveva preso l'abitudine di preparare lei il pranzo mentre aspettava il rientro di Lella, poi si mettevano assieme a tavola a desinare.
Nel frattempo si parlava del più e del meno, di come erano trascorse le ore della mattinata.
Finito il pranzo Lella suonava al pianoforte e la signora intenta l'ascoltava e si emozionava al suono dei tasti; a volte cantava le arie che Lella suonava e la villa si animava...
Il pomeriggio Lella tornava all'Accademia e la signora riposava, poi pure lei suonava il pianoforte o coltivava i fiori nel giardino mentre il suo cagnolino la seguiva e giocava con lei.
A sera uscivano e spesso si recavano in una trattoria a cenare, poi passeggiavano ancora se il tempo era bello, oppure andavano al cinema o tornavano a casa e Lella dipingeva mentre la signora seduta nei presso il balcone o del caminetto restava a guardarla e le dava consigli di pittura.
Così Lella scoprì che anche lei era un'artista e da giovane aveva frequentato l'Accademia d'arte,
Spesso mentre Lella dipingeva la signora le parlava anche della nipotina, che amava anche lei l'arte del canto e della pittura...
fine seconda puntata
Al mattino dopo la colazione si recava all' 'Accademia, che si trova nel centro di Firenze in un edificio storico a pochi metri dal Duomo.
A Lella piaceva andarci a piedi, era bello poter girare la città senza usare l' automobile o l' autobus.
La signora spesso l'accompagnava e diceva che aveva scoperto il camminare per le vie cittadine senza il taxì, che soleva prendere sempre prima di conoscere Lella.
Mentre giravano per le vie della città, parlavano e la signora descriveva a Lella le località più suggestive di Firenze; Lella così aveva scoperto che in Firenze la numerazione stradale segue un particolare sistema con numeri rossi e blu: i numeri rossi vengono assegnati alle attività commerciali, quelli blu agli edifici residenziali.
Succede così che nella stessa via esistano due numeri uguali corrispondenti a edifici diversi, ma uno contrassegnato con il blu e uno con il rosso.
Le due numerazioni quindi non procedono di pari passo e talvolta possono essere anche molto distanti.
Per convenzione, la numerazione delle strade inizia dal lato della strada più vicino al fiume Arno; per le vie parallele al fiume inizia "a monte", cioè da est.
Spesso cambiavano itinerari per conoscere meglio le vie cittadine.
Poi Lella andava all'Accademia, mentre la signora proseguiva il suo cammino e COmprava le spese necessarie per la giornata.
Come le mancava quella ragazza... senza di lei si sentiva triste.
La villa tornava ad essere silenziosa e tetra, vuota del sorriso di Lella, della sua ilarità.
La signora, tornava a casa con il taxi e aveva preso l'abitudine di preparare lei il pranzo mentre aspettava il rientro di Lella, poi si mettevano assieme a tavola a desinare.
Nel frattempo si parlava del più e del meno, di come erano trascorse le ore della mattinata.
Finito il pranzo Lella suonava al pianoforte e la signora intenta l'ascoltava e si emozionava al suono dei tasti; a volte cantava le arie che Lella suonava e la villa si animava...
Il pomeriggio Lella tornava all'Accademia e la signora riposava, poi pure lei suonava il pianoforte o coltivava i fiori nel giardino mentre il suo cagnolino la seguiva e giocava con lei.
A sera uscivano e spesso si recavano in una trattoria a cenare, poi passeggiavano ancora se il tempo era bello, oppure andavano al cinema o tornavano a casa e Lella dipingeva mentre la signora seduta nei presso il balcone o del caminetto restava a guardarla e le dava consigli di pittura.
Così Lella scoprì che anche lei era un'artista e da giovane aveva frequentato l'Accademia d'arte,
Spesso mentre Lella dipingeva la signora le parlava anche della nipotina, che amava anche lei l'arte del canto e della pittura...
fine seconda puntata
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
L'autore
Clelia Maria Parente
Mi presento. Sono Clelia, sposata serenamente e con una figlia, vivo a Roma dove esercitavo l' amata professione di insegnante. Dal carattere allegro, gioviale e sensibile, solare a detta di amici e conoscenti, ho sempre amato la poesia e con essa convivo in tutte le mie situazioni di vita, dalle più allegre fino al
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Aspetto il seguito..bello.. (Annamaria Gennaioli)
ho provato le sensazioni di quando accompagnavo (Patrizia Ensoli)
mia figlia all'Accademia d'Arte ...molto piacevole (Patrizia Ensoli)
Commenti (1)
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Annamaria Gennaioli16 ottobre 2014
Leggendo il racconto mi sono ricordata della numerazione di Firenze, grazie mi ero dimenticato questo particolare, un racconto delicato e pieno di particolari, piacevole nella lettura...

