Fall in love
Si, dovrei scriverti e sapere come stai.
Il mio senso di colpa ha dato il meglio di se e lo stomaco ha issato bandiera bianca.
Trovo troppe scuse, la realtá è che mi passa di mente, la realtà è che sono una vigliacca.
Ho una giornata convulsa e sempre di corsa, mangio un pezzo di pizza al volo, dormo solo quelle cinque ore e poi mi rituffo a bomba. Mi sto sfibrando, quando potrei ritrovare un po’ di calma e pensare a svagarmi, trovo il modo assurdo di complicarmi la vita. Forse non mi fermo per paura, forse fuggo per impedire che il mostro mi avvinghi al collo e mi porti giù.
So quello che eri, cosa facevi per noi, mi ero affezionata, te lo dimostravo poco, ti amavo e non te l’ho mai detto, mea culpa.
Potrei stare qui a fustigarmi il cuore senza avere certezza di trovare pace.
Servirebbe? No.
Oggi mettendo a posto l’armadio ho trovato un biglietto, leggerlo mi ha fatto sorridere e poi piangere.
C’era scritto " Non ti ho svegliato perche dormivi, ti lascio un bacio su carta, sará più dolce il risveglio. Ti amo ".
Avevo fatto dei piccoli progetti, tante cose molto semplici, non te li dicevo per paura che la sfortuna mi ti portasse via, tacevo e glissavo.
Non volevo essere vulnerabile. Lo ero? Si lo ero.
Avevo paura, non ti volevo perdere e ti ho perso.
E adesso?
Spesso vado in terrazza, ti cerco fra le onde e la gente che passa, ma non ti trovo.
Mi siedo sulla spalletta, mi rollo una sigaretta e mentre Mirage mi suona nelle cuffie ti vedo.
I piedoni, la mimetica, quell’aria scontrosa e impacciata, il passo lungo e la forma sottile.
La macchina fotografica e la felpa blu.
Ho conservato nel cassetto il cd di musica, la nostra musica.
Il resto dei regali li ho dovuti mettere in una scatola, vederli per casa era un massacro.
A distanza di un mese il vuoto è diventato enorme, il freddo fa male.
Mi son ripromessa di andare avanti e non pensarti, occupare al massimo le mie sinapsi, comprimere i neuroni, saturare i minuti. Nascondere le lacrime nel silenzio assordante della lavastoviglie.
Poi in un secondo tutto mi cade addosso.
Vorrei telefonarti, sapere come stai, ascoltare la tua voce. Non avrei mai voluto vederti piangere, chino sul tuo dolore.
Mi ha fatto male, non ti ho detto nulla, volevo, ma ero bloccata.
Scusami... scusami... scusami. Lo ripeterei fino a perdere la voce, ma non servirá. Meritavi di più, forse non io, forse non ero pronta.
Non spero, ho smesso.
Ti vorrei qua con me, anche per pochi istanti.
Vorrei sentire il tuo odore, mettere la guancia sul tuo petto, sentire il tuo cuore.
Vorrei, ma non si può.
Te ne sei andato in silenzio, non hai detto nulla, non hai urlato. " sii felice, ciao amore".
Chiudesti la porta e venne il silenzio.
Ero serena con te, adesso è tardi ed io ti ho perso per sempre.
Spensi la candela, abbassai la musica, piansi.
Dio delle dolce brezze prendimi per mano, che l’onda sia carezza e non uragano. Notte non mi confondere, sole non lo bruciare, porta questo bacio al re del mare.
Mi manchi.
Il Matteo nasce a Pisa nel lontano 1977. Prende il soprannome di Bio ( oltre ad altri cento) per la sua passione di fotografare l'acqua in tutte le sue forme. "Biyo" in Somalo vuol dire acqua. Dopo lo corresse in Bio. Scrive racconti, poesie, storielle e parodie. Si dedica al fai da te, chiaramente alla fotogra
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Una bella storia, caro Matteo Bio Matteucci! (Mina Cappussi)
Un amore che supera tutto e tutto ingloba... (Mina Cappussi)
Commenti (1)
La storia di un amore, revisione ragionata di passi, immagini, momenti, suoni, odori. E' troppo tardi per tornare indietro, non si può riavvolgere il nastro e sovrascriverlo, si possono tirare le somme, e fa male. L'assenza brucia, la mancanza toglie il respiro a volte. Ci si interroga. Complimenti Matteo Bio Matteucci

