Mondi lontanissimi II
Giracchiando su Facebook e vedendo le condizioni dei cani in altre regioni, decisi di fare una scelta di cuore: lo adottai. Chiesi notizie e venni contattata dalle volontarie Oipa, vollero sapere tutto, giustamente, ma più che un questionario aveva l’ impronta di essere un terzo grado, non mi chiesero la taglia di reggiseno per una soffio.
Stefania, la mia amica, faceva la volontaria in una struttura di Livorno, detti il suo nome come referente. Era un po’ sciroccata, "vegana della vecchia scuola" come diceva lei, con idee un po’ estreme, ma almeno credeva in qualcosa. Bastava non contraddirla, ma con me volava bassa, sapeva bene che al minimo accenno di squilibrio, l’ avrei rimessa a posto.
Fecero arrivare il cane tramite staffetta, io dovevo farmi trovare al punto di incontro, firmare dei fogli ed accogliere il cucciolino, per i controlli e altro detti massima disponibilità.
Adesso servivano un paio di ciotole, mangime, collare e guinzaglio, non ero del tutto neofita, famiglia di cacciatori e cani sempre in giro. Andai al Pet Market, un negozio dove potevi trovare di tutto, 3000 metri quadrati di accessori, rimasi di stucco, anche il mondo dei cani ha subito un business da pazzi.
Pagare un cappottino 35€? Eccessivo e di pessimo gusto, ci sono intere popolazioni senza un tozzo di pane e questi fanno i biscotti senza olio di palma al gusto di bacon o cinghiale, pazzi loro o chi li compra. Mi tornarono a mente le parole dello psicologo: " L’ unica cosa di cui il mondo non avrà mai abbastanza è l’ esagerazione "
Mi bastava un po’ di secco, qualche scatoletta e nulla di più, mi persi nel reparto giochi: Polli di gomma, palline fosforescenti, corde multi colore, frisbee, “ Qua si è perso il senso della misura, la gente non sta bene” esclamai a voce troppo alta. Mi sentii toccare la spalla, una dipendente offesa per il mio commento?
Era Valentina, porca miseria solo lei ci voleva. Il mio primo istinto fu fingere di non conoscerla.
"Caaaaaaara, ammmmmore tesoro, fatti dare un bacio, che ci fai qua? "
" Sono in un negozio per animali, credo la risposta sia ovvia, no? " risposi
Alla domanda “ che mi racconti di bello” dovetti fare uno sforzo di immaginazione e inventarmi qualcosa da dire, conoscendo il suo carattere non potevo dirle " Guarda Vale è uno schifo, ho il processo fra poco, ho cambiato casa, sono emotivamente a pezzi e non mi fido nemmeno più di me stessa!
Mi presentò i suoi due cani, una coppia di Chihuahua, Fefè e Fifì.
"Carini " dissi, ma erano orrendi e brutti come la mia ex suocera, due nomi da esorcismo.
Okay non chiamarli Rex, Rin Tin Tin, Lassie, Argo, Balto etc, ma almeno un briciolo di fantasia.
Cominciò a parlare a ruota libera e senza freni, smisi di darle ascolto quando mi disse che il figlio era partito per il Perù ed era stato arrestato per un errore di persona, non la vedevo da due anni e mi aveva attaccato un bottone da paura, falsità ed ipocrisa a palate. I suoi due sorci senza pelo smaniavano, grazie alla Madonna del Carmelo fnì questo assurdo monologo.
Pagai e raggiunsi la macchina, chiamò Stefania, la volontaria, fra un’ oretta il cane sarebbe arrivato a Pisa, ero emozionata, titubante ed in ansia.
La volontaria del rifugio " Zampe e Code "mi raccontò un po’ la vita di questa piccola femminuccia. Maltrattata, affamata, strappata alla madre quasi dopo appena nata....vissuta per tre mesi dentro un pollaio. Stupidamente ed ingenuamente un po’ mi ci rivedevo, avevo già scelto il nome: Raya.
Veterinario, raccomandazioni, esami, medicine, bagnetto e toelettatura per la modica cifra di 250 carte, come inizio non era male....
Arrivammo a casa oltre le 19: 00, stanche entrambe, ma speranzose, speravo riuscisse a fidarsi di nuovo delle persone, la sua presenza mi avrebbe dato l’ input per tornare ad essere attiva e vitale.
Mi scaldai la pizza in forno mentre guardavo Raya mangiare i croccantini, quel "crunch" era un suono molto simpatico, un po’ stranita e non del tutto fiduciosa, dopo aver girovagato ed annusato in giro si mise sul tappetino vicino al tavolino da fumo.
Misi su un po’ di musica aspettando il ding del forno.
Fine II parte
Il Matteo nasce a Pisa nel lontano 1977. Prende il soprannome di Bio ( oltre ad altri cento) per la sua passione di fotografare l'acqua in tutte le sue forme. "Biyo" in Somalo vuol dire acqua. Dopo lo corresse in Bio. Scrive racconti, poesie, storielle e parodie. Si dedica al fai da te, chiaramente alla fotogra
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