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Amore 10 luglio 2021 · lettura 5 min · 963 letture

Cuore solitario III

Matteo Matteucci 147 racconti pubblicati
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..Sono le giornate come queste che mi fanno odiare il mio lavoro e inevitabilmente mettono in discussione le scelte prese, scelte che al tempo mi costarono liti importanti in famiglia, anni di studio molto lunghi e periodi estenuanti.

Ci fosse una donna, una compagna che mi aspettasse a casa con un sorriso ed un bacio, forse in queste giornate sentirei meno il senso di vuoto, ma... non ho avuto fortuna.

Sono veterinario, provo a dare una voce agli animali, curando e trattando ciò che li rende malati, prostrati e doloranti, ma non è sempre fattibile.

Oggi ho dovuto portare la brutta notizia tre volte, due cani ed un gatto che, purtroppo, non sono tornati a casa con i loro rispettivi amici.

Ho fatto tutto quello che la medicina mi ha insegnato, le ho provate tutte, ma i miracoli oggi almeno qua si sono smarriti chissà dove.

Agli inizi del tirocinio il mio referente ce lo ripeteva ogni mattina per diverse volte " fra le competenze che dovrete apprendere, le tecniche, la molta teoria accompagnata dalla pratica; vi consiglio di sviluppare e affinare il distacco emotivo. Siate razionai, siate focalizzati, cercate di non farvi coinvolgere troppo, ricordate che dalla vostra lucidità dipende il buon esito del percorso di diagnostica e trattamento. E’ fondamentale per il vostro compito. Dovete trattare la patologia, basarvi su ciò che sapete, quello che imparerete e quello che ahimè non saprete, mettete cuore e cervello in quello che fate, ma alle volte sappiatelo, non basterà. Siamo umani, si può fallire...

Sì, porca miseria, oggi è stata dura, non mi abituerò mai, ci posso solo convivere, non sono riuscito a  mangiare da quanto mi è salito il mal di stomaco. Detesto quei momenti, la fine della vita terrena, attimi pieni di dolore e singhiozzi, mi vedo come un angelo della morte, foriere di pessime notizie, ma il lato positivo in questo mare di dubbi, domande e lacrime è che posso portare fine alla sofferenza.

Alcuni credono che una volta passata la porta il veterinario si scordi, dimentichi, archivi, forse per qualcuno è così, ma io mi porto dietro e dentro il ricordo di quelle povere anime piegate dalla malattia.

Piccole candele che si spengono, il respiro si fa più flebile e la vita scivola via come una lacrima sulla guancia.

In casa ho una parete con le foto degli animali che ho salvato, riportato a nuova vita, targhe di ringraziamento, piccoli pensieri, ma ho fatto solo il mio lavoro, che abbia avuto fortuna o sia stato bravo, non mi basta, ne vorrei salvare molti di più. Uno dei miei colleghi, amico di facoltà e socio dello studio, un carattere più distaccato del mio, riesce molto bene a gestire quella marea di emozioni, alle volte lo invidio; io spesso e volentieri ci rimango sotto, con tutto quello che ne consegue: tristezza, apatia, senso di colpa e tanta stanchezza mentale, sarà per questo che il rapporto con la mia fidanzata è finito nel peggiore dei modi? Boh, non lo so. I giorni come questo, non resto a Livorno, mi sento soffocare, non mi va il divertimento o il caos, tutt’altro, mi serve un angolo di silenzio, lontano dal rumore; così prendo su i miei due gatti, li metto nel trasportino per direzione Fortullino. Ho una piccola villetta che si affaccia sul golfo, sistemo la macchina nel vialetto, mi preparo qualcosa da mangiare e resto lì a guardare il sole che si tuffa a mare, una birra fresca in mano, mentre le fusa di King e Zara mi allietano l’umore.
Cade qualche lacrima nel vedere l’arpa impolverata, gli scatoloni impilati, le foto sul muro, echi di risate, stornelli cantati, serate al gusto di musica e mojito e quel maledetto quadretto con il messaggio di addio... lo dovrei dare in pasto alle fiamme, ma stoicamente lo conservo, che mi serva di lezione.



   

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Matteo Matteucci

Il Matteo nasce a Pisa nel lontano 1977. Prende il soprannome di Bio ( oltre ad altri cento) per la sua passione di fotografare l'acqua in tutte le sue forme. "Biyo" in Somalo vuol dire acqua. Dopo lo corresse in Bio. Scrive racconti, poesie, storielle e parodie. Si dedica al fai da te, chiaramente alla fotogra

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