Non ero Virginia
Non ero VirginiaC’è un amore taciuto, coperto da un velo di silenzio, fatto di complicità e di vita comune. Col tempo diventa routine, ago della stessa bilancia, battibecco e fuga improvvisa. Troppo vicini per sentirsi, desiderarsi e volersi. Ci si scansa. Si attingono sogni in un buco segreto scavato nella stanza in cui t’apparti. In un cunicolo ricavato da una nuvola radente il mare, da un sottopassaggio del cuore. Da un vicolo nel pianterreno. È cosi mi sono finta un’altra e gli ho scritto. Mi ha risposto. Non sospettava che fossi io, era fatta. Quel personaggio inventato sembrava vero, a poco a poco scoprivo che esisteva una donna con quel nome, che aveva fatto scelte simili. Lui mi diceva di quanto fosse bella, dolce, raffinata. Ero io! Non potevo dirlo. Lo sentivo raccontare di me, lo leggevo, diceva di sentirsi solo, d’essere stato lasciato solo. Effettivamente in quel momento ero presa da altre cose, l’avevo lasciato solo, ma mi faceva male che lo scrivesse ad una sconosciuta. Raccontava, raccontava... Leggevo cose che mi facevano male, ma rispondevo, ero Virginia di Roma. E poi lo vedevo e facevo finta di niente. Spiavo il suo sguardo, era contento. Qualcosa mi confidava. Non riusciva a tenere per sé tutta quella bellezza. Parlava sempre di lei. Ero io, dimenticata accanto. In lei aveva visto quello che in me non scorgeva. Ero mortificata, ma non lo davo a vedere. Col garbo di cui è solito le chiese, mi chiese qualche foto. M’inventai qualcosa, ero diventata bravissima a reggere quel gioco. Sarei potuta andare lontano, oltre, ma ad un certo punto leggevo amore nei suoi occhi... pensava di andarla a trovare a Roma e me lo raccontava! Un giorno che eravamo poggiati ad una porta, gliel’ho detto: Virginia sono io!"No, non ci credo_mi ha risposto, non può essere!"Ero stata tanto brava, da fargli credere vero ciò che avevo creato con la mia fantasia. Era deluso! Le ho elencato le lettere, le risposte! "Sei andato a leggerle!" "Sono io!" Pensavo che la verità dovesse renderlo felice! Quella donna dolce e appassionata l’aveva accanto! Niente viaggi a Roma, stress, valige! Invece no! Non ero Virginia. L’ amica con cui parlava e si raccontava.
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