Allora
Quando ero piccola, ero piuttosto timida, salvo poi scatenarmi con gli amici e fare da capobanda. Con le persone che non conoscevo ero piuttosto riservata. Ricordo una volta, che stavo tornando dalla scuola, ed una ragazza mi disse: A casa tua sono arrivati parenti dall’America! Ero piuttosto scocciata da questa novità. (Abitando in un paesino andavo e venivo sola dalla scuola.)
Come mi era potuta sfuggire una notizia del genere? Forse me l’avevano tenuta segreta, sicuramente! Entrai a casa di soppiatto, eludendo i controlli e gli abbracci e andai a chiudermi in bagno. Decisa, adirata, monopolizzai l’unico bagno di casa, tirando ben bene un aggeggio che si tirava avanti e indietro per chiudere ed aprire. Non mi lasciavano in pace, tutti dietro la porta a pregarmi d’uscire, a promettermi, a parlarmi... finché fui costretta ad aprire, non potevo dire "no" alla voce di mio padre! Dopo una sgridatina di mia madre mi colmarono di attenzioni e regali. La permanenza si prolungó per settimane e il mio letto fu spostato in un solaio, per l’occasione messo a nuovo, assieme ai miei genitori! Era una zia di mia madre, che spesso veniva a soggiornare col marito nei luoghi dell’infanzia, a cui mia madre cedeva la parte più bella e confortevole della casa. Ma io non potevo dimenticare che in quel solaio ogni tanto spuntava un topolino. Dormire proprio là non mi andava! Ma i giorni come passeri su un ramo volarono ed io tornai nella mia stanzetta a discutere ed a raccontare a mia madre! Allora...! Chissà perché usavo sempre questo avverbio, forse ogni tanto anche adesso quando parlo. Ma da bambina intercalavo ogni discorso con allora...
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