Haibun X: Il Tempo Sospeso
Non mi resta che indossare la maschera e continuare a sorridere, nonostante a volte vorrei solo fuggire. Ricordo quei giorni in cui il sole ancora splendeva, i fiori in mano e i tanti sorrisi di luna. A volte la giornata si incupiva mostrando i suoi minuti grigi, minuti che scivolavano via in secondi senza alcuna importanza; ma ora, mi basta solo far correre i giorni e aggrapparmi con forza alle ore per non lasciarmi cadere.
Cerco e ricerco, ma non trovo molto di quella che ero ieri, così come non vedo né trovo senso in tante cose che prima mi sembravano importanti. Eppure, continuo a lottare e ad aspettare... E nell’attesa: non mi resta che scavare nei ricordi, smembrare le lettere e ricomporre le idee, cercando perché e rispondendo alle tante domande che non hanno mai avuto risposte. Rispondendo a me stessa per non cadere in ciò che non ho mai voluto essere.
Ma era così facile sognare mentre le lettere correvano attraverso paesi strani, e rimanevo lì, solo a immaginare quei cuori che venivano toccati da esse. E sorridevo, sorridevo mentre camminavo per immense praterie, immaginando la bellezza della parola "amare", senza neppure voler tornare alle quotidiane pesantezze e alle tante note stonate che avrebbero potuto affliggere la giornata. Ma oggi, oggi:
Chiudo il lucchetto
al tempo stagnante:
Dio è assente.
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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