Addolorato cuore
Carissimo Signore,
Chissà se in questo momento, oltre l’apparenza, riesco a vedere ciò che vuoi rivelarmi.
Il mio addolorato cuore palpita agitato al non comprendere la prova che Gli hai imputato…
Sono tante le tribolazioni che, talvolta, indeboliscono le mie gambe.
E mi chiedo:
Quanto dovrei resistere?
Quanto dovrei sorridere prima di cadere sotto il peso dei miei dolori?
Sono stata accusata, criticata; diffamata senza nessun motivo reale; preferendo il silenzio davanti a tanta avversione; non alterandomi davanti al nemico, fingendo che non mi facesse del male.
Ma la verità, Signore… è che il dolore ha perforato la mia carne, accoltellandola insistentemente, come un assassino che non dà tregua alla mente… a questo corpo stanco e malato che non ha voluto consegnarsi alle iene che aspettano, sedute, la putrefazione della carne.
Ho donato loro amore quando ho sentito il veleno corrergli feroce per le vene.
Ho peccato di arroganza consegnandogli, per amore, il mio bene più prezioso; pensando con questo di conferire un senso alla loro vita vuota.
E cosa ho ottenuto in cambio?
Solo Tu, mio Signore, hai assistito alla mia angoscia.
Solo Tu conosci il mio dolore.
Solo Tu sai cosa ho dentro l’ anima, iniettandomi forza quando hai visto che non l’ avevo.
Solo Tu mi hai cullata tra le Tue braccia nei momenti più disperati.
Tra quelle braccia, ho pianto come una bambina abbandonata; affamata e senza madre.
Ho combattuto con Te, Ti ho colpito quando non ho compreso tanto risentimento.
Ma... la mia fede in Te non ha ceduto, mio Signore; invece... continuo a credere pur sapendo di non poter sempre capire tutte le avversità.
Continuo a sostenermi in Te per ricevere conforto nei momenti di grande dolore; in momenti come questi dove mi sento morire per tanto disamore...
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Mi hai profondamente emozionata! Io, non credente (Nemesis)
Commenti (4)
In queste parole scorre una grande forza d'animo e una forte spiritualità, che aiuta a sopportare il male, sia quello che circonda l'uomo, che il corpo. Parole che sprigionano anche una grande fede e che nella fede trovano il coraggio di affrontare la vita e le sue avversità, trovando così un terreno fertile per continuare a provare amore e amore. <br> Molto bello questo tuo scritto, da conservare e rileggere, quando la forza di andare avanti, viene meno. Complimenti!
Preghiera molto suggestiva. <br> L'autrice ci regala l'ennesima perla di bravura letteraria scrivendo una preghiera che toglie il respiro... <br> Complimenti!
Il dolore non si condivide, non si può... <br> Nessuno è in grado di capire, tranne Lui, che ascolta... <br> L'unico che può darci amore, per lenire le nostre pene...
La Fede muove le montagne... e solo Lui, insieme a noi stessi, conosce tutta la sofferenza che ha camminato spavaldamente nel nostro animo... non turbato... ma pienamente consapevole che tutto quello che stava attraversando doveva essere solo un sogno... tanto era impossibile da accettare... Sono stati d'animo che ti cambiano per sempre... ma che non potranno mai cambiare l'unica certezza... quella che esiste Colui che conosce tutto... e comprende il dolore che si è respirato... e quasi Lo vedo sorridere con quella carezza sul nostro capo per dirci di stare tranquilli... non c'è bisogno che tu lo dica... Io lo so... continua a camminare... la strada è quella giusta... <br> Riesce a prenderti... riesce ad emozionare... riesce a farti stare in silenzio. <br> Grandissima



