Passeggiando per le vie del cuore
Passeggiavo per le vie del cuore... Fra vaghi pensieri, ricordi... Che ripercorrono, a ritroso nel tempo, scorci di gioie e dolori; tracce smarrite del mio "io" più profondo... Soffermo lo sguardo su una mia vecchia tela. E' un dipinto che risale al 2004: raffigura uno spicchio di primavera in cui si distinguono l'esterno di una mezza casa diroccata, ricoperta al suolo da erbacce. In lontananza, una montagna terrosa si scorge dietro il primo piano di un pesco, accanto al quale compare un albero rinsecchito, i rami protendono verso il compagno più ricco, quasi a sfiorarlo in un bacio... Come a chiedere la compagnia dei suoi colori, della sua allegria, per lenire lo sconforto della sua solitudine, della sua strana assenza di vita a primavera. Cosi come insoliti appaiono quei piccoli fiocchi di neve che piangono sui fiori di pesco. Il cielo, estraneo al dolore dell'albero spoglio, alle erbacce abbandonate come anime morte, alla montagna terrosa fra le sue pigre sterpaglie, ha invece lievi sfumature di speranze pastello. Sembrano invitare il sereno ritorno delle rondini e il festoso chiasso dei giardini che cinguettano il vociare dei bimbi. Dal nascondiglio del sole, una caparbia lama di luce sembra lanciare alla natura il suo favorevole messaggio di rinascita. Non ho mai capito perché, all'epoca, i pennelli mi abbiano trasportata in un dipinto cosi. Assolutamente lontana dal considerare l’incoerenza e l’irrazionalità dell’insieme. Eva, la mia vivacissima nipotina, ne è particolarmente attratta. Cosi, ho deciso di restaurare la tela dando vita all'albero spoglio. Voglio sostituire le erbacce con piccoli cespugli fioriti, e tingere di smeraldo la montagna. Ma l’albero spoglio è ancora nudo e triste… E la tela è ferma da più di due mesi, senza che sappia spiegarmene la ragione… Chissà, forse l’albero rinsecchito vuol restare chiuso nella sua tristezza, elargendo in dono la leggiadria dei suoi piccoli fiocchi di neve… Come un mendico solitario che offre le sue poche briciole di pane ai piccioni, sicché possa godere della loro compagnia… Certo, come ipotesi, la trovo romantica, ma voglio comunque scartarla dall’anima del dipinto. Sarebbe come promuovere l’idea di chi vuole pigramente condannarsi all’infelicità, preferendo vivere del riflesso della luce degli altri, senza sporcarsi le mani di vita. Rifletto ancora un pò, e mi chiedo: perché pensare alla promozione di un'idea? Un dipinto non promuove mai un'idea, un sentimento, un'impressione... Semplicemente, li raffigura.
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