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Spiritualità 18 luglio 2011 · lettura 3 min · 1446 letture

Saul

Anna Maria Scamarda 14 racconti pubblicati
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Le gocce di pioggia erano le lacrime degli angeli a purificargli gli occhi, il sole era la Luce di Dio sulla terra ad illuminare il mondo. E i campi e le valli in fiore, l’eco di quell’amore. Un dolore sordo al petto, che gli arrivava fino al midollo del cuore, lo coglieva ogni qualvolta imperversava, furiosa, la tempesta.

E i lampi e i tuoni. E’ il manifesto dissenso di Dio agli uomini. - Pensava Saul - E si chiedeva, contrito, perché i suoi simili pareva si divertissero a capovolgere, distruggendolo, il senso naturale di ogni cosa. In quel Quadro d’Autore in cui erano state Dipinte le Meraviglie del Creato. Ora che la quiete aveva riacceso il sorriso dell’arcobaleno e gli alberi non scuotevano più le loro braccia come bambini impauriti dalle grida del vento.

E lui ch’era un uomo timorato di Dio, levando gli occhi al cielo, un giorno chiese al Signore:" Padre, se per amore ci hai creati, perché ora abbandoni i tuoi figli ai loro peccati? Non è questo il mondo che vorremmo". Ma Saul non ebbe da Dio alcuna risposta. Quand’ecco che, accasciatosi all’ombra di una grande quercia, scorse fra i cespugli un libro… Lo raccolse come fosse un piccolo tesoro nascosto nel cuore della vita. E prese a leggere: “Signore, io sono il tuo servo. Il tuo nascosto volere costituisce la mia legge, ed io ti obbedirò per sempre”. Ma Dio non diede alcuna risposta, e, come possente tempesta, passò oltre. Dopo altri mille anni, ascese la montagna sacra e di nuovo parlò con Dio, dicendo: “Mio Creatore, io sono la tua creazione. Dall’argilla mi hai plasmato, e a te io tutto devo”. E Dio non diede alcuna risposta, ma passò oltre come un vento di mille rapide ali. E dopo altri mille anni ascese la montagna sacra e parlò a Dio nuovamente, dicendo: “Padre, io sono tuo figlio: la tua radice in terra, e tu sei il mio fiore in cielo. E insieme ci dilateremo dinanzi al volto del sole”. Allora, Dio si chinò su di lui sussurrandogli parole di dolcezza... E lo avvolse come fa il mare quando cinge tutt’intorno il ruscello che corre verso di lui. E quando discese verso le valli e il piano… Dio era anche là. Allora Saul comprese che quel piccolo tesoro trovato fra i cespugli, era la risposta di Dio alle molte domande degli uomini. E pianse…

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«Saul, è un nome puramente inventato dalla mia fantasia, e non ha alcun riferimento a personaggi biblici; cosi come il racconto. La seconda parte, virgolettata, del testo, è un brano fedelmente tratto da: "Il Profeta". Di Kahlil Gibran."»

L'autore
Anna Maria Scamarda
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Le sensazioni lasciate dai lettori.


notevole apprezzato (Citarei Loretta Margherita)

Commenti (2)

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Nemesis19 luglio 2011

Che emozione, leggerti... E che profumo, si respira...! Le tue parole sono come un'onda che accompagna il cuore e la mente verso la riva... <br> "Saul" ha il respiro della narrazione, quella di un viaggio e ha il ritmo di una partitura per coro polifonico; è un rincorrersi di voci che si alternano nel dare forma ai pensieri, corpo alle emozioni... In questo senso i termini "prosa", "poesia" sono puramente formali e riferiti ad uno stile di scrittura codificato. Ma le emozioni... Che definizione possiamo dare alle emozioni? Credo proprio che non possano essere classificabili in alcuna di queste categorie! 

mario calzolaro20 luglio 2011

grande intensità ed elevata spiritualità.Lo rileggerò ancora!