L'abbandono
Qual vita scansar può i neri giorni dell’abbandono, col sonno ch’arriva tardo a lenire le fitte del cuore e
Qual vita scansar può i neri giorni dell’abbandono, col sonno ch’arriva tardo a lenire le fitte del cuore e
Qual perverso istinto d’un dio crudele sparse l’ebbrezza d’amore per il creato? Qual tragico fato spinge l’ansia dell’uo…
Quanto amore va sprecato sui fondali di quest’umanità bestiale, cui diletto gioco è il far male, il
Quanto lontana sei alba della mia vita! Rivivo l’inesperienza delle passate emozioni come un ergastolano, che guarda
Nel candido chiaror d’un primaverile mattino spunta lieve il dardo infuocato del sole ed ognun, pur che nel
Non cercar quel che la fortuna mai ti darà. E’ vano costruir sull’instabile duna un castello che mai saldo
Odio viver il tempo dell’ignoto, con la sua implacabile baldanza. Tutto sembra immoto e tutto vorticosamente gira a no…
Come bocciolo di rosa che vita anela, schiudi alla soave visione d’amore lo splendido fiore che il tuo corpo
Cosa nasconde il tuo angelico viso, cos’è che arma la tua bocca di mortali fendenti, che il sangue dalle
Spunta l’alba, quasi invisibilmente, tra le brume del lago. S’alza in volo un airone dal canneto ondeggiante per le
E’ sempre piu’ difficile aspettar l’ora di sentir la tua voce ed intanto far finta di niente, solo pur fra tanta
Pascolo l'anima per gli agresti sentieri di mirto e d' erica, fra voli d' uccelli impauriti e guizzi di
La bandiera conquisa all’oppressore giace oltraggiata sulla terra che un tempo dominò. E corre or nel vento la
Finanche insistente querulo spettinante trasmutante specchio d’ogni certezza d’amore dubbio gelosamente offende.
Era un anno come a tanti eguale, monotono ed insulso ed ancor mi stavo ad aspettare emozioni e preghiere ed una
Fluiscono ritmi e cadenze dalla radio vicino al capezzale. Per tanta gente è tempo di poltrire, appena finito il
Fremente d'armonie gioia d'amarti paura di perderti in licor d'alma avviluppando fondo.
Dispero se anche tu disperi, per questi tempi grigi e privi d'innocenza. Il brillio dell'ultima bomba scava altre
Del tempo l'ingiuria sopporto d'un viver invano. Stranisce il mondo oltre la tua chioma.
Che mai potrò al tuo labbro saziarmi, da che il tempo, reggitor d'infelici destini, un invalicabile muro tra noi
Arse pietre di giogaie sconfinate, come mari di luna sotto un sole spietato, ch'erode e consuma la vita e la
M'ingegno d'abbatter la tirannia del mio tempo, l'anello di gelo e fuoco che allucina percezioni, sintomi,
Vienmi da stelle irraggiungibili dai tanti perché il mio cercarti come linfa che risalendo dal fitto
Cessati i risvegli d'accecante luce d'estate, gli occhi indugiano la morbida terra umida la rugiada rinfrescante i petal…
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