Catena di montaggio al padiglione 7
Alle otto del mattino arriva l’ora neurolettica sul selciato un miserere dimenticato Sulle panchine del parco cammina l’…
Nata a Tissi il 28 febbraio 1960. Residente a Trieste dal 1979. Ha lasciato gli studi umanistici per coltivare la professione di erborista. Nel 2002 pubblica la prima raccolta ”Interferenze” con la casa editrice Franco Puzzo Editore di Trieste. Le sue poesie e i suoi racconti sono presenti in alcune antologie.
Alle otto del mattino arriva l’ora neurolettica sul selciato un miserere dimenticato Sulle panchine del parco cammina l’…
E la neve che c'è è un cristallo sottile sul vetro e c'è un sasso a forma di gatto che vuol
La mia anima zuppa di pioggia indaga il giorno appena andato e semina pensiero in nuda terra.
Figlia della coscienza vivo raziocinando vista. Pupille affamate camminano le orbite sembrano pianeti queste iridi che
chi mi scava il tronco separato dalla storia alle radici ruba i miei occhi alla bellezza Una luce di conifere
La senti come l'aria stracarica stasera vuol ch'io taccia del vento gelido che imbocca la collera spremuta sulla
Posso vedere gli occhi della disperazione nello sguardo di quella gente fiumana umana accartocciata dalla crisi. Le
La mattina mi alzavo per non pisciarmi addosso e la notte dormivo per dormire ancora il divano aveva il colore dell’uv…
Masticazione di parole metabolizzate in silenzio nel giorno rattristato. Petalo di azzurro pallore pervinca nata
mi aspettano altri scogli dove fracassare l'anima vado dove l'abisso ha il senso delle cose belle e la follia è solo
qui non c'è neve a ricoprire i tetti non ci sono fiocchi candidi sulla terra bruciata dal gelo il silenzio
Era l'indifferenza della nebbia e un sasso scagliato nel buio. Era l'indifferenza del mare che non poteva partorire
E' la luce del giorno che crolla su di noi che aspettiamo la notte. E' la pioggia sui tetti di Ferrara
Duos omines fuidos dai sa festa pigana e falana in sa carrela manna comente madrighe e pane e comente trigu fuidu curren…
Sapore di cannella tra le dita inchiodato nel legno affido gli occhi stanchi al sonno che ristora. E mi manca il tempo
Se si mutasse il verso nei colori dell'iride ascolterei il sentire del fumo grigio sopra i sassi. Se si
Sei come due mani che risuonavano vuote due albe divise nell’infinità di mondi diversi Sei come due mani intrecciate
scivolo e vado a sbattere sui sassi con la pioggia che non sa fare nulla se non un sibilare pazzo tra le foglie ora
Colorami la crepa distruttrice che muta e artiglia il verbo dell’occhio Ci sono ancora sogni in torsione e brame
Son come gigli germogliati in un giardino. Due piccole giade del mattino. Dormono con il libro sul cuscino due
Dal mare sale un urlo di tempesta la bocca degli abissi s’apre e sparge il fiato del demone interiore. Come occhi di bim…
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