Ricordandoti
D’inverno, mia madre accendeva il forno a legna, che aveva costruito mio padre, per fare il pane, le pizze e talvolta i dolci o qualche succulento pranzetto, tipo le patate alla pizzaiola, con la cipolla e l’origano. L’odore si spandeva per la casa ed anche nei dintorni. Spesso qualche vicino si avvicinava per dire:-Signora, che odore!- Ed allora mia madre si premurava di fargli assaggiare qualcosa. Era molta attenta quando doveva donare, sceglieva con cura il meglio. La guardavo impastare il pane con destrezza e maestria, e mi raccontava di quando bambina, aiutando sua madre a fare il pane, per sbaglio, si era presa una coltellata nel dito, ne portava ancora il segno. Voleva che io stessi a guardarla, mi voleva presente quando svolgeva un lavoro, le piaceva parlare, confrontarsi, dialogare. Era sempre pronta a ricevere qualcuno che bussava alla sua porta, era pronta ad accendere discorsi. Spesso rimanevo scottata davanti alla sua foga, ero ancora fragile, non avevo rafforzato le scorze della conoscenza, della quiete interiore, della forza che ti fa scavalcare le impennate che gli altri spesso frappongono nel tuo cammino. Mi amava tanto, ed io amavo lei. Un amore grande che mi ha riempito di tenerezza. Cercavo di sfuggirle, ma poi ci ritrovavamo sempre assieme. Nella vecchiaia era diventata la mia bambina, i suoi toni verso me erano sempre colmi di gratitudine e d’infinita contentezza. Non mi stancavo di prendere le sue mani tra le mie, e lei osservando le mie, mi faceva notare sorridente ed orgogliosa, che le avevo come mio padre.
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un caro saluto, buon sabato sera e serena Domenica (Grazia La Gatta)
Commenti (1)
Bellissimo ricordo di tua madre dove traspare l'amore che nutrivi per lei.
