Le Rune incantate
Dopo aver appreso l'antica cultura druidica e la lingua arcaica Rossana decise di recarsi alla fortezza di Anfortas. Fondata dai primi druidi essa conteneva tutti i libri di magia e di alchimia da essi costituita e praticata in seguito per millenni fino all'ultimo Druido Valodas che la sigillò con un potente incantesimo. Rossana dopo essere stata istruita dal druido Valodas era in grado di aprire i sigilli e di eseguire gli incantesimi contenuti nei libri. Essa era soprattutto intenzionata a potenziare il suo Dono, quello della profezia, ereditato da una sua lontana ava che aveva sposato un druido. L' incantesimo della profezia si trovava nel magico libro delle Rune in cui vi erano raccolte tutte le formule più potenti e pericolose. Per millenni i Druidi avevano protetto la terra dal malvagio Morteson che intendeva soggiogarla in suo potere rendendo schiavi i suoi abitanti. Ora con la scomparsa di Valodas restava soltanto Rossana a conoscere e custodire la scienza druidica infatti tutti ormai pensavano si trattasse di antiche leggende da raccontare accanto al focolare nelle lunghe sere invernali. Prima di partire procurò un cavallo e fece provviste di cibo e acqua perchè il viaggio era lungo e le varie tappe distanti l'una dall'altra. Doveva essere prudente e non rivelare a nessuno lo scopo del suo viaggio e la sua conoscenza magica. Il viaggio durò un mese e appena arrivò alla fortezza Rossana restò sbalordita dalla sua magnificenza e dal potere che da essa emanava. Scese dal suo cavallo, percorse gli scalini e si trovò davanti a un portale in bronzo in cui vi erano incise rune incantate da decifrare per poter rompere i sigilli e penetrare nella fortezza. Rossana intimidita ruiscì a decifrare l'incantesimo e il portone si aprì, lei vi entrò e richiuse con un altro incantesimo inciso in rune da decifrare e recitare. Appena entrata Rossana cercò subito la biblioteca. I libri erano tantissimi e avrebbe impiegato un po' di tempo prima di trovare quello delle Rune che custodiva le formule magiche più potenti comprese quelle sulla profezia. Prese alcuni libri e trasse un sospiro di sollievo perchè era in grado di leggerli e capirli e soprattutto di eseguire ciò che in essi vi era racchiuso. Gli incantesimi sulla profezia erano due, una riguardava il passato e l'altra il futuro. Dopo aver guardato una trentina di libri trovò finalmente quello che stava cercando. Doveva essere prudente perchè vi era il pericolo che Morteson, imprigionato in una grotta da un potente incantesimo, potesse ritrovare il potere assopito da secoli. Per la preparazione degli incantesimi occorrevano alambichi e un calice particolare creato dal primo Druido il Sommo Estoril e occorreva recarsi nel laboratorio che si trovava nei sotterranei della fortezza. Doveva fare attenzione mentre era in preda all'incantesimo a non soffermarsi ad osservare Morteson che avrebbe potuto destarsi e spezzare il sigillo che lo imprigionava. Preparò tutte le essenze, recitò le formule e bevette la pozione. Entrò in trance e vide tutta la storia dal primo druido fino a Valodas. Purtroppo durante la visione si soffermò al malefico sguardo di Morteson che acquisì potere e sciolse l'incantesimo che lo imprigionava. Ora Morteson era a conoscenza dell'esistenza di Rossana e intendeva distruggerla, con lei sarebbe scomparsa la magia druidica che in passato era sempre riuscita a sconfiggerlo. Rossana uscì dallo stato di trance terrorizzata per quello che era successo. Aveva risvegliato e liberato Morteson ed egli avrebbe cercato di distruggerla cancellando per sempre l'antica scienza. Disperata e in preda allo sconforto Le restava soltanto una cosa da fare, evocare Valodas dal regno dei morti. Imparò a memoria il rito di evocazione e si diresse nel luogo in cui i druidi riposavano per sempre. Sigillò nuovamente la fortezza sperando che Morteson non riuscisse a distruggerla e si rimise in viaggio. La valle era nebbiosa e il luogo popolato di ombre impauriva Rossana che cercava l'avello di Valodas. Infine lo trovò e si fece coraggio, era necessaria tanta forza per il rito dell'evocazione. Alle prime parole del rito la terra cominciò a tremare, poi a poco a poco alla fine dell'incantesimo l'avello si aprì e venne fuori l'essenza incorporea di Valodas incupito per il risveglio e per il compito che gli spettava. Rimproverò la ragazza per la sua imprudenza e poi si incamminarono per la fortezza di Anfortas. Dovevano assolutamente evitare che Morteson la distruggesse. I riti per sconfiggerlo erano custoditi nei libro delle rune e dovevano evitare che Morteson ne divenisse in possesso se volevano salvare la terra dal suo potere malvagio. Quando arrivarono alla fortezza videro che i sigilli erano intatti e che Morteson non era ancora giunto. Si affrettarono a entrare e richiusero con un sigillo ancora più potente di quello che vi era prima perchè dopo essere stato nell'Oltretomba Valodas aveva più poteri e doveva usarli se voleva salvare Rossana e la terra. Per riuscire nell'intento Rossana doveva ricorrere all'incantesimo riguardante la profezia del futuro. Doveva rivedere Morteson e recitare un potente incantesimo aiutata dal potere di Valodas. Rossana aveva risvegliato il potere di Morteson e Rossana doveva nuovamente imprigionarlo privandolo del suo potere malvagio. Andarono nel laboratorio e prepararono l'infuso magico che Rossana bevette. All'inizio vide le terre del nord aride e bruciate e il cielo oscuro, segno del passaggio di Morteson e poi finalmente lo vide. Doveva evitare il suo sguardo mentre recitava l'incantesimo, doveva focalizzare uno specchio in modo che vedendo se stesso e ciò che era diventato Morteson in preda alla disperazione si sarebbe annullato da solo e per sempre. Non fu un'impresa facile ma avvertendo la forza del potere di Valodas riuscì infine a creare lo specchio che annientò Morteson e la sua malvagità. Ora il druido e la ragazza dovettero andare nelle terre del nord per bonificarle dal maleficio di Morteson e poi ritornarono alla valle dove i druidi riposavano e si separarono per sempre. Rossana non ritornò mai più nella fortezza. Si sposò e trasmise ai suoi figli l'antica conoscenza vincolandoli con la promessa di non recarsi alla fortezza se non per grave pericolo riguardante la salvezza della terra. Visse fino a cento anni consapevole di aver salvato la terra da un essere potente e malvagio che intendeva distruggerla.
Sono una umile donna di 55 anni che ama scrivere poesie semplici ed essenziali. Amo anche la prosa, la Musica, il Teatro, la Pittura. L'arte mi attrae e mi appassiona per la sua capacità di espressione e trasmissione di sentimenti e sensazioni. Ho un blog: www.tristezzainfinita.blogspot.com
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