La Festa
Mirella, ragazza 16enne si preparava raggiante per andare a una festa. La prima alla quale i suoi genitori avevano concesso il loro permesso. Era l'unica figlia femmina ed entrambi i genitori erano molto protettivi nei suoi confronti. La ragazza era abbastanza matura per la sua età e questo convinse loro a mandarla alla festa. Speravano che anche gli altri invitati fossero maturi e responsabili come Mirella. Purtroppo il loro ragionamento era completamente erratto. Alcuni invitati erano tossicodipendenti e facevano uso di ecstasy, uno di loro aveva addirittura stuprato una ragazza dopo averle messo di nascosto una pasticca nel suo bicchiere e pareva intenzionato a ripetere l'esperienza. Mirella era completamente all'oscuro di questi fatti. Si fidava delle sue amiche che l'avevano invitata alla festa. Mirella era molto carina e attirò subito l'attenzione dei tossici. Il più ardito di loro, lo stupratore, si avvicinò e la invitò a ballare. A Mirella non piacque il suo modo di stringerla nè il suo modo di spogliarla con gli occhi e appena la musica finì si divincolò e torno al banco dove vi erano le bibite. Il tossico la seguì e riuscì di nascosto a metterle una pasticca nel bicchiere. Senza accorgersi di nulla Mirella bevette la sua aranciata. Dopo un po' cominciò a sentirsi strana e non riusciva più a ragionare, si sentiva strana ed euforica. Il tossico la prese e la spinse in una stanza che si trovava sul retro della villa, la gettò sul letto e incominciò a spogliarla, lei cercò di difendersi ma era debole e intontita dall'effetto della droga e si ritrovò presto nuda. Lui fu brutale e violento e lei piangeva per il dolore e per l'impotenza. Non era riuscita a difendere la sua innocenza e si sentiva ferita nella sua essenza di donna. Non aveva neanche potuto urlare perchè la musica era troppo forte e nessuno l'avrebbe udita e poi la villa era isolata. Finito lo stupro il tossico si rivestì, minacciò la ragazza di non raccontare niente perchè altrimenti si sarebbe vendicato e se ne andò. La ragazza ancora intontita dalla pasticca e dallo stupro guardava addolorata le tracce di sangue sulle sue cosce. Era diventata donna nel modo più brutale che fosse stato possibile ed era certa ormai che non avrebbe più potuto amare un uomo in vita sua. Sì alzò e andò a lavarsi. Non confidò l'accaduto a nessuno perchè quel ragazzo la terrorizzava e aveva paura della sua vendetta e non voleva recare dolore ai suoi genitori. Da quel giorno si tenne lontana dai ragazzi e dalle feste e frequentò solo donne. La ferita psicologica non si chiuse mai e la perseguitò sempre impedendole una vita normale. Quel ragazzo continuò impunemente a drogare di nascosto le ragazze e ad abusare di loro ed esse terrorizzate non lo denunciarono mai.
Sono una umile donna di 55 anni che ama scrivere poesie semplici ed essenziali. Amo anche la prosa, la Musica, il Teatro, la Pittura. L'arte mi attrae e mi appassiona per la sua capacità di espressione e trasmissione di sentimenti e sensazioni. Ho un blog: www.tristezzainfinita.blogspot.com
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