La lente
Dolce lente dal vivido sguardo, lente spessa, lente antica. Opposti erano i mondi tra gli occhi malsani e il mondo
Dolce lente dal vivido sguardo, lente spessa, lente antica. Opposti erano i mondi tra gli occhi malsani e il mondo
Salire, sentire, specchiarsi nel giorno crescente; cadere nel prato fiorito e condurre il pensiero distratto tra i monti…
Parla o' dannato egoista! padrone assoluto del mondo e figlio indigesto dell'umile serva, matrona imperiosa del fumido f…
Liberi di volare con l'animo trafitto dall'amore; gli occhi sfavillanti simili a danzanti stelle colorate. Liberi di
Amare per essere come lo scorrere incessante dei fiumi e l'infrangersi fragoroso dei flutti sulla risacca ricoperta di
Passioni travolgenti e fugaci; peccaminosi istanti di intenso vuoto, colmano con disperata brama, l'oasi
Astro nascente del buio neonato, luce saccente d'illustre sapienza, illumina teco un gaudio cuore ch'anela a
La verità che lacera l'anima, distrugge il cuore e disorienta i sensi... quella ricerca infinita e frenetica che
Ascoltare la voce del silenzio, la voce del mare che borbotta senza sosta sulla risacca rinsecchita del desolato
Un' angelo con un'ala spezzata si lamenta, accovacciato, sotto uno spoglio salice piangente. Le sue tristi parole
Trascinarsi, strisciare tra l'insignificante assenza di vita, la sconcertante sensazione di impotenza e piccolezza, tra
E' l'eterna sfida dell'uomo la coerenza, dibattuto tra opportunismo e senso di responsabilità... Che pena per
L’attimo fuggevole ch’inganna anche il più sommo desiderio: l’istante. L’incomprensibile presenza che mai
Con parsimoniosa grazia aleggiano nell’aere, in alto tra i monti innevati, tra gli uccellini bagnati. Si tengono la mano…
Le regole della felicità hanno un elevato tributo cui è inevitabile sottostare per doverosa lealtà. Esporsi ogni dì …
Dal dolce silenzio d’un mite mattino di maggio, il vivido sole riesce con tanta costanza ad aprirsi la strada tra
Distrattamente cerco di muovere un passo nell’abisso più scuro, provando a discernere figure esili di poveri uomini
Un bivio tortuoso intreccia senza alcun motivo le mie docili e fragili gambe marmoree. Tu sfuggi ai miei passi lenti e
Poche lucciole; il cielo terso bisbiglia aliti di vento pungenti che addormentano il paese avvolto dal tepore
Sette tocchi la torre campanaria effonde in un maggio fresco e ventilato. Un grillo solitario saluta il sibilo del
Mi avvio senza indugio, cercando di poter entrare nella selva dell'amore; timidamente attraverso il prato fiorito della
Perdersi, stanco e spaesato, tra le guglie appuntite di mille sguardi inferociti e disprezzanti... sentirsi piccolo
Sempre presente e pronta, nobile compagna, ci conduci fuori dai meandri piramidali di scoscese vie basse e terrestri,
Macchie indelebili solcano il gelido cielo estivo; molte speranze sono tramontate, lasciando il posto a spiriti
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