-vortici-
-Vortici- come di emozioni che lente centrifugano ingerendo salsedine e vorrei lasciarmi portare come in una danza -in
-Vortici- come di emozioni che lente centrifugano ingerendo salsedine e vorrei lasciarmi portare come in una danza -in
Tu che mi corteggi nelle notti apocalittiche in libagioni da distribuire in gemiti sull’affanno delle tue movenze Sono
[In abbracci di tempesta perdo il mio sguardo nel tuo, piccola fata nelle tue mani d’amore. Le parole mi fuggono fra
A passi svelti l’amore si scioglie -e si fa pozzanghera che macchia- Brucio lenta ad occhi spalancati -la cartapesta
Convulso il fiato si annoda di velluto -osceno il riflesso nello schizzo d’ombra che mi tratteggia- Scivoli fra le
Ho una bestia nel ventre mi graffia il cavo dolore -solletica il plasma creando gemellaggi epiteliali e sovversivi- Si
Frantumi di macero come pezzi ad incastro, calda linfa come di nulla m’invade -sogno le misture di nebulose inadeguate…
Sarò l’incisione di carne che accoglie i tuoi ansimi in gocce e cerchi -avvinghiato al mio canto mentre l’orl…
Pareti barocche dai colori dell’oro a circondare il corpo di quella dea dalla pelle di luna lingue di fuoco a scoccare
Fonde in distillanti languori la tua voce roca impastata nella notte e sulla mia chioma di nero e di stelle
Ho il graffio della vertigine che circonda il respiro assuefatta dall’utero che le mie narici sventrano Sono la saliva
-Linea di confine- penetrata dal tuo fiato sconvolgi l’essenza addormentata in lenta agonia nell’intento di
In questo lattiginoso sciabordio di lacrime e vetro, mi dimentico del tempo che scorre. -riverso nelle vene pensieri com…
Nella tumefazione degli occhi metto a digiuno le lacrime -le osservo distinguersi nella poliedrica forma- Come di artigl…
Ho l’infinita fibra a mezz’aria_ In tramonti da navigare L’inchino della terra si fa
Plasma infetto nella leggerezza del vento s'appende d’avorio perfetto di polsi sfiammati [annegandomi nei ventri
é dolore -modifica in cicli- il restante tempo di vita -tonfo- sono le lacrime a rosario che -cedono al
Bussa piano la morte è piegata ad un sogno corazza di trapezi, albe di voci dalle ugole tranciate. Mentre una
Sarò dominio della tua lingua e del piacere di luccicante senso Cosce avide aperte, gemma da invadere con la
Unghie graffiano i macilenti silenzi soffio le tue labbra che si fanno guscio sistoliche emozioni a trafiggermi il
Oh, no mia dama. questa notte tu m’apparterrai. Sarai di modellabile cera e colante miele. Io non
Nel condensarsi in sterili pianti, ho ricamato prolifiche parole sussurrate appena nel soffio del tuo grigio
Si fa gheriglio bozzolo di cielo che trattengo in fili sui nervi del mio tempo Bruciano chimere su croste di terra
Pezzi di questo macero sentire e di volere di un Dio che serpeggia diafano fra stuoli d’intrecci a vivida carne Grumo
Diventa socio del Club: accedi a La Piazza riservata, ottieni sconti su concorsi ed eventi e aiuti la community a crescere.