Addio
Dalle labbra di Lei è gelido maestrale che strappa vessilli d'orgoglio Acre, sottile odore di una paura senza nome che
Massimo nasce un po' troppi anni fa ad Alatri un paesello del centro sud ruvido e avvolgente, calmo e sereno.Bimbo inquieto e vivace vive fuori dal tempo con i fantasmi che gia' da piccolo agitano il suo mondo e la sua fantasia. Cresce bohemién e sognatore, affondando in quell'inquietudine dell'esistenza che lo portera' a vagare per il mondo alla ricerca del graal che non trovera' mai. Allora si rassegna..laureandosi in architettura e per non arrendersi alla fatica del vivere, quando non ci sono piu' punti all'orizzonte dove volgere lo sguardo, contemplando i ricordi, scrive sapide poesie...quei versi che crescono come un canto di cicale d'agosto e diventano fiore, albero, filo d'erba.
Dalle labbra di Lei è gelido maestrale che strappa vessilli d'orgoglio Acre, sottile odore di una paura senza nome che
E'..... mente persa in frammenti di gioie fluttuanti alla
Vecchio fiore roso dal vento stende assetato petali vizzi in brumato velo di notte benigna prima che
Indugi languida sul mio centro in lento salire a conceder respiro, ansimanti discese t'inventi a strappare sospiro.
Nella soffitta della mente tra macerie di ciechi enigmi una valigia di cartapesta strappa
Stasera fiuto aria diversa. Luna e turbate stelle mostrano un altro
Le mie mani corrono veloci a cercarti intrecciandosi in irripetibili ghirigori. Troppo lenti questi bit, troppa foga
A Voi , poeti già famosi, or propino quatto quatto sedici versi un po' giocosi e lestamente me la batto. Il quesito sta
Ad occhi chiusi nel mio specchio piramide frattale omotetici lampi di luce. Frammenti di
Se chiudo gli occhi inutile giogo arranca ottuso, anima in gabbia di paure Sospiro,
Con te ho riconosciuto il sapore d'amore, ho respirato di nuovo la dolcezza persa nei recessi della memoria. Ho
Sono turbato. S'è vero che amore fluisce da desiderio che deliziati cristalli sfrenano nella mente tra sospiri
Al di là della luce, oltre l'Oriente, più giù del corallo, più in alto degli astri. Solo immense savane, diafani
Non ti stupire se ora sei solo, non t'angosciare per ciò che hai perduto. E non ti chiedere perché, come,
Il tuo odore è in me. Intenso, nelle palme delle mie mani che mai sfiorarono il tuo seno. Aspro , nel ventre
Crudele giaciglio spinoso mi strugge celando il sogno tra quinte oscure,
Penso a te ignota musa reale creatura. Un'immagine dipinta da soli pensieri, una foto con tratti incisi da giochi
Mi nutro delle parole dei tuoi occhi. Dolci e sfuggenti mi guardano senza osare desiderandomi senza amare. Riflessi
Abbandonarsi di labbra, in dolce colloquio tra bocche, a sospirare assolute emozioni vane chimere altrimenti da offrire
Lenta e brutale sale indifferenza invocata d'amore morente. Mani stanche su penna che più non vuol cantare d'un cuore
Non avevo più memoria del cinabro sapore dell'alba, luce che strappa sospiri, gioia che dissolve il
Non ama il sonno la notte se silenzio divampa in tempesta nel respiro d'occhi chiusi sapido d'acre caldo di sangue.
Su spuma di refolo d'onda dischiudo i miei pensieri. E si specchiano acque nere in folle guizzo d'occhi. Giogato da
Amare è soffrire. Siamo gocce dello stesso mare in spuma ch'appressa e dirada mai fusi Siamo grani di singola
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