A te che amo tacendo
Amo te perché sai piangere, Dentro e fuori di te, Perché sei un sogno Che non muore all'alba E un
Angela Mori, per gli amici Angelika è nata lo 06/01/1979 a Catania dove tuttora vive. Diplomata all'Istituto Magistrale, ama la letteratura specie quella del periodo del romanticismo e del decadentismo di cui stima i grandi poeti come Baudelaire,Verlaine,Keats,e D’Annunzio. Amo la cultura celtica, Colleziona fate,ama la musica lirica e quella rock in cui spesso si abbandono per cercare l’ispirazione.
Amo te perché sai piangere, Dentro e fuori di te, Perché sei un sogno Che non muore all'alba E un
Beviamo tutti il vino della follia, Nel calice dell’esultanza che la contiene. Miscelando alle vene, La saggezza alla
Maestoso il lampadario senza tempo Nello splendore delle luci Che s’incassano e si abbigliano di colore Tra le pietre
Dalla tua massa provocante Lento velours cade spogliandola; Seta sotto l’incanto è ora svelata. Enigma tra il
Se solo sapessi Di cosa si nutre la mia pena, Che si accresce dentro, Con infinito male, Arriverei forse a mitigare
Creatura Notturna. Mi sfamo di baci razziati, Spogli d’enfasi, Insipidi baratti di possessi. Mi lascio come
Tumulto eccitato del cuore fugace amnesia, vita che si addolcisce in un istante che interrompe il tedioso
E ti osservava poco distante, Come Paride la bella Elena Ti ammirava nei tuoi abiti color dell’empireo, Con l’espression…
da solo giocava, il bambino dal mondo dentro, da solo parlava, a chi non sa ascoltare, solo lui rideva, di risate non
Sa volare il Potere, Galoppare e sterrare, Nuotare e trainare. Nelle vene sa scorrere Come fiume in piena Che sfocia
Che altro potrei donare al tempo Se non attimi di rime e vigoria? Colgo sul viaggio della vita armi penetranti, con le
l’ho voluto io quest’incubo, cercandoti tra i fitti tralci di un bosco, intrecciati e umidi di bruma nel tetro della
Ho visto una pazza Andare in giro nuda Mentre rideva di atei sorrisi; Sfidava il fresco ottobre Coperta solo delle sue
Sconfortata e sola Nessuna armonia le rasenta la mente; Non è bella Non è intelligente, Per l’invidia
Disgusto mi dai Aspide vermiglio, Fermati e muori In quella sporca prigione Che odora di fumo e liquore Non dimenarti
PAVIDA È, LA LUNA QUESTA SERA, STATICA, TRA SINGHIOZZI DI NEMBI, COME SIGNORA SENZA VESTI SI SFOGGIA ALLA
Non ricorderò gli anni, Solo gli attimi valorizzeranno i mesi, i giorni. Blande visioni in
La notte gli cade addosso, ombrosa e screziata d'argento; soave il suo sonno cela, pensieri non reali che statici nei
Stilla d’amore e rassegnazione Affonda tra tessuto e piume Tutto finisce e muore la sera, E come il sole piange il
Che altro potrei donare al tempo Se non attimi di rime e vigoria? Colgo sul viaggio della vita armi penetranti, con le
Mi smarrisco nei tuoi limpidi E oscuri intrecci, Che mi dirigono in posti insoliti Dove spagnoleggianti note Si fondono
Il bianco e nero degli anni avvenuti, Echeggiano mesti alla mia finestra, In questa temperata notte di primavera. Chi
Non posso non pensarti Ma lo vorrei; Se vivere devo senza te, Auspico solo di riuscire A obliarti presto. Dolce sogno
Scorreva l’Adige Sotto il cielo di fine Agosto, Scorreva nel verde al crepuscolo E si mostrava alle nuvole Come una
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