29 novembre
Dov'è il gaudio? Trapela in questo repentino passo verso la Morte e non è quello che mi turba. Naqui in te…
Ho paura di scrivere. Scrivere equivale a dire qualcosa che si pensa e dire qualcosa che si pensa significa concretizzare il qualcosa. Ora lo so. Un dubbio, un pensiero, un’ipotesi, un’osservazione. Una effimera coincidenza della mente con l’ambiente esterno: esternarla con una parola, detta o scritta, significa renderla reale. Non più coincidenza, non più eventualità estinguibile in maniera relativamente veloce. Nel momento stesso in cui diciamo qualcosa, che sia a noi stessi, ad un altro, a pochi altri o a molti altri, inevitabilmente cadremo nel circolo della fissazione. Personalmente ho sempre interposto fra me e gli altri soprattutto, un marcato limite del silenzio. Per questa premura verso me stesso c’è chi mi definisce introverso. Suppongo anche che sia la parola più adatta per descrivere quelli come me, quelli che diffidano dal parlare di se stessi, quelli che tengono sotto chiave, con cura, il proprio intimo flusso di pensieri. Un tempo non ero così: anzi, credo di essere stato amato soprattutto per la mia socievolezza, per il mio basso concetto di privacy. Ma è stato molto tempo fa, quand’ero poco più che un fanciullo, e anche se ritengo di aver maturato piuttosto presto rispetto ai miei coetanei, non posso non ammettere che all’epoca c’era fondamentalmente ben poco da tenere nascosto. I guai sono cominciati nel momento in cui le mie esperienze si sono moltiplicate, con i miei primi errori importanti, le prime situazioni veramente sgradevoli. Parlo di quei momenti, di quei fatti che non accadono per colpa di chi ti circonda, non di quelli che influiscono sulla tua vita anche se non hai fatto nulla perché ciò accadesse. Parlo di quelli dove non hai scusanti, dove tu e il tuo libero arbitrio avete scelto, deciso per una via piuttosto che per un’altra. Sono situazioni comuni, un processo naturale che attraversa ogni essere umano, in qualsiasi parte del mondo. La differenza significativa suppongo stia nella gravità degli errori commessi, e nella capacità dell’individuo di imparare da essi. Ovviamente un’ubriacatura in compagnia con successiva punizione dei propri genitori è molto diversa da un’ubriacatura con successivo stupro di passante. Certo, essendo tutto relativo è anche vero che nel primo caso magari il soggetto non imparerà nulla, magari escogiterà il modo di continuare a bere senza farsi scoprire dalla famiglia e un giorno diventerà un alcolizzato che picchia la propria moglie, mentre magari nel secondo caso, il protagonista del reato verrà preso da sensi di colpa e pentimento tali da divenire il cosiddetto tipo di uomo che ogni donna vorrebbe sposare. Per quanto mi riguarda posso dire che non mi sono mai macchiato di simili, orrendi crimini, non sono mai stato con una donna non consenziente, ma non posso nemmeno dirmi un santo. Mi piacerebbe che i miei errori si fossero limitati ad un esagerato ingerimento d’alcol e alla conseguente sgridata ma così non è stato.
Dov'è il gaudio? Trapela in questo repentino passo verso la Morte e non è quello che mi turba. Naqui in te…
A Voi, Innamorati, genero richieste di Felicità, poiché i Vostri secondi così policromatici, i Vost…
Strano sentire in boschi vitali questa calma fuorviante frutto d'alberi d'incenso; radici affrettate nella lentezza dell…
Se ogni giorno fosse come questo dimenticherei languida immersa nel vino funesto il peso dell'essere e la luna invisibil…
Leggera dilago, col pensiero funestamente sottile di chi quieto attende la serenità a lungo cercata, trovata in e…
Desdemona ribaltata nell'Otello infedele ho riposto le mie ansie la Morte è stata statica nel non vorticare come …
Mi capita di ripensarti immersi noi nella polvere dei tempi, vecchia Giulietta dentro marcisce di peccati, smarrito Rome…
Amico più ch'amante amato in questo grigiore dissolto resta, e odi ciò che taccio, che t'urlerei di correr…
Ancora cascante non ho mai pensato sarebbe stato semplice e le aree parvenze s'incrociano attornianti v'è luce os…
Sono un pittore di Vento che imbratta il Cielo di passata Philophobia; ho una tela di Sogno che non so colorare, è…
Potente è l'Assenza. Di rancori, poi, regna. Una forza di pace, nella quiete
Stuprando l'attimo in una semovenza che ha del surreale, possedere tutto e ancora ambire l'indecenza della spudorata Lun…
Fantasma del non vissuto ostenta crisi che non competono l'eterea sua parvenza d'angosciato vagare nei filamenti di tess…
Marea di sguardo: un'onda indecifrabile. Incendio di parole: scintilla incomprensibile. Cosa
Affogante fra nocive abitudini un buio che insiste seducente di dolore vissuto mille volte in ogni graffio all’anima e s…
Potrei contemplare la luna dei tuoi occhi infinito tempo se infinito fosse concepibile; mi ci smarrirei liquida, sonora …
Ventinove le disgrazie che subirei per non aver più disperazioni; due i miei amori quanti sono gli anni di ingann…
Linea che sporca la schiena oggetto di languidi desideri: "Amore, regna sopra di me"; consapevolezza deceduta …
Il mio frastuono, nel tuo silenzio, riempie questa notte infrangendo antiche gioie evanescenti nella cupezza di bianche …
Divengo nell'inquieta struttura: cementificazione ossea tutt'uno con l'Urbano, politeismo nei miei sospiri. Sostituzione…
Ripercorro fuggevoli passi che in breve ed intenso tempo mi hanno condotto al tuo abissalmente radioso
Non ci senti decadenti? Quasi malattia nel gioco immersi, abbaiandoci contro, bestie istintuali petali
Dimmi che non sono spezzata Foglia d'acerbo Autunno calpestata Sotto i leggeri passi d'Estate Le danze mai fatte I vini …
Squarciandomi mi concedo sgualdrina a tutti i miei pensieri e il fuoco assente m'urta.
Diventa socio del Club: accedi a La Piazza riservata, ottieni sconti su concorsi ed eventi e aiuti la community a crescere.