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il guscio e' imploso pezzi...no!... oscurita' gemella no! gemella l'oscurita'
il guscio e' imploso pezzi...no!... oscurita' gemella no! gemella l'oscurita'
...e le tue dita,lunghe a consacrare la mia pelle inarco e poi distendo di fremiti la schiena magnifichi di
Cristo e' fuggito! e' sceso dalla croce... e se ne sta' seduto. su una panchina,storta e scolorita tra cicche stracci
tre! tre metri di terra addosso.. tre i giuramenti e tre gli inganni... nemmeno un parola,una ragione. ma solo il
Profumo indefinito, fatto d'istinto, semplice e innocente. Disposto a caso fra vivide corolle,sbocciato ad imitar la
La fuga d'un pensiero, un passo,un cenno. Ti nomino sottovoce... Delineo di bellezza, il mio distacco e cado senza
piove tra i fogli sogni di biro zattere d'inchiostro conosco queste nuvole! bussano,comprano il cielo a
in un'altro paese, avevo un'altro nome. agitavo i sogni, come papaveri capovolti. rosse ballerine,ubriache di caffe' e
scioglila questa luna. tra le labbra... baciami... le fronde aperte dei fianchi sopiti. cosi pastore
Schiuso, fra scialli d'oscurita' ringhianti il mio riflesso e l'eco della sua bellezza m'assorbe e mi trafigge
Sferza l'indifferenza dei miei fianchi, col rosso rampicante della lingua. Ammucchiami la pelle di delizia e dappertutto…
conducimi amore, nelle pupille dove le foglie giacciono. dove la vita sosta e s'accuccia sulla curva del
Gonfia di vento, la radura s'apre. Lunghi respiri.nel naufragare lento della luce. Sfuma ed annega in muschi e verdi
siamo lontani...amore cosi' lontani. naufraghi, siamo di parole abbaiate,ringhiate... tra le coperte sbiadite e le
notte che giungi incrociata alle dita. affiori in sussurri di venti d'amore m'avvolgi,trapunta da raggi di
Nell'aria troppo fredda, che ti sussurra silenzi e nelle stoffe dure dei tuoi anni. Fiuti gli sguardi ingordi,
lacrima la mia bocca... sono anfora di miele d'agrumi. la luna piena, che orienta i fremiti nella notte
Io che scrivo inutili poesie, stropiccio gli anni e stracci di racconti partorisco E giorno dopo giorno, ingrasso le mie
abbracci claustrofobici equivoci... amputati sussurri. sfogliati la corteccia! togliti! sara' perche mi pento
selvaggia criniera. fluttui... emergi sirena, di intatta bellezza ancestrale. tra onde schiumose e cristalli di
distesa... arresa all'amore. dondolando ancora, sulla schiena di quell'aquilone. spegneva la fiamma, ad ogni
Il rosso Tiziano,l'ombra del Caravaggio la violenza d'Artemisia. Dolenti mani d'artista, tra confidenze
questa notte, cantano le stelle. mentre, la luna pallida, rischiara le note e le tramuta, in goccie di rugiada. leggero
per pochi dollari... raccatti felicita' dal fondo di un bicchiere. la pelle sudata,travesti...di rosso e bianco e' il
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