A flor del agua
en libertad centellea la vida,
un universo.
.
Destellos que van creciendo
a lo largo del río Los Pozos,
hasta la desembocadura con el río Orinoco.
Se abre un mundo en sus entrañas
y entre las raíces de los morichales
viven Bocónes, Guabinas,
tantos Chechecos
y una que otra culebra de agua.
.
En sus riberas sobrevuela un rapiño
en busca de su alimento
y entre las charcas y los manglares
comen unidos los alcaravanes,
algunas garzas y patos güirís,
mientras las terecayas
junto a los Búfalos toman el sol.
.
Y más allá, en la sábana,
en la desembocadura del río Los Pozos,
tras los esteros que van quedando
después del retiro
por la crecida del río Orinoco,
surge la vida en los pastizales.
.
Se escucha el trino de las paraulatas,
relinchan las yeguas y sus potrillos,
berrean becerros, algunas cabras,
y a caballo muy pensativo,
pasea un llanero mientras se cruza,
un morrocoy con una iguana.
.
FIUME LOS POZOS
.
Alla fioritura dell’acqua,
in libertà scintilla la vita,
un universo.
.
Bagliori che vanno crescendo,
lungo il fiume Los Pozos,
fino alla foce con il Rio Orinoco.
.
Si apre un mondo nelle sue viscere,
e tra le radici dei morichales
vivono Bocónes, Guabinas,
tanti Chechecos,
e qualche serpe d’acqua.
.
Sulle sue rive sorvola un rapace,
in cerca del suo alimento,
e tra le pozze e le mangrovie
mangiano uniti gli Alcaravanes,
alcune garzette e anatre güires,
mentre le Terecayas
con i Bufali prendono il sole.
.
E più in là, nella savana,
alla foce del fiume Los Pozos,
dietro gli esteri che rimangono
dopo il ritiro
per la piena del fiume Orinoco,
surge la vita nei pascoli.
-
Si ascolta il trillo delle Paraulatas,
nitriscono le cavalle e i loro puledri,
bramano i vitelli, alcune capre,
e a cavallo, molto pensieroso,
passeggia un llanero mentre si incrocia,
un morrocoy con un’iguana. | 


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 | ¡Oh, Cronos, tu estirpe!
Devasta mis entrañas,
destruye mis laderas;
sin conciencia alguna,
desangra estas venas.
.
Y luego lloriquean
cuando, con furia, estalla
la cólera encadenada
por tanta ignorancia.
.
No, no quieren entender
cuánto dolor yo siento
al ver cómo agoniza
mi centro, que es su centro -
.
-¡Oh Gea, Madre Tierra!
¿Qué fin me he buscado?-
.
CRONOS
.
Oh Crono, la tua stirpe!
Devasta le mie viscere,
distrugge le mie colline;
senza alcuna coscienza,
dissangua queste vene.
-
E poi si lamentano
quando, con rabbia, esplode
la furia che essi stessi
hanno scatenato nell’ignoranza.
-
No, non vogliono capire
quanto dolore io senta
nel veder morire
il mio centro, che è anche il loro.
-
-Oh Gea, Madre Terra!
Quale fine ho cercato per me?- | 


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 | ¡Escucha mi palpitar, hijo mío!
.
Si supiera escucharte, oh Madre Tierra,
sentiría el frenesí de tus retumbos,
cual tormenta agraciada que me agarra,
haciéndome bailar sobre tus prados.
.
Si supiera mirarte, oh mi Natura,
como quien mira a un amor con ternura,
sabría que tus vendavales me cuentan
de los diversos cambios que te oscurecen.
.
¡Te has condenado, polvo de mi polvo!
.
Ah, si te hubiera sentido, tierra mía,
me daría cuenta de que mi sentencia
la dicté yo mismo con mi inconsciencia.
.
Pero no supe, oh mi Natura, no supe:
ni mirar, ni escuchar tu corazón,
que con soberbia y crueldad he ultrajado,
sin saber que causaba mi destrucción.
.
POLVERE DELLA MIA POLVERE!
-
Ascolta il mio palpito, figlio mio!
-
Se solo potessi ascoltarti, oh Madre Terra,
sentirei il fremito dei tuoi sussulti,
come tempesta sacra che mi stringe,
facendomi danzare sopra i tuoi prati.
-
Se solo potessi guardarti, Natura mia,
come si guarda un amore con dolcezza,
saprei che i tuoi venti mi parlano
dei cambiamenti oscuri che ti soffocano.
-
Ti sei condannato, polvere della mia polvere!
-
Ah, se ti avessi sentita, Terra mia,
capirei che la mia sentenza
l’ho scritta io stesso con la mia incoscienza.
-
Ma non l’ho saputo, oh Natura, non l’ho saputo:
né vedere né ascoltare il tuo cuore,
che con superbia e crudeltà ho violato,
senza sapere che scavavo la mia rovina. | 


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 | Immersa nel cielo della memoria,
in rapido volo d’anima errante,
ricordo montagne e colline,
sentieri dove riposano pensieri
respirando l’aroma dei tuoi boschi.
.
Orizzonte di terra diafana,
custodita nel rifugio dei miei occhi
che non vogliono chiudersi
nei sentieri oscuri dell’oblio.
.
Abruzzo, terra antica e vento di grano,
pendii rossastri, papaveri in fiore,
riflessi verdi, foglie di vite
a coprire uve magiche,
calore nel mio calice
nei giorni nevosi dell’inverno.
.
ABRUZZO, TIERRA SOLERA
.
Inmersa en el cielo de la memoria,
en raudo vuelo de alma viajera,
rememoro montañas y colinas,
sendas donde reposan pensamientos,
respirando el aroma de tus bosques.
.
Horizonte de diáfana tierra,
alojada en el asilo de mis ojos
que no quieren cerrarse
en los oscuros caminos del olvido.
.
Abruzzo, tierra solera y céfiro grano,
rojizas laderas, papaveri en flor,
verdes reflejos, hojas de parra
cubriendo mágicas uvas,
calor en mi cáliz
en los nevados días del invierno. | 

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 ¡Lloro mi dolor!
Sola, en esta gran isla,
abandonada y desbordada,
perdida en el abismo
de un espacio infinito,
sin el consuelo de mi amado hijo.
.
¿Qué más debo hacer para que despiertes?
¿Cuántos terremotos para hacerte correr?
¿Cuántas tormentas para estremecer tu alma?
¿Cuántas erupciones para que por fin comprendas
que solo eres un grano débil dentro de mi Ser?
.
Pulsa la tristeza dentro de mí
al ver que aún galopas
sobre la espuma de la avaricia y del odio,
montado por el jinete del egoísmo y la envidia,
batiéndote con amarga indiferencia contra tu hermano.
.
Oh hijo, polvo de mi polvo,
con todo mi dolor gimo al decirte:
ya nada puedes cambiar,
porque tú mismo has sellado tu destino...
-
ADDOLORATA TERRA
.
Piango il mio dolore!
Sola, su quest’isola immensa,
abbandonata e instabile,
dispersa nell’abisso
di uno spazio infinito,
senza il conforto del mio amato figlio.
.
Cosa devo ancora fare per svegliarti?
Quanti terremoti per farti correre?
Quante tempeste per scuoterti davvero?
Quante eruzioni per farti finalmente capire
che sei solo un granello fragile dentro il mio Essere?
.
Una tristezza profonda pulsa in me
nel vederti ancora galoppare
sulla schiuma dell’avidità e dell’odio,
cavalcando con il cavaliere dell’egoismo e dell’invidia,
lottando con amara indifferenza contro tuo fratello.
.
Oh figlio, polvere della mia polvere,
con tutto il mio dolore gemo nel dirti:
ormai nulla puoi più cambiare,
perché tu stesso hai sigillato il tuo destino... | 


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|
Tra solitarie montagne,
piene di colline e valli,
dove il vento soffia impetuoso,
terra, clima e ingegno
si uniscono in rito
con bambini, giovani e adulti
per scacciare pena e dolore.
.
Mani segnate dalla fatica,
pelle bruciata dal lavoro,
raccolgono ad una ad una
gemme preziose e vive
che colorano le ceste
del dio Dioniso.
.
Uve della vecchia vite
accompagnate da canti e gioia,
percorrono antichi sentieri
fino ad arrivare
alle grandi baccanti.
.
Con melodie profonde
le donne più sagge
vegliano ogni dettaglio
della danza che inizia
con angeliche fanciulle
in adorazione del dio Bacco.
.
E tra estasi celestiali
della danza delle menadi,
sanguina la vite spezzata,
spargendo il dolce nettare
che inebrierà gli invitati
alla festa della vendemmia.
.
LA DANZA DE LAS BACANTES
.
Entre solitarias montañas,
plenas de colinas y valles,
donde sopla con fuerza el viento,
suelo, clima e ingenio,
niños, jóvenes y adultos
dan inicio al ritual
que alivia penas y pesares.
.
Entre manos laceradas,
curtidas por la faena,
una a una van cayendo,
como preciosas gemas,
adornando de color
las canastas de Dionisio.
.
Uvas de la vieja parra
que, entre cantos y alegrías,
inician su recorrido
por variados senderos,
hasta ser entregadas
a las grandes bacantes.
.
Con melódicas tonadas,
respetables señoras
cuidan cada detalle
de la danza que comienza
con angelicales doncellas
en adoración al dios Baco.
.
Y entre goces celestiales
de la danza de las ménades,
sangra la vid desgarrada,
esparciendo su dulce néctar
que embriagará a los invitados
en la fiesta de la vendimia... | 


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 | Primavera...
Verde speranza che accarezza la terra
con un arcobaleno intenso di colori.
Uccelli che cantano, fiori che sbocciano,
api che inseguono, nettare che stordisce,
profumo fragile che attraversa i sensi.
-
Estate...
Giallo che soffoca, terra dissodata,
madre gravida dal seno turgido
che si prepara a nutrire
il figlio adorato.
-
Autunno...
Vento grigio- verde che soffia,
foglie che cadono,
gemiti della madre che, gravida d’estate,
dona alla luce il miracolo della vita.
-
Inverno...
Bianco che avvolge con le sue lacrime
il fogliame morente,
e col suo vento gelido culla
la mia stanca e dormiente terra.
.
LA METAMORFOSIS DE LA VIDA
.
Primavera...
Verde esperanza que baña la tierra
con un intenso arcoíris de colores.
Aves que cantan, flores que brotan,
abejas que acosan, néctar que embriaga,
frágil perfume que traspasa sentidos.
.
Verano...
Amarillo que sofoca, tierra labrada,
madre gestante de senos turgentes,
que se prepara para alimentar
a su hijo adorado.
.
Otoño...
Viento verde grisáceo que sopla,
hojas que caen,
gemidos de la madre preñada en verano
que trae a la luz el don de la vida.
.
Invierno...
Blanco que envuelve con sus lágrimas
al moribundo follaje
y con su gélido viento mece
la durmiente y cansada tierra mía. | 

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 | Figlio!
Cosa hai fatto del tuo paradiso?
Te l’ho donato fiorito, per il tuo bene,
perché un giorno lo offrissi
al frutto delle tue viscere...
E cosa ne hai fatto?
.
Hai amato, invidiato, odiato,
tradito tuo fratello,
impoverito il tuo prossimo,
ucciso l’amico,
distrutto tuo padre.
.
Hai scavato la mia essenza,
consumato i miei frutti,
leccato il mio sudore;
mi hai dissanguata e venduta
agli infami,
avvelenandoti col profitto
della speculazione.
.
La tua arroganza ha lapidato le mie viscere,
e ora non posso fermare il tuo cataclisma.
Dimmi, polvere della mia polvere:
come può una madre distruggere suo figlio?
.
Sono malata, ferita,
e piango il mio dolore,
sola, su questa grande isola,
abbandonata, in squilibrio,
in mezzo a questo vuoto spazio
dove non ricevo il tuo conforto.
.
Figlio, figlio amato!
Non vuoi capire, e continui a correre
sulla schiuma impetuosa
dell’egoismo e dell’indifferenza.
.
Oh figlio!
Cosa hai fatto di me?
Non vedi che io... sono la tua dimora?
-
¿QUÉ HAS HECHO CON TU PARAÍSO?
.
¡Hijo!
¿Qué has hecho con tu paraíso?
Te lo entregué florido para tu bienestar,
para que lo donaras algún día
al fruto de tus entrañas...
¿Y qué has hecho de él?
.
Has amado, envidiado, odiado,
engañado a tu hermano,
empobrecido a tu prójimo,
matado a tu amigo,
destruido a tu padre.
.
Has escarbado mi esencia,
comido mis frutos,
lamido mi sudor;
me has desangrado y vendido
a los infames,
contaminándote con el beneficio
de la especulación.
.
Tu arrogancia ha lapidado mis entrañas
y ahora no puedo detener tu cataclismo.
Dime, polvo de mi polvo:
¿cómo una madre destruye a su hijo?
.
Estoy enferma, adolorida,
y lloro mi dolor
sola, en esta gran isla
abandonada y desequilibrada,
en medio de este espacio vacío
donde no tengo tu consuelo.
.
¡Hijo, amado hijo!
No quieres entender, y continúas corriendo
sobre la espuma chorreante y galopante
del egoísmo y la indiferencia.
.
¡Oh hijo!
¿Qué has hecho conmigo?
¿No ves que soy tu morada? | 

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|
|
| Figlio delle mie viscere,
guardami!
Sto dissanguandomi giorno dopo giorno
e tu continui a colpirmi.
Non ti accontenti di ciò che ti offro.
.
Mi odi?
.
Non lo capisco...
se ti ho dato solo amore.
Soffro per ogni saccheggio
che infliggi al mio corpo.
.
Mi dai da bere veleno a piccole dosi...
Sono contaminata
e stai vedendo le conseguenze,
ma non ti importa.
La tua insolenza e indifferenza mi stanno prosciugando.
Non spegnere la mia vita.
.
Senza di me... non sei nulla.
.
Figlio... figlio, guardami.
Ti prego, basta...
Sto morendo.
Ascolta il richiamo di tua madre:
la Terra!
.
MADRE TIERRA
.
Hijo de mis entrañas,
¡mírame!
Me estoy desangrando día a día,
y tú continúas golpeándome.
No te conformas con lo que te ofrezco.
.
¿Me odias?
.
No lo entiendo...
si tan solo te he dado amor.
Estoy sufriendo por cada saqueo
que haces a mi cuerpo.
.
Me das de beber veneno en pequeñas dosis...
Estoy contaminada,
y las consecuencias las estás viendo,
pero no te importa.
Tu insolencia e indiferencia me están secando.
No apagues mi vida.
.
¡Sin mí no eres nada!
.
Hijo... hijo, mírame.
Por favor, ya basta...
Estoy muriendo.
Escucha este llamado de tu madre:
¡la Tierra! | 

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 | I fiori del nespolo
cadono tappezzando il sentiero.
Le foglie ingiallite rifulgono,
sotto il sole del tramonto abbagliano.
.
Tra i rami svolazzano gli uccelli
in cerca di insetti,
mentre nella savana,
sotto un albero di bacche,
.
un cervo in calore
con i suoi bramiti rompe il silenzio.
Senza turbarsi e con devozione,
Du Fu continua a recitare un mantra...
...
LAS FLORES DE NÍSPERO
.
Las flores del árbol de níspero
caen alfombrando el sendero.
Las amarillentas hojas relumbran,
bajo el sol del atardecer deslumbran.
.
Entre sus ramas revolotean los pájaros
en busca de insectos,
mientras en la sabana,
debajo de un árbol de baya,
.
un ciervo en celo
con sus bramidos rompe el silencio.
Sin inmutarse y con devoción,
Du Fu continúa recitando un mantra. | 
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|
|
| Piena di tristezza, Fengxi tagliava i fiori.
Chen E, incoraggiandola, le sussurrava all’orecchio.
Alzò lo sguardo al cielo,
ma la pioggia le bagnò le guance.
.
Il freddo le entrò nelle ossa
e abbracciò la sua bambola con forza,
cadendo le semprevivi a terra,
formando una pozza di fiori appassiti.
.
Con la tempesta
neanche gli uccelli cantano allegri.
Da lontano,
Li Shang la consola.
...
La muñeca
.
Llena de tristeza, Fengxi cortaba las flores.
Chen E, animándola, susurraba a su oído.
Alzó la mirada hacia el cielo,
pero la lluvia empapó sus mejillas.
.
El frío se metió en sus huesos
y abrazó a su muñeca con fuerza,
cayendo las siemprevivas al suelo,
formando un charco de flores marchitas.
.
Con la tormenta
ni los pájaros cantan alegres.
Desde lejos,
Li Shang la consuela. | 

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|
 | Nel mezzo del lago Poyang
salta un Ochetobius cacciando un insetto.
Mi tolgo gli occhiali, il sole riluce
tra le acque, accecandomi gli occhi.
.
Muoio le mani,
allontanando le zanzare dal viso.
Le gru si spaventano, alzando il volo
con gran baccano.
.
Bai Juyi lancia l’amo,
pescando un cappello.
E da un terrapieno, Li Shangyin sorride,
si sventola con evidente piacere.
.
Torno a casa,
preparo la tavola: mangiamo pollo!
...
COMEMOS GALLINA!
.
En medio del lago Poyang
salta un Ochetobius cazando un insecto.
Me quito los lentes, el sol relumbra
entre las aguas, cegando mis ojos.
.
Muevo las manos,
alejando los mosquitos del rostro.
Las grullas se asustan, alzando el vuelo
con tremendo alboroto.
.
Bai Juyi lanza el anzuelo,
pescando un sombrero.
Y desde un terraplén, Li Shangyin sonríe,
se abanica con evidente placer.
.
Camino de regreso a la casa,
preparo la mesa: ¡comemos gallina! | 

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|
|
 | Oh, Vasto,
tra i tuoi muri dall’atmosfera opaca
mi cullò la memoria
di un tempo che fu.
.
Con piacere attraversai le tue strade,
godetti le tue spiagge e il tuo cielo sereno,
mentre, tra sussurri,
ti dicevo addio...
.
VASTO
.
Oh, Vasto,
entre tus muros de opaca atmósfera
me meciste con la historia
del tiempo que fue.
.
Con delicia recorrí tus calles,
gocé tus playas y tu hermoso cielo,
mientras, entre murmullos,
te decía adiós... | 

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 | The jaguar roars in the heart of the jungle,
runs among trees that burn furiously,
it is followed by the monkey the wild boar and the panther,
while the toucan, the macaw and the parrot,
fly over the area seeking refuge.
Traduzione
.
Il giaguaro ruggisce nel cuore della giungla,
corre tra gli alberi che bruciano furiosi,
è seguito dalla scimmia il cinghiale e la pantera,
mentre il Tucano, l’ara e il pappagallo,
sorvolano la zona in cerca di rifugio. | 


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|
| Come un vecchio tronco d’albero,
abbattuto e consumato dall’uomo
nel cuore della foresta,
decomponi il tuo legno
sotto il passo crudele delle macchine.
.
Né farfalle né api sentono più il tuo profumo.
Solo roditori e formiche
ti attraversano in silenzio,
portando via anche il muschio secco
aggrappato alla tua corteccia...
.
Anche loro soffrono la fame.
.
DE ÁRBOLES DESTRUIDOS Y HAMBRIENTOS ANIMALES
.
Como viejo tronco de árbol,
caído y destruido por el hombre
en lo profundo del bosque,
descompones tu leño
bajo el trajinar feroz de las máquinas.
.
Ni mariposas ni abejas perciben ya tu aroma.
Solo roedores y hormigas
cruzan sigilosas tu cuerpo extendido,
llevándose incluso el seco musgo
pegado a la corteza...
.
¡Hasta a ellos el hambre azota! | 

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| Bussò alla mia finestra
l’aurora.
,
-disse:
Alzati, cuore mio!
.
E io, felice, saltai
con i trilli della paraulata
che, nel calore del sole nascente,
rendeva omaggio.
.
LEVÁNTATE CORAZÓN MÍO!
.
Llamó a mi ventana
la aurora.
.
- dijo:
¡Levántate, corazón mío!
.
Y feliz, salté
con los trinos de la paraulata
que, al ardor del sol naciente,
homenajeaba. | 

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|
| Gea, corpo vivo e anima profonda,
ci desti un paradiso verde, fertile, immacolato,
lo seminasti di frutti, di cieli aperti,
di fiumi che cantavano, di radici parlanti.
.
Ci offristi il tuo grembo, Gea, la tua acqua, il tuo tempo,
ci desti nutrimento, medicina, fuoco e riparo.
.
E noi, tuoi figli,
rispondemmo con sfruttamento e un crudele silenzio.
Tagliammo le tue vene per rubare il tuo respiro,
e fingemmo di non udire il tuo grido nel vento.
.
E oggi, Gea, il tuo lamento!
Il tuo lamento che nasce da un dolore profondo,
che si leva dai vulcani addormentati
fino alle foglie appassite delle tue selve.
.
Ti offro questa poesia, Gea,
che sia un’eco della tua voce che grida,
un sussurro che avverte, una supplica che implora...
.
Che il cuore che legge, ascolti.
Che l’anima che ascolta, si desti.
Che la mano che si desta, agisca.
Perché ancora, forse, nel filo del tempo,
c’è un alito di speranza per implorare il tuo perdono.
.
A GEA, MADRE TIERRA
.
Gea, cuerpo vivo y alma profunda,
nos diste un paraíso verde, fértil, inmaculado,
lo sembraste de frutos, de cielos abiertos,
de ríos que cantaban, de raíces que hablaban.
.
Nos ofreciste tu regazo, Gea, tu agua, tu tiempo,
nos diste alimento, medicina, fuego y refugio.
.
Y nosotros, tus hijos,
respondimos con explotación y con un cruel silencio.
Cortamos tus venas para robar tu aliento,
y fingimos no oír tu grito en el viento.
.
¡Y hoy, Gea, tu lamento!
Tu lamento que nace de un dolor profundo,
que se alza desde los volcanes dormidos
hasta las hojas marchitas de tus selvas.
.
Te ofrezco este poema, Gea,
que sea un eco de tu voz que clama,
un susurro que advierte, un ruego que suplica...
.
Que el corazón que lea, escuche.
Que el alma que escuche, despierte.
Que la mano que despierte, actúe.
Porque aún, quizás, en el hilo del tiempo,
hay un hálito de esperanza para implorar tu perdón. | 

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