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Introspezione
Le 46517 poesie pubblicate sull'argomento 'Introspezione' Poesie di introspezione |
Vorrei del tempo per me,
eccome se lo vorrei.
Vorrei riprendere la palestra,
ritornare a scuola di ballo.
Vorrei passeggiare per ore,
bruciare chilometri tra una vetrina e l’altra.
Camminare, e ancora camminare,
con gli auricolari alle orecchie
e
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Laggiù strisciano visioni,
ombre latenti e luci abbaglianti,
v’è sole, luna e stelle, laggiù nasce l’amor
e gloria a fiorir istintivamente.
Qual pensier or s’ovviene e conduce ad altre visioni,
longevi visi, anime in viaggio lungo percorsi
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Senza il Tuo Amore
sarei nel deserto
delle sabbie bruciate,
nell’abisso angoscioso
degli insetti urticanti,
vagherei nelle
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ti ho sfiorato nel mio pianto piccolo cugino,
mi hai lasciato solo rotto nella mia depressione,
ho vissuto mesi tormentati nei reparti psicologici
ho pianto la disperazione della mia solitudine,
sono uscito con la forza della mia timidezza,
nella mia
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Il cranio mio infestato dalle ortiche
rivolge verso se la sua iattura...
elabora filosofie nemiche
forgiate da una perfida fattura...
fatico e sudo ostaggio di me stesso
torchiando il mio voler d’ essere vivo...
matura il proseguir del mio
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Forse sei stanca d’ascoltar gli affanni
di tanta gente musica e parole
ferite sconsolate e stanche fole
fredde di brina fervide d’inganni
con l’anime dicate ai barbagianni.
Forse vorresti stanze festaiole
sentite ed eseguite tra le aiuole
di
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L’Amore è fuoco poderoso e verace,
guida passione accesa con ali nel vento,
il mio animo ferito fa ammenda e tace,
per quant’io corra il mio passo è lento.
Ah, foss’io di passion intensa e tenace,
farei dell’animo mio un portento,
farei il mio
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Apprensione
celata in offuscata trepidazione
Amigdala allarma la mente
scalda la pressione
Adrenalina incalza
aumenta la tensione
Emozione primaria
a respirar attingi
senza più aria
Minaccia percepita
nell’immaginario assopita
Oscilla tra
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 | In mezzo alla folla,
nel rumore delle voci,
tra mille volti che passano
e mani che sfiorano le mie,
respiro solitudine.
Migliaia di ombre
attraversano la mia vita
senza fermarsi mai,
senza chiedersi chi sono
o cosa nascondo
dietro il
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| Malio luce caduca d’istanti
Ammantando tele di sogni impetrosi
Colori stazionano gli intenti
E scacco gli incipit dischiusi
Anelo d’arte d’inutile incogito
Desisto d’un attimo eterno di bianco
Schizzi d’urla scolorano di fiato
La carta ristride dal
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| In penombra son rapito,
quando mal bussa inviperito
e mi pone in castigo,
ché da tal cattivi pensieri son sfinito
La mente mi va in subbuglio
e rabbia romba in ingarbuglio
ché parmi ogni cosa contro
e con me medesimo mi scontro
Allor fuggo
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 | Ci vestiamo di parole altisonanti,
come cappotti pesanti a mezza estate,
per nascondere il tremore dei giganti,
per cucire le bandiere calpestate.
È una colpa antica dire: «Ti desidero»,
senza la maschera sacra dell’amore,
come se la carne fosse
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| Nel silenzio rivivo le note della sera
quasi fosse musica mai sbiadita
in cui rimane l’eco della vita
se pur lontana è già la mia primavera.
E si leva e m’accompagna
a visitare i volti che ho incontrato,
fotogrammi e scene del passato
impresse
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Languide carezze al cuore!
Ad illanguidir il cuor distese d’acqua limpida,
chiaror vitale a divenir ebbrezza solare,
volanti sogni e real visioni ad indugiar
tra pensier e azione.
Ad immensità di cielo anima ad estender ali,
farfalle a mimetizzar
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Asfaltata
sui margini storti
siderale parvenza
che deforma il pensiero
nell’apatia
del tuo sguardo.
Trasudando
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Ho visto paure gigantesche
diventare polvere.
E allora qualcosa è cambiato.
Non il mondo.
Lo sguardo.
Ora riconosco il valore calmo delle cose.
Una parola mantenuta,
un volto che sceglie di restare,
il respiro di una mattina senza
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Cammina su rive ancora da scoprire
tra i riflessi di uno specchio in frantumi
che oggi cerca un disegno più limpido.
L’anima in viaggio è un gergo nuovo
imparato a mezza voce
una valigia di fumo e di promesse
pronta sulla banchina
di un tempo che
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Nel giardino dei giullari
si gioca e si danza
tra fiori e umori
Algida è l’anima
che sa ridere e gioire
unico scoglio per non impazzire
E’ il loro intelletto
a renderli veri
è il loro inconscio
a renderli seri
E l’espressione quella vera
rimane
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Cade la memoria
su sentieri ocra
del pensiero.
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Un vecchio sogna lontano
prima della sua soglia.
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Foglie vuote
scricchiolano sotto i passi
del vissuto.
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E nel suo silenzio
la sera si dissolve
come cenere.
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TANKAKNAT III -
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cinque anni fa mi legarono per il suicidio
nel silenzio sarà pace con trenta gocce di promazina
sono uscito dall’ospedale nel fumo di una danza
sono aggrappato alla mia piccola stretta casa
ho provato a mettere il coraggio davanti ai miei no
è dura
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 | Non ho mai amato questa stanza,
questa vita stretta che indosso,
una gabbia di sbarre e distanza
in cui sono chiuso e da cui fuggir non posso.
Tu sei lì fuori, specchio del mio inverno,
e soffri nel vedermi prigioniero.
Il tuo dolore si unisce al
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Ad intenerir cuor è tal beltà, armonia illuminante,
e silente flusso d’un fiume a sfociar inosservato,
ninfee e fior di loto, a baciar sole,
germogli ad intagliar vita, ove il cuor fa nido all’amore.
Sorge la luce, chiaror d’un vivo salutar
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Non è tempo di raccogliere promesse
sulle soglie di inverni mai spenti
ma di farsi vento
nel respiro denso di stanze sconosciute
e di passi
nostri frammenti di tempo.
In canti e memorie di sale
che senza peso confondono la sera
e si adombrano in
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Sapere di non essere più se stessi,
di essere stati luce prima,
sereno, capace di allietare
questo sapere pesa nell’anima
come catrame che cola lento.
Catrame che si insinua
tra l’energia che fu celeste,
tra la forza che doveva sovrastare
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È tanto che la clessidra è sotto stress inutilmente
non riuscendo a contenere quanto pare traboccare
sforzo immane affinché nulla vada perso
restare in contatto appare sempre più difficoltoso
un vero dramma quando idee prendono il volo
seppure
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trascuro il silenzio bruciato dal senso triste di un violino
sento la pochezza di un emozione retrostante di pensieri sparsi
lotto le lacrime scintillanti di cenere depressione di stelle
i miei occhi accarezzano gli emarginati
il senso della pochezza
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Sono rimasta
con la vastità del nulla
dove i prati patiscono
la luce prepotente
di un sole che non perdona.
Invoco l’ombra
come unico rimedio
che possa curare
questo mio svuotato cuore.
Mi sciolgo lentamente
come la cera di una
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Difficile ricominciare quanto interrotto
istanti minuti appaiono giganti da combattere
seppure volontà non demorda
importante il traguardo avvistato pare fare a nascondino
birbantello affascina nel suo andare inutilmente
ovunque espande il suo modo
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Nel luogo dove tace ogni parola,
l’acqua sgocciola senza mai toccarmi.
La galleria respira un’ombra lieve,
la folla osserva senza dire niente.
Stanzo in silenzi che non hanno forma,
dietro vetri ove tremano stelle mute.
La strada sale, poi
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Difficile rimanere lontano da chi ti ha dato i natali
quei piccoli pezzi di vita
come panìco hanno lasciato il segno
via non abbattiamoci torneranno giorni di un tempo
il volere è potere e poi sono lì a due passi
basta saperli cogliere
già senti
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46517 poesie pubblicate sull'argomento Introspezione.
In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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