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Gli ultimi 5 iscritti: Anna Maria Antonietta Sarra - Davide Dell’Atti - Lunar library - TonyLake Sito - Patrizia1973 |
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Famiglia
Le 5713 poesie pubblicate sull'argomento 'Famiglia' Poesie sulla famiglia |
Non un solo atomo si disperde
non un’ombra di tenerezza va perduta
nel grande archivio del vento.
Chiedo al cielo uno scudo di pietra
un boomerang d’oro che fermi le tempeste
ma la bontà non calcola il tempo
non compera l’immunità dal dolore.
È
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Ancor una volta ci si ritrova,
al festeggiar l’ava zia
ed in Lucullo ci s’invola,
che di pasto in abbondo è via
Di nettare divino del gaio Bacco
in risate ci si trastulla,
ché a dolce uva si dà atto
e tutto il resto s’annulla
Due bimbi
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Or rigiunge dì di festa
ed il 102 s’attesta
alla zia che mai s’arresta
e fra noi è sempre desta
Lode e gloria, beneamata,
che da tutti sei amata,
dal sorriso animata
e dai bei toni ammirata
Orsù, dunque, squillo di trombe
risuoni e in
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Solo il lavoro han conosciuto le tue mani
lavoro senza tregua né riposo
il tuo dovere come padre e come sposo
sono stati il tuo ieri, il tuo oggi e il tuo domani
Sempre avanti nella lotta giornaliera
sempre forte contro fulmini e tempeste
senza
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risuona la tua fragile e debole memoria
voce che incendi di artigli le tue parole di una quiete lenta
taci la tua dura scorza di silenzi che ami i tuoi figli
lo spazio del mio cuore che si è consumato per te si scioglieva nelle lacrime sante
la tua
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Gioite in coro
e campane risuonate,
che si dia il benvenuto
ai novelli nati
Gaudioso dì è sì giunto,
di sorrisi è or lieto,
tutt’intorno son in festa
ed in allegria ci si ridesta
E’l benevolo buon Iddio
posi mano di beatitudine
sì or
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Oggi si spegne ciò che fui,
e nei tuoi occhi si estingue la luce;
conservo l’eco che resta di te,
come un’ombra che lenta sprofonda.
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Anche se provo a smettere di guardare,
tutto ricomincia ancora una volta;
ci sono ricordi che vogliono
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Nel bel dì che tanto manca,
un matrimonio m’accolse,
che tutto l’aere parea immoto,
risonante d’antiche melodie
In ecclesia fui rapito
da sublimi note all’infinito,
che liete correan fra cerosi fumi
e d’incenso su abiti scuri
Poi d’incanto
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Che’l vostro cammin
sia dianzi sì lieto
e libero d’ogni fardello
e ogni dì si rivesta di bello
In bellezza viviate sempre,
anco baciati dalla mano del Signore,
ch’ella sia generosa e prosperosa
in ogni cosa
Allietatevi pieni di vita,
senza
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Mi sei rimasto tra le mani
come un’acqua che non ho saputo trattenere.
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C’è ancora calore in ciò che tocco,
una tua forma nell’aria
che respira quando chiudo gli occhi.
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Non eri soltanto tu:
eri il modo in cui il mondo
smetteva di
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Un filo invisibile annoda il tuo petto
a chi è fiorito soltanto nei sogni.
Non sostano nel rimpianto, madre,
ma nel vento.
Sono anime di rugiada,
nel santuario del tuo cuore.
Sciogli il nodo del silenzio
la ferita antica
che la
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Tu non sai quanto il mio cuore ti ama
mi tratti come se fossi tua nemica,
sei diffidente e contesti qualsiasi cosa dica,
Non senti quante volte lui ti chiama?
Son passati tanti anni e ancora insisti
che sono io la causa dei tuoi mali.
Mi giudichi
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Si spegne in me la sera che ti nomina,
come un orologio stanco nella nebbia;
la tua voce, che fu radice, ora è penombra
e nel suo tremore la mia solitudine si popola.
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Non resta che l’eco di un istante,
un filo di silenzio tra le mani;
ti cerco in
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i miei nipoti abbracciano l’amore franato dei loro genitori
porta la rugiada sgocciolata di silenzio
hanno imparato il donare l’amore agli altri,
nipoti che respirano la dolcezza della mia assenza,
ho aiutato i loro genitori a rendere reale il brutto
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Cara mamma,
oggi ti scrivo come si scrive a chi è lontano ma non assente,
come si parla a una luce che non si vede ma che guida.
Ti scrivo seduta nel silenzio,
quello stesso silenzio che ormai da tempo porta il tuo nome.
È in questo spazio fragile
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Da tempo ti guardo
e sei ancora lì
dove il tempo stesso
ti ha posto a capotavola,
dall’altra parte
io mi confondo in te
chiedendomi se
al momento giusto
sarò lì, al posto tuo...
Sai nonno
centellino il tempo
rapito dai tuoi racconti
e
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Tempo non è di spargimento di quiete
su davanzali di notti ma di sapersi edera
nel buio sapore di ore stranite e di nomi
i nostri, accenti d’universo
in nenie e ninne nanne di confine
- senza suono disorientano la luce
e si dissolvono in velluti
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Lia |
09/07/2026 16:33 | 165 |
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Siete la mia follia più sacra
il dolore trasformato in canto.
Attraversiamo le stesse stanze
voi con la forza di un futuro immenso.
La vita vi ha dato il mio respiro,
ma il vostro passo è un mistero.
Ammiro e ringrazio
il pane sacro che vi
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Buon compleanno, sorella mia
cinquantadue primavere
e non sei mai stata così viva.
Hai attraversato inverni lunghi
giorni senza voce
notti cucite addosso al cuore
ma non ti sei spezzata
ti sei trasformata.
Ora la primavera ti somiglia
timida,
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Sei la radice che spacca il cemento,
il battito sordo che la casa tiene,
quando la luce si arrende al tramonto
e il mio silenzio ti chiama per nome.
Ti cerco nel taglio di un raggio improvviso,
tra i libri aperti e il profumo del caffè,
sono la
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Discende piano il velo della sera
e il mondo tace sotto un manto d’oro.
Ritorna allora un’eco leggera,
la voce tua che è il mio solo tesoro.
Ti vedo ancora in quel chiaror di luna,
mentre cammini dove il tempo stanca.
Non sento più la
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Accarezzo sogni brucianti
in silenzio tra le braccia di mia madre.
Dolcissima bruma che soffi tra le nuvole piovose
oh verso che respiri la carezza di Dio.
Guardo con gli occhi bagnati l’aurora che nasce
favola che scivola nelle tue braccia
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Il sorriso di mia madre
era bello e contenuto,
mi piaceva e lo cercavo
come cerco un fiore raro,
così per lei andavo in cerca
dei gigli rossi di sant’Antonio,
erano là nei boschi fra i spini
e sulle roccie in mezzo ai sassi,
con cura tagliavo il
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Ogni giorno, ancora
seguo la tua traccia
quel cammino che hai iniziato
quando da giovane
con amici a seguito
andavi per case a cantar novelle...
E quante volte
da bambino me le ripetevi
in un connubio di storie e versi,
io restavo estasiato
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È la festa di noi padri
che i figli ci ricordano
e che al cuore fa bene.
Ne sono degno è quanto mi chiedo,
dubbioso di non aver dato
tutto quanto mi era possibile.
Di ogni mestiere
si può apprendere l’arte,
ma di cosa dire ad un figlio
non ci
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Mia candida madre, così prematura,
te ne sei andata lasciando la cura
di un mondo che adesso non riconosci più,
mentre io resto qui, e dentro ci sei tu.
Eri leggera, un passo di piuma,
un’ombra silente che il tempo consuma,
ma dentro il mio petto,
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Estremamente intento al rigore
nell’ardente riflessione,
si privò generare un altro sé,
che gli encomi esponesse un dì
di un tal virtuoso genitore.
Valutò l’esser padre
un tale timoroso paradosso,
una sì tal imprevista stravaganza,
da
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 | Li vedi che
si aggrappano,
felici,
a quella mano
e trotterellano,
saltellando ogni tanto,
trasognati,
poi alzando gli occhi
a incrociare lo sguardo
che risponda vigile,
corrisponda alla gioia,
confermi,
protettivo,
l’esperienza.
Rubano
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La chiave nella toppa
compie mezzo giro,
lo scrocco si ritrae
e faccio un bel sospiro,
giungo a casa tardi
anche questa sera,
tiro i remi in barca
e ammaino la bandiera
Sfilo con piacere
scarpe poco adatte
presto rimpiazzate
da comode
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Non ti porto con me.
Ti lascio
dove sei accaduto.
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Ora cammino
con le mani libere
e il cuore desto.
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DE LA DESPEDIDA
.
No te llevo conmigo.
Te
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5713 poesie pubblicate sull'argomento Famiglia.
In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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