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Riflessioni
Le 53776 poesie pubblicate sull'argomento 'Riflessioni' Poesie di riflessione |
La notte si fa lunga,
i pensieri attanagliano la mente,
la quiete non arriva.
Il cuore è in pena
e la rabbia torna sempre a fare capolino.
?Si distolgono i pensieri
quando guardo al passato
e osservo questo presente.
Ti guardo, vita mia,
penso
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Un senso di vuoto e di angoscia
preme nel cuore,
lacerato da scene violente,
brutali, che lasciano il respiro sospeso.
Chiudo gli occhi
e ripenso a me,
alla mia vita,
al mio crescere ingenuo e pulito.
Mia madre e mio padre,
i loro insegnamenti,
le
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 | Il tempo
non passa,
scava.
Ha dita di vento,
occhi di cenere.
Nomina il fiore,
e già lo consegna
alla terra.
Nomina il volto,
e già lo dissolve
nella memoria.
Noi siamo
l’eco d’un’onda
che ignora la riva,
una scintilla
nel respiro
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| La sento posarsi su di me
e tutto diventa più gelido qui,
è neve fresca
che mi ha colto all’improvviso
nel fare della mattina.
Ora tutto appare candido
attorno a me,
neanche le mie orme
vedo più,
sarà un vero problema
ritrovare la via di
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Amare è scagliare il cuore oltre la nebbia
non come un sasso che affonda nel fango
ma come un dardo di luce che fende la notte,
sfidando l’oscurità a farsi mattino.
Siamo vele che hanno sete di burrasca,
stanche di marcire in un porto
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Il cuore non è un muscolo di pietra ferma
ma un motore che canta solo sotto sforzo,
simile a un aquilone che sfida la tempesta
perché sa che il vero pericolo è restare a terra.
Rischiare è spalancare le finestre all’improvviso,
lasciare che
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Ci hanno insegnato l’arte del freno
la geometria dei passi misurati
come se la vita fosse
un cristallo fragilissimo
da non esporre mai al vento.
Ci dicevano di asciugare
la pioggia dagli occhi
prima ancora che bagnasse la terra
di soffocare
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È un salto nel vuoto, un brivido sottile,
un dardo che trafigge il petto ignudo;
non è fortezza, non possiede scudo
chi apre il cuore al soffio dell’aprile.
Siamo aquiloni appesi a un filo d’oro,
tesi nel vento tra l’azzurro e il fango,
balliamo
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D’antica memoria,
s’attestano i soffi letali di vita
e in fiochi specchi di luce
nei ricordi, affiorano
dove la brama crea castelli
di futura rimembranza.
Anime sole, tenendosi per mano
vanno incontro al tempo
sfociando nel lontano
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 | Nel fumo denso
del suo pensiero,
il poeta rammenda
le parole dell’anima
come il sarto cuce
l’abito del proprio
destino: se il sarto
veste il
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Una costellazione di timori
dal celato fondo dell’inconscio sale
in sembianze di fantasma reale,
al viver dell’animo fa subir i fragori.
La Divina Fiamma degli umani fervori
vivida arde come fuoco centrale,
si erge a serrar ai baratri il
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Porte serrate da muri d’aria:
gli occhi s’illudono
nell’ombra del proprio riflesso
l’orecchio s’impiglia
nel frastuono del mondo
e le mani sfiorano soltanto
la pietra fredda delle cose.
La lingua stanca ripete
echi già masticati
mentre il
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 | Sempre discorre il Tempo, e mai non posa;
né l’alba attende, né la sera ascolta,
silenzioso signore dei viventi,
con egual piede il fiore e il tempio varca.
Cadono l’ore come pallide foglie,
e seco traggon desideri e nomi;
l’eco dei baci, il
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| Hanno fili di neve tra i pensieri
e passi che pesano di sogni
seduti sulla sponda di ieri
mentre il mondo consuma i suoi giorni.
Tremano le mani come foglie al vento
ma stringono storie mai scritte
in un silenzio profondo e d’argento
che cura le
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Nell’ inferno
del sistema
la terra
cavità tetra
di sogni ammuffiti
delirante
parole sconnesse
d’amore.
Un riflesso muto
sanguinante
di piombo.
Emarginate ceneri
nel disgusto
di una linea asimmetrica
chirurgia
del
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 | Spunta ‘o sole e coce ‘ncopp’a pelle,
l’aria è foca e nun se po’ respirà,
pure ‘o mare, ca s’allonga ‘mmiezza ‘o largo,
te regala un’ora ‘e sospire.
Addor’e sale pure dinto ‘e vicoli,
musica d’ammore, alleramente,
vocche rosse, risate d’e
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| Resto in ascolto alla sera
nel leggere in quella melodia
che piano m’assale dal suo scranno,
è musica ad accompagnare parole
in quella sinfonia della pazienza
dove ogni cosa, a ragione
diventa concerto
d’idee e pensieri di speranza
seppure ci
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| L’Eterno non abita l’errore del mio passo
ma il trono di chi si fa re della verità.
Ho visto angeli finti tessere nebbia
per imprigionare il respiro
vestire la paura di canti sacri
e fare del cielo una prigione.
Ma la mia luce è una sposa
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 | Mi guardan gli occhi oltre il tempo perduto,
nel chiuso scrigno d’una antica sera,
ove la fiamma tua, dolce e sincera,
custodisce il ricordo mai caduto.
Là il cor ritrova il vincolo taciuto,
che Amor segnò con mano lieve e vera,
e sfida l’ombra
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| ogni volta, alla sera
mi addormento da solo
e nella mano una matita,
non so come mai capita lì
nella mia mano, so solo
che a ogni risveglio
cambia colore
ecco che nelle notti grigi
così piene di dolore
io mi addormento
con in mano una
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| Ho per dimora
i campi infiniti del Campidano
l’orizzonte immenso
che trema sotto il sole cocente
dove le strade di terra
si perdono nel grano
e le colline in lontananza
sono solo un profilo leggero.
Bevo la luce accecante
che brucia le stoppie
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Eppur
è sempre lì
Bianco il suo vestito
veli a sfiorar attingono
l’anima smarrita
Il vento
con eterna maestria
le porge le ali
le insegna a volare
Sovrasta
su per i cieli...
Qualcuno alza gli occhi con bramosia
altri la ignorano
non anelano
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Terra madre
d’ognuno di noi
ti calpestiamo
senza capire il perché
del dolore che ti opprime
ogni qualvolta vieni violata
Madre terra nostra
a te confidiamo
ogni nostra paura
e il corpo futuro
quando saremo
alla fine
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Scorre il tempo, silenzioso e fiero,
non guarda indietro, non attende preghiera,
porta con sé il canto e la bufera,
la ruga, il riso, la notte, il mistero.
È fiume che corre tra sponde lontane,
sfiora i ricordi, li muta in rugiada,
lascia nel
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Sentimenti lontani privi d’intensità, in ricordi di
sciatti dolori privi di vanità. Anima persa attende
d’esser ritrovata in luce nascosta ed agognata .
Anima che vuol volare per carpire attimi lontani
ormai andati in aura d’ energia pura,
veste
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Inutile inseguire terre estranee,
tra fumi d’oro o rotte di smeraldo;
le voci sono vene, sono liane,
che stringono nel petto un nodo caldo.
Non serve un verso fragile e rotondo
che vesta il mondo di seta e di miele;
il canto vero scava nel
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Nell’estate serena il mare è un sussurro,
un velo d’azzurro che accarezza la pelle,
onde leggere come dita d’amante,
invitano al gioco, alla spensieratezza.
Bambini che ridono, castelli di sabbia,
reti di sogni gettate tra i flutti,
il sole si
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Quando arriva la fine
sei fra gli ultimi a intuirlo,
non v’è nulla di eclatante
solo una luce che si spegne
e ogni cosa di te, passa inosservata.
Qualcuno direbbe ch’è naturale
altri che in fin dei conti
te lo sei pure meritato,
tu che
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Siamo fili di seta in un telaio
che muove mani cieche nel profondo.
Il destino è un oceano di mercurio,
appare fermo, eppure ci consuma
come la ruggine mangia il ferro vecchio.
Non è un verdetto letto a voce alta,
ma il solco della ruota sulla
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Come lavacri sacri guance affossate raccolgono il pianto
di chi spera non vada perso, dolore antico da non cancellare
da tenere custodito per non dimenticare
Ricordi vaghi ricorrenti che ci riportano alla mente affetti
lontani ormai andati,
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53776 poesie pubblicate sull'argomento Riflessioni.
In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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