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♦ rita damonte | |
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Luglio 2026 |
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Le 7986 poesie in esclusiva dell'argomento "Natura"
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Il mare si stende come un lenzuolo di seta infinita,
tinto di turchese che sfuma in smeraldo profondo,
dove il sole del mattino accende mille diamanti liquidi
e ogni onda è un respiro di luce che danza leggera.
È un cielo capovolto che riflette se
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Conserva un magico mondo la regal Natura,
dove la vitalità tuto trasforma e la quiete regna,
e del cui pregio è la nostra Italia insigne.
Incantevole istintiva infiorescenza
che in Castelluccio di Norcia,
tappeto variopinto diventa nel cuore
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Sento nell’aria un caldo
che toglie il respiro,
è quell’afa di luglio
che rallenta il mio cuore.
Ma continua il suo canto
stridulo la cicala,
entro un tronco nascosta
d’ulivo secolare,
mentre leste formiche
in lunga processione,
preparan
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 | Ampie distese di spighe bionde e lucenti
danzano al lieve vento di un caldo giorno di luglio.
Vestiti a festa nel loro abito d’organza
i rossi papaveri
giocano con blu fiordalisi.
Io, giovane fanciulla,
osservo estasiata
I vivaci colori
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Soffici batuffoli bianco rosati
cercan l’azzurro del cielo d’Aprile,
arditi bioccoli si levan lucenti setati
e i bocci fioriscon con moto sottile.
Il sole tutti li riscalda e si diletta
e i raggi tuffa nel roseo mar dei colori,
ad ammirar
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Sotto ombrose fronde
di larghe foglie
vorrei goder in ristoro,
da brezza attorniato
E sopir bui pensieri,
che inneggiano strali
in compita sofferenza
ed abbandonar lo sguardo
da tal cattivi pensieri
ed in vece inneggiar
a prosperosa Natura
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Sospesa sta la mente, ed il pensiero
naufraga nel cobalto senza sponde
laddove il cielo bacia il flutto vero
e l’aria si confonde con le onde.
Due specchi tesi a un’infinita brama
un gioco di rinvii senza confini
la spuma d’una nube il mare
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Ho intravisto un cucciol di cagnolino
smarrito chissà dal suo umano distratto,
nell’erba sottile del Parco giardino,
o forse deciso gli ha imposto lo sfratto.
Un batuffolo d’oro sguardo piangente,
d’amor son presa e in giacca l’avvolgo,
riccioli
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Sospeso al filo del silenzio, attendi
il tempo che tra i rami si confonde
mentre l’umano correre nasconde
la trama d’ombra che nel vuoto stendi.
Con geometrica cura il cerchio accendi
l’argento della tela che risponde
al soffio della brezza tra le
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Cerco nel cielo la sua via,
mentre la sera si accende e arde,
lì sul colle il suo chiarore
e lei silenziosa
pian m’appare.
S’innalza all’Apogeo dal monte
tra rosee nubi a strati,
illumina il cielo di lei innamorato,
mentre la nebbia confusa
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Sono bottoni d’avorio sul petto del prato,
punti di luce in un ricamo infinito,
dove il silenzio si è appena destato
tra il verde tenero e il cielo pulito.
Somigliano a stelle cadute per gioco,
bianchi coriandoli dopo una festa,
non
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E la luna
l’hanno invocata sfortunati amanti
ed i poeti l’hanno sempre eletta
regina della notte e maledetta
perché han detto di lei ladri e briganti.
E la luna
sa che a darle retta
si diventa notturni abitatori
narratori di tenebre e
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quadrifoglie nel fiore che vive
quadro che apre la soglia dei tulipani
voglio la necessità del suicidio
fiore d’un verso d’umiltà
calma del silenzio del
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Emergono come spuma in un mare di smeraldo,
scialuppe bianche in un oceano piano,
mentre il mattino, non ancora caldo,
le desta col soffio di un bacio lontano.
Hanno diademi di perla e cuori di fiamma,
piccoli astri sospesi tra fili di
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Risveglia il prato un brivido di seta,
candore antico in gocce di rugiada;
lungo l’ordito della verde strada
la terra scrive la sua rima lieta.
Son piccole pupille aperte al giorno,
spose del sole in abito d’argento,
che dondolano lievi ad ogni
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Mi sentì pervaso
da spirito ribelle,
che combatteva follemente,
d’esso ero invaso
In tal turbine d’eventi,
prono, il tuo antico bacio
profuse e volò via
rapito da mille venti
Scampo cercai, invano
fra folle d’altri
al rintocco di
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Piccola navicella, Terra mia!
Naviga sola in spazi senza fine.
Fra mille stelle a lei indifferenti
una, fornace ardente là vicina,
le dona luce, calore, la vita.
E ruzzola attorno all’astro di fuoco,
inchino eterno di omaggio alla sorte
mirata
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Uriel mi mostrò le porte dell’oriente:
sei varchi di fuoco da cui il sole emerge
come una creatura di luce
che conosce il proprio sentiero.
Ogni porta aveva un angolo,
ogni angolo un giorno,
ogni giorno un respiro dell’umanità.
E quando il
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Il cielo è un orto di bianchi diamanti,
seminati nel buio e nel mistero;
noi siamo solo piccoli passanti
sotto il dominio di un impero vero.
La luce è un fiume che non ha stanchezza,
scorre da mondi che non hanno nome,
ci porta un’eco della loro
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Volteggiano uccelli
d’ali spiegate
al cantar del vivido Pan
La frivola erba,
riposo dei fiori,
danza cordiale
Ondulanti frequenze
festeggianti di colori,
abbandonano mesti ricordi
L’animo mio si disperde
e’l cor si rallegra
nel suo
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Siamo nati dal brivido d’un lampo,
figli cercatori d’una antica sponda;
portiamo in cuore un luminoso campo
che muove l’astro e l’infinita onda.
Il cielo è un grande spartito d’argento,
dove il silenzio si fa melodia;
viaggia la luce come
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Nastri si stendono per monti e piani,
ponti di asfalto e terra battuta.
Gesti fraterni, saluti curiosi
uomini strani, e così lontani!
Grazia per popoli quando cannoni
giacciono erosi da ruggine rossa.
Filo che lega gli incontri amorosi.
Nasce
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Trilli e garriti briosi
voli, gorgheggi e stridi,
vibrare giocondo di corse e svolazzi,
elevarsi in volo e planare dai nidi
e leggiadre virate
sui cangianti prati festosi
nell’aria graziosa d’Aprile.
Lieto vento giocoso e sottile
tra i
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S’accende il coro delle antiche sfere,
mentre la notte svela il suo tesoro;
cadono stanche le umane preghiere
dentro un oceano di polvere d’oro.
Sospesi in varchi di silenzi e gelo,
i grandi fari di remoti soli
tracciano rotte sul velluto e il
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 | Ventuno: un’altra estate ancora
di amori persi, senza una dimora.
Oggi spalanca la sua porta al sole
che maestoso e veloce sarà nel cammino
dall’ultimo orizzonte al più vicino
poi non scalderà più le aiuole.
Viene l’estate e le mille sue
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Il vento scuote il velo dell’inverno
e il sole ricama l’erba di smeraldo,
mentre il ruscello, fuggito dall’eterno
gelo, sussurra un canto mite e caldo.
L’aria diviene un calice di seta
dove ogni gemma esplode in un sospiro;
la terra par che sogni
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Ogni notte arrivi, ospite atteso del parco,
tra i rami che sfiorano la finestra aperta.
Mentre scrivo mi giunge il tuo breve richiamo,
che mi posa sulle ciglia un sonno sereno
come una quieta presenza che mi è accanto.
Chiù!
Sento l’ago che passa e
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Felice è il respirar
e longevo il viver di chi d’aria salubre
si alimenta dei graziosi toscani colli,
e gaudio per gli occhi
di chi a lor lo sguardo volge.
Sinuosi declivi e verdeggianti valli,
sentir di serenità e armonia
permeano l’anima
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la poesia splende la goccia in un vestito,
spoglia il tempo delle parole assetate,
tuona l’ermetismo nei canti della natura,
pennella l’azzurro scintillante del mare.
Sussurra la brevità del vento che piange,
sorrido il dono del punto
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Giornata grigia nel solleone
ed improvvisa arriva e dà respiro all’estate
la pioggia tanto attesa che è un’emozione.
E scroscia e monda i tetti ed assottiglia
la voglia d’estate
che pure infonde luce ed assomiglia
ad una madre clemente con sua
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E tu, paziente umile terra amica,
ai miei passi passaggio concedesti
da quando dimoravo la caverna
secoli lunghi che il tempo bruciava.
In antico protetta da foreste
opposte al cielo nei pressi di Dio,
fuoco di sole chiedesti agli albori
e
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7986 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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