Sotto l’infinita volta celeste
son atomo deciso a salir la Vetta,
dico al Signor ciò che il cuor mi detta,
mentre il cielo d’azzurro si veste.
Di lodi e preci ho piene le ceste,
cerco nella Sua Parola la Via Retta
e ciò che l’anima mia si
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Non più nel pianto antico
trova il suo posto
il sonno che tanto desidero,
ma nella luce di,
sconosciuti versi
la mente mi dà,
appena sente il profumo
delle candide lenzuola
trova la Tua calda luce,
ed è grande la parola
che Sussurri ed è sempre
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amara
la notte dei tempi,
per la galassia. che
muore da sola là
nel buco nero
creato dall’alba
e dalla luce che verrà,
voleva un canto,
cantato da una donna
e dal suo uomo,
gioielli del Creato
che vivono là
sulle piazze
della storia tutta,
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Guardando il cielo
la notte mi dà
enormi cattedrali non fatte
da mano dell’uomo,
come quelle che io
conosco e adoro,
ma cattedrali
di stelle, di carri
che le trasportano,
e nel mio cuore attento,
mi nasce un canto,
spero che sia
sconosciuto
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I
Efeso respirava il ferro di Decio
tra altari spenti e fumi senza nome.
Sette giovani non piegavano il passo
stringendo una luce viva.
La città li seguiva con occhi inquieti
come un presagio che tace il suo destino.
II
Sul monte la grotta aprì
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Le sorgenti della luce
nate nell’universo
cercano un prato,
in una gioia sconosciuta,
un lampo dal basso
sale fin lassù,
un canto nuovo
sfuggito dalla festa
dell’uomo del campo,
esplode nei colori tutti,
che si preparano
per la parata
mentre
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Veglia Maria
sul figlio Gesù,
un sorriso le dona
la pace per me,
ed un sereno
appare nel cielo,
donna della storia
Regina dei popoli,
il selenzio della notte
è una preghiera perenne,
scivolo io ai suoi piedi
e sento il suo cuore
che batte per
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Accoglimi tra le tue braccia, dolce Signore,
non resisto più, sostieni il mio tormento;
coprimi col tuo amore, eterno manto,
e cullami come un bimbo nel tuo ardore.
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Dissipa questo dolore che mi trafigge
e affonda il suo pungiglione dentro al
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Fonte di energia che mi rinnova
nelle mie più autentiche sensazioni,
sei Tu, mio Re e Signore.
Quando le mie corporee membra
si avviliscono dolenti,
perché da circostanze avvinte,
t’invoca il mio spirito affranto,
e Tu sempre presente,
il mio
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I morti in mare
restano in silenzio
non trovano la luce
nel respiro del vento
non nelle stelle riflesse
non sull’orizzonte
malato di un colore
troppo scuro per sperare.
I morti in mare
non hanno uno sguardo
né un nome sulla tomba
e le
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Acqua che canta
sul bordo del giorno,
mi chiama lieve.
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Il salice inclina l’ombra
sul mio respiro.
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Tutto si muove
in un battito di vita
senza spiegazione.
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E io mi perdo
dentro l’acqua chiara
che non trattiene.
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TANKAKNAT IV -
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Placida è l’acqua al mattino
quando alle prime luci dell’alba
la risacca s’infrange
sui ruvidi granelli di sabbia
creando onde di soave rumore
che mitigano l’anima di chiunque
io qui, davanti a te
ricaccio indietro gli assurdi pensieri
che
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Vidi troni accendersi come carbone bianco,
e i re della terra tremare nel proprio nome.
Le città si piegavano come canne nel vento,
i superbi cadevano senza rumore,
e un fiume di luce divideva il giusto dall’inganno.
Ogni volto era nudo davanti al
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Pesano i peccati sulle spalle del Signore curvate
dal dolore, vorrei prenderti in braccio carezzarti
il volto, proteggerti da chi ti vuol far male,
nascondere il sole in cerca d’amore, per non farti trovare
Scendono le ombre della notte la
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La Voce di Dio
negli spiriti assorti penetra e si accende,
fiamma diventa e divampa.
La Sua Parola è preziosa perla
che Dio stampa e fissa
negli animi in ascolto e contemplazione
dell’Immenso ed Eterno.
Amore, è il Supremo dettame,
ed è
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Dimmi se forse sei tu
che doni quella pace
a quel sentimento
che si getta dalla rupe
senza conoscere il volo
o la distanza dal suolo
E se sei tu quel turbamento
che vive in noi
senza conoscerne i confini
in queste nostre terre
o nei
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La notte ha i suoi passi
lo spirito si accosta
muto il pensiero
si prepara al lavoro
e si alzano le stelle,
fiumi di luce
cercano i sospiri
dei vati ancora svegli,
il Dio si sente,
non scivola, né spinge,
dove trova i cuori aperti,
si ferma e
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Luce che si risveglia,
nel mio petto germoglia
una voce tiepida.
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Anima in calma fiorisce,
senza tempo né confine.
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Silenzio chiaro,
dove nasce la forma
dell’invisibile.
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Fiore che non cade,
resta soltanto in me,
respirando
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E ritorna la parola
che di solito tornava,
si specchia il mio io
sul peso del tempo
e tremo di gioia
e la gola si fa dolce
e come madre
mi sveglia, mi sorride,
il Dio un po’ più in là,
un po’ più in su e poi
si accosta, si siede,
il buon giorno
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Salgo i sentieri
che mi portano sul monte
e là a me si affianca
forte e bella una luce
che non abbaglia,
leggero mi sento e sono
simile ad un pensiero
che nasce come un fiore
che si apre
nella magia dei suoi colori,
mi fermo sul piccolo
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Esiste un luogo nel mio cuore
particolarmente singolare,
celermente elaborato,
più che cielo azzurro immacolato.
Lì abita la persona più speciale:
il mio Signore,
l’unico che possa osare.
Lo abbiamo insieme concepito,
progettato e nel tempo
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Al grigio crepuscolo
d’un deserto solitario
il silenzio vellutato
imprime Armonia;
un orizzonte ancòra
di
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 | Non è questa ruga, solco scavato
dal tempo sul mio volto,
la vera passione che tu,
Cristo, trascini nel legno
della croce.
La vera agonia è nell’anima,
dove il peccato dei giorni
si fa corona di spine,
premendo contro la mente
fino a farne
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Quando la Fede oltrepassa i suoi limiti
e non cede a chi la vorrebbe nascosta
dietro un sipario chiuso,
non nasconderti e apri il tuo cuore
poiché nessuno cancellerà i tuoi passi
verso quel che reputi ti appartenga.
La senti ora dentro te dove
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L’alba è radiosa
l’ultima stella sposa
il primo raggio di sole
la valle è tutta un canto
e le umili viole
depongono sul prato
una lacrima per
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Ti sei rivelato
nella nostra fragilità,
mostrando quella paura
che accomuna noi umani.
Hai tentato di rifiutare
di bere a quel calice,
poi hai accettato la Sua volontà.
E lui che professava di voler morire,
al tuo posto,
per tre volte ti ha
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Pasqua non è per chi cammina al sole senza ferite,
ma per chi trema nel buio di una solitudine stanca,
è il Dio che scende a baciare le occhiaie del pianto
e trasforma l’urlo del sangue in un’alba di pace.
Risorgere non è un miracolo per i santi
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Tramonta il sole, Signore,
e l’ultimo chiarore sfiora la terra
come una mano che benedice e tace.
Nel silenzio che cresce ricordiamo
il sangue versato nel tempo
e la pace nella notte dell’uomo.
La campana risuona nella valle
come un cuore che
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Presso il Sepolcro li ho visti,
gli Angeli Santi
in doloroso silenzio,
in attesa che abbia fine la notte.
Dolenti e sconvolti
intuivano nel Divin Sonno
quella Santa Vita
che non segna la morte.
Ora attendono
in intimo Consiglio
e
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Seduto qui, sotto la croce
non ho la forza
nemmeno di alzare lo sguardo
verso di te
che dalla Croce mi guardi
in bonario segno di sfida
no non posso accogliere in me
il tuo sguardo, è troppo
e mi fa male vederti così,
il corpo tuo così
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