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Natura
Le 11480 poesie pubblicate sull'argomento 'Natura' Poesie sulla natura |
Il cielo s’incrina di luce primordiale
e prima ancora che
la terra ricordi il suo nome
un brivido incide il silenzio.
È un filo di suono
una goccia di vetro che cade nel buio.
Non cantano per la primavera
non cantano per possedere l’aria
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Esplose col sorger del sole brillante
in un mirabile unisono canto,
annunciando il nuovo giorno nascente.
Intrepido il limpido suono viaggiò
vivificato dall’aria salubre
del fresco mattino sotto il sole lucente.
Lontano si propagò l’evento
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Di mattutino il lago s’abbruma,
dai dolci declivi si muovon le genti,
che porgono il saluto al novello dì,
nel cammino di nostra via
Par dipinto il cielo
di nubi leggere e fluttuanti,
sono aleggianti onde
che baciano il lago
Sommessa e cheta
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Lucenti riflessi sull’acqua,
il novello Sole bacia il cheto lago,
albeggia il risveglio
col saluto d’un dolce cinguettio
Or si rifrange al muover
d’un vecchio naviglio,
intorpidito nell’umido giaciglio,
sentore d’un novo viaggio
Caduta è
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Sono io, ogni dì mi attendi.
Ti conosco da un tempo che si perde,
invero sai di me quel ch’io non so.
Timido, incerto, ti accarezzo fresco,
gioco con granellini come bambini.
Di mattina torno indietro lentamente,
ora, sparso di bollicine, ai
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In tutto fui rappreso d’antiche vestigia,
da muri cadenti d’arbusti aggrediti,
da vecchie storie d’operosi contadini,
da legni esausti nel tempo
d’umidità impermeati,
da immobili fonti di gelida acqua
ancor viva nel ventre,
da muri ispessiti e mai
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Scrosci di pioggia cadono
sullo specchio del lago.
Violenti.
Insistenti.
Con il loro ritmo
creano un’armonia di suoni:
gli strumenti, il maestro,
al mio guardare, sono assenti.
Non alla mia mente.
Gli occhi fissi sull’altra sponda,
seguono i
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Il mare si stende come un lenzuolo di seta infinita,
tinto di turchese che sfuma in smeraldo profondo,
dove il sole del mattino accende mille diamanti liquidi
e ogni onda è un respiro di luce che danza leggera.
È un cielo capovolto che riflette se
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Conserva un magico mondo la regal Natura,
dove la vitalità tuto trasforma e la quiete regna,
e del cui pregio è la nostra Italia insigne.
Incantevole istintiva infiorescenza
che in Castelluccio di Norcia,
tappeto variopinto diventa nel cuore
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Sento nell’aria un caldo
che toglie il respiro,
è quell’afa di luglio
che rallenta il mio cuore.
Ma continua il suo canto
stridulo la cicala,
entro un tronco nascosta
d’ulivo secolare,
mentre leste formiche
in lunga processione,
preparan
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 | Ampie distese di spighe bionde e lucenti
danzano al lieve vento di un caldo giorno di luglio.
Vestiti a festa nel loro abito d’organza
i rossi papaveri
giocano con blu fiordalisi.
Io, giovane fanciulla,
osservo estasiata
I vivaci colori
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Soffici batuffoli bianco rosati
cercan l’azzurro del cielo d’Aprile,
arditi bioccoli si levan lucenti setati
e i bocci fioriscon con moto sottile.
Il sole tutti li riscalda e si diletta
e i raggi tuffa nel roseo mar dei colori,
ad ammirar
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Sotto ombrose fronde
di larghe foglie
vorrei goder in ristoro,
da brezza attorniato
E sopir bui pensieri,
che inneggiano strali
in compita sofferenza
ed abbandonar lo sguardo
da tal cattivi pensieri
ed in vece inneggiar
a prosperosa Natura
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Sospesa sta la mente, ed il pensiero
naufraga nel cobalto senza sponde
laddove il cielo bacia il flutto vero
e l’aria si confonde con le onde.
Due specchi tesi a un’infinita brama
un gioco di rinvii senza confini
la spuma d’una nube il mare
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Ho intravisto un cucciol di cagnolino
smarrito chissà dal suo umano distratto,
nell’erba sottile del Parco giardino,
o forse deciso gli ha imposto lo sfratto.
Un batuffolo d’oro sguardo piangente,
d’amor son presa e in giacca l’avvolgo,
riccioli
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Sospeso al filo del silenzio, attendi
il tempo che tra i rami si confonde
mentre l’umano correre nasconde
la trama d’ombra che nel vuoto stendi.
Con geometrica cura il cerchio accendi
l’argento della tela che risponde
al soffio della brezza tra le
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Cerco nel cielo la sua via,
mentre la sera si accende e arde,
lì sul colle il suo chiarore
e lei silenziosa
pian m’appare.
S’innalza all’Apogeo dal monte
tra rosee nubi a strati,
illumina il cielo di lei innamorato,
mentre la nebbia confusa
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Sono bottoni d’avorio sul petto del prato,
punti di luce in un ricamo infinito,
dove il silenzio si è appena destato
tra il verde tenero e il cielo pulito.
Somigliano a stelle cadute per gioco,
bianchi coriandoli dopo una festa,
non
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E la luna
l’hanno invocata sfortunati amanti
ed i poeti l’hanno sempre eletta
regina della notte e maledetta
perché han detto di lei ladri e briganti.
E la luna
sa che a darle retta
si diventa notturni abitatori
narratori di tenebre e
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quadrifoglie nel fiore che vive
quadro che apre la soglia dei tulipani
voglio la necessità del suicidio
fiore d’un verso d’umiltà
calma del silenzio del
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Emergono come spuma in un mare di smeraldo,
scialuppe bianche in un oceano piano,
mentre il mattino, non ancora caldo,
le desta col soffio di un bacio lontano.
Hanno diademi di perla e cuori di fiamma,
piccoli astri sospesi tra fili di
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Risveglia il prato un brivido di seta,
candore antico in gocce di rugiada;
lungo l’ordito della verde strada
la terra scrive la sua rima lieta.
Son piccole pupille aperte al giorno,
spose del sole in abito d’argento,
che dondolano lievi ad ogni
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Mi sentì pervaso
da spirito ribelle,
che combatteva follemente,
d’esso ero invaso
In tal turbine d’eventi,
prono, il tuo antico bacio
profuse e volò via
rapito da mille venti
Scampo cercai, invano
fra folle d’altri
al rintocco di
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Piccola navicella, Terra mia!
Naviga sola in spazi senza fine.
Fra mille stelle a lei indifferenti
una, fornace ardente là vicina,
le dona luce, calore, la vita.
E ruzzola attorno all’astro di fuoco,
inchino eterno di omaggio alla sorte
mirata
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Uriel mi mostrò le porte dell’oriente:
sei varchi di fuoco da cui il sole emerge
come una creatura di luce
che conosce il proprio sentiero.
Ogni porta aveva un angolo,
ogni angolo un giorno,
ogni giorno un respiro dell’umanità.
E quando il
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Il cielo è un orto di bianchi diamanti,
seminati nel buio e nel mistero;
noi siamo solo piccoli passanti
sotto il dominio di un impero vero.
La luce è un fiume che non ha stanchezza,
scorre da mondi che non hanno nome,
ci porta un’eco della loro
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Volteggiano uccelli
d’ali spiegate
al cantar del vivido Pan
La frivola erba,
riposo dei fiori,
danza cordiale
Ondulanti frequenze
festeggianti di colori,
abbandonano mesti ricordi
L’animo mio si disperde
e’l cor si rallegra
nel suo
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Siamo nati dal brivido d’un lampo,
figli cercatori d’una antica sponda;
portiamo in cuore un luminoso campo
che muove l’astro e l’infinita onda.
Il cielo è un grande spartito d’argento,
dove il silenzio si fa melodia;
viaggia la luce come
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Nastri si stendono per monti e piani,
ponti di asfalto e terra battuta.
Gesti fraterni, saluti curiosi
uomini strani, e così lontani!
Grazia per popoli quando cannoni
giacciono erosi da ruggine rossa.
Filo che lega gli incontri amorosi.
Nasce
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Trilli e garriti briosi
voli, gorgheggi e stridi,
vibrare giocondo di corse e svolazzi,
elevarsi in volo e planare dai nidi
e leggiadre virate
sui cangianti prati festosi
nell’aria graziosa d’Aprile.
Lieto vento giocoso e sottile
tra i
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11480 poesie pubblicate sull'argomento Natura.
In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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