Occhi soffocati,
lacerati, strappati e sommessi.
Mi sono voltata spesso,
ho pensato chissà chi c’era seduta qui
al mio fianco? un’altra come me
una donna magari,
massacrata di botte, stuprata
ed ora non c’è più
ad ammirare il nascere di un altro giorno
di un altro sole al mattino.
In ogni sedile vacante poteva esserci un’altra
Donna,
sventurata ed ora solo un ricordo
di pochi sogni
Finiti nell’estremità di un pozzo
insieme al cuore di queste figlie d’Eva
rimane solo,
un paio di scarpette
Rosse in un sedile vuoto. | 

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Silenziose spine brillano sulla fronte
quella suora da tutti presa per pazza
riusciva innaffiar le rose di un giardino morto
trasumanandole in profumate rose delicate
ella parlava con esse
rose benedette germogliavano sotto la neve
"nella vita passata
eri moglie, eri madre,
eri Rita
ora sei amore, sei pace, sei pazienza,
sei perdono e purezza
ora sei Santa"
Santa delle spina e delle rose
fede è nel tuo cuore e sboccia la speranza
baciata dalle api bianche del signore
chi ha l’anima pura si salva
da febbri, ferite peste
morbi e dolori
noi tutti ti adoriamo e proclamiamo
Gloriosa Santa Rita | 

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E poi mi fermo
penso,
con rassegnazione sei andata via
senza raccontarmi nulla della vita
senza spiegarmi
l’amore come succede,
non hai avuto tempo
Madre.
Mi fermo e penso
non mi hai spiegato nulla
della meschinità degli uomini
non mi hai spiegato
che non bisogna essere sempre leali.
ma lungimiranti e saggi.
Mi fermo e guardo in cielo
aspetto un tuo segno
mi sento ancora piccola
ho bisogno ancora delle tue carezze
il mio cuore è pieno di amarezze
non c’era tempo
a descrivermi le tristezze
della vita...
Madre nell’intreccio
del tuo ventre mi sento
adagiata inerme. | 

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Sei
disciolta nell’aria
essenza che sprigiona
un eco d’amore,
“Mamma”
sei amore
ancora in questo tempo
il tuo odore è rimasto sulla mia pelle
il mio dolore si fa poesia
sei amore
con un bacio lambisci la mia vita
la tua anima vola mi abbraccia
in un tuffo fetale indietro nel tempo
Mamma
Hai lasciato amore
per rinvenirti in mezzo alle stelle
ed esistere più scintillante,
tra le mie dita,
fluida passa la tua anima
e sei vita. | 

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Lei non c’è, è partita,
ha lasciato intense lettere d’amore
che il tempo ha ingiallito,
lei aspettava di
regalare il suo cuor,
due righe di inchiostro rosso
con scritto un pensiero
fatto di desideri infranti.
Lei si è persa,
non sa più tornare indietro
ha perso la memoria
dei bei momenti vissuti,
Lei ha perso la vista
non vede più i raggi che la scaldano
gira e rigira nel buio.
Lei cade,
inciampa tra oggetti vecchi e dimenticati
sente sotto i piedi impedimenti,
rotola svincola
e scivola nella pozza
di delusioni e ripianti
Lei non ha più voglia di scrivere
non ha più certezze,
le illusioni
passano e si inchinano a lei
alle rughe che il tempo
ha segnato il suo viso come
un disegno della vita,
le dice
“è finita”
con una lacrima che scende
sommergono
i suo grandi occhi verdi
riflessi di assenza. | 

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La clessidra del tempo è veloce
sabbia tra le dita celere va via
bramosia di maternità
fertilità indugia
maternità negata
donne tagliuzzate sperimentate
invase nel ventre e nelle vene
il cuore si fa oceano
di pianto
sperimenti che inquinano bellissimi corpi
deformati senza risposta
sorrisi spenti cuori spezzati
notti insonni di delusioni
sospese da un miracolo
che tarda
brina dopo brina
si rincorre un sogno
stringere un germoglio
dal ventre partorito. | 

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Amica dagli occhi neri
dalla vita sottile glutei pieni
dall’andatura armoniosa
di un camminare lento e silenzioso
amica tu nel cuore hai un giardino
di profumi rari
danzi nelle notti del tempo
di mille desideri
quante donne
quante vite
e nuvole sei
la rugiada del mattino si inchina ti saluta
timida gazzella dagli occhi neri
vivi nelle umile capanne
e carceri dorati di palazzi pregiati
quanti segreti dei sontuosi harem vivi?
Raccoglie la tua bocca intime confidenze
e racconti al vento con la voce del silenzio
tramutando il tuo cuore
nel deserto dell'Oriente. | 

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Volano come rondini nei cieli
le parole dell’anima
tutto trema
dentro questo cuore
dove c'è
l’immensità dell’universo
seguendo le scie nell'orizzonte
attraversano le vene
agitate emozioni
libero i dolori da questo corpo fragile
libero le mie tasche dalle incertezze
libero la mente dai ricordi brutti
dai fallimenti
forse cosi vedo più nitido
e sento oltre i pensieri
attraverso i sorrisi
veri. | 

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Quando la mia vista sarà offuscata
le mie mani si muoveranno poco
le ossa dolenti impediranno i movimenti
i ricordi si mescoleranno e si perderanno
nella memoria sbiadita
in quell’attimo il mio animo si rattristerà
per la luce che non vedrò
per le emozioni che non metteranno radici nel cuore
avrò solo occhi impregnati di lacrime
ormai inutile, silenziosa
rivestita dal passato
senza paura aspetterò
l’amica morte ed il suo abbraccio. | 

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Triste
desertica
l'anima mia
nemica antipatica ferma aspetti
nell'uscio del corridoio marmoreo
fissa mi guardi senza timbro vocale
avanzi al lato della mia direzione
tremenda disponi senza verbo
del mio volere
ferma mi specchio
osservo delusa
la mia compagnia
del nulla
mi aspetti
io con te amara desolata avida
solitudine
non mi lasci
e il mio sorriso si spezza | 

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E poi si scava sotto sotto
per trovare
un segreto
un tormento
si scava sotto sotto
per trovare un seme
un fiore
un cuore
nelle viscere dell’anima
per un sogno intrappolato
nella sfumatura di una fotografia
intrappolato nelle vene
e poi si scava per trovare se stessi
dissoluti nei corridoi della vita
sottoforma di schegge di rimanenze
avanzi di cicatrici. | 

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Avevo desiderio di uno smalto rosso,
rosso che dà vita
rosso come l’amore
come la carne strappata
rosso come il cuore che batte.
Uno smalto lucido, brillante
brillante come lo sguardo di chi ama
brillante come l’unica stella
che scorgo.
Avevo desiderio di uno smalto
rosso per colorare
la noia nell’anima
per non fare le stesse cose
per non avere le stesse risposte
avevo voglia di un sorriso
tutto per me. |  | 


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Divoratrice di incubi
amica amorevole
che segui il mio fare
senza abbandonarmi
circondi con il tuo riflesso
silenziosamente
ti adagi sulla mia fragilità
sui miei dubbi
in punta di piedi danzo
e tu danzi con me
gioisci e soffri insieme
con la mia carne
con la mia anima
sei la mia ombra inseparabile
vivi tra le righe della mia storia
ti allunga e ti stringe
la luce
e tu muta. | 

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Non più,
silenzi di cuori che palpitano
amori incontaminati
ormai tutto sbiadito
tutto copiato, usato, strappato,
Incollato;
su tessuti pezzati di bugie,
su tessuti di invidie,
tessuti di imbastiture mai terminati,
attraverso itinerari
di riflessioni
l'anima urla!
non esistono i sogni
i desideri,
forse anche il respiro è finto
non esiste più neppure l’aria,
la verità.
Non esisto io. | 

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Ci sono respiri imbrigliati
nei rami secchi della vita
formando gemme di desideri
piccole gemme d'amore
pur respirando.
Chiudo gli occhi e plano
dentro il cuore che mordo
e piango, volo nelle notti silenziose
dove urla la solitude
ho provato a volare ma sono caduta
qui e resto in silenzio
respirando nottambula tra confusione di stelle
in disuso
grandi spazi freddi senza paura
raccogliendo i respiri imbrigliati
quelli rimasti chiusi tra le mie mani
formando un bagliore
di vita. | 

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La verità, dov’è?
Come la colgo?
Caos faceva Parmenide
tra verità e opinione
Aristotele lo sapeva che sta dentro di noi
per Epicuro erano tutte
le sensazioni indistintamente quelle
vere.
Io, nei momenti tristi
con occhi umidi
l’ho consumata dentro la scatola di latta
dei dolcetti di pasta frolla
al gusto di cannella
forse l’unica verità è la cannella
quella non è una bugia
si tocca, colora
si sente in bocca
e tocca il cuore. | 

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Sognerò ancora madre?
Ancora sognerò,
nuvole e poi arcobaleni,
sognerò preghiere e rimpianti
sognerò,
uno schermo vuoto
silenzioso, sommerso, paziente ad aspettare il nulla,
in una pace silenziosa e piena di respiri caldi.
Ancora sognerò la riproduzione cellulare,
ed io mi duplicherò in ogni eco diffuso nell’aria
rinascerò in un’altra e cancellerò quella che sono.
Madre sognerò ancora fino a che irromperà
il sole farà un’altra danza di raggi splendenti
è sarà ancora vita, dietro quella finestra della mia esistenza. | 

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Siamo pallide bocche spalancate
per dire cattiverie urliamo parliamo
giochiamo con le parole
siamo pallide bocche sofferenti
di chi trattiene il pianto ormai rimasto
nello stomaco e vomito sospeso
succede chissà quando il male sfiora il bene
e malinconico si dispera il cuore sanguina
siamo pallide bocche arrabbiate
offese ripudiate mendicanti
pronte a massacrare umanità rumorose
passi lenti, passi pericolanti
di corse senza ostacoli e senza mete
si vive per raccontare e pensare
siamo pallide bocche stanche
pronte per le macchine fotografiche per gente in posa
senza sorrisi
siamo pallide bocche rassegnate
di uomini e donne senza amore
rimasti insieme chissà
per quale incantesimo o magia
quel bacio della buona notte forse
è una bugia | 

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Sono solo una piccola donna semplice e cosi di botto, quando le emozioni non riescono più a stare dentro il cuore, mi soffocano dentro scalpitano. Cosi ho scoperto la passione di scrivere in un modo semplice e umile, esprimo solo quello che ho dentro da anni, sono emozioni che mi porto dall’infanzia, le mie sofferenze, le mie solitudini, le mie paure, ogni mia sensazione vissuta non è andata persa ma scritta, traccia di vita amore universale di persone entrate e uscite nella mia vita oppure che ci sono sempre state, verso l’amore per i figli per i genitori e l’amore di un uomo.
La vita che diventa sempre più scomoda.
Voglio scappare dalle forti inquietudini del cuore e dell’anima è triste perché le emozioni si devono scrivere e confessare i pensieri sottovoce, la voce dell’anima quella voce che si allontana sempre di più per la difficile sopravvivenza con la realtà, la speranza, la pazienza e l’umiltà per me sono al primo posto.
L’amore che scrivo è semplice come un bambino appena nato, io sono semplice e riesco ancora a sognare, l’amore è l'emozione, l’amore è gesti, l’amore sono due occhi che ci guardano e una voce che ci parla, l’amore si percepisce con l’odore, sono i 5 sensi che ci fanno vivere l’amore, vorrei con questo emozionare prima me stessa con quello che scrivo e poi chissà di essere cosi vera da emozionare pure chi legge per caso le mie parole . |
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