 | nella notte, tra la nebbia
a piedi scalzi,
s'aggirano i sogni.
si insinuano
nei vicoli
assopiti
a nascondere
la luce fioca
dei lampioni.
-leggero,
l'ultimo rintocco
della mezzanotte
si fa strada
nel silenzio della luna-
si posano sul tetto,
a giocar a carte con un gatto
nel freddo di quel sonno
si scaldano le mani con il fiato
e battono i piedi contro il muro.
è lunga questa notte senza luce
forse... ritornano domani se c'è pace. | 

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 | ho perso le parole
in questa notte
che perfida
oscura il cuore
ho sprecato emozioni
per la strada,
(gelo scorre nelle vene)
aspetto
che la vita
mi soffi dentro
perché...
non so cosa è stato
della mia anima... | 


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 | frammento d'oro vestito
quel luccichio
nel letto del fiume...
un abbaglio fu...
se solo m'avessi amato
almeno un po... | 

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 | non c'è perplessità
nell'osservare il quadro
togliendo polvere e ragnatele,
posizionando
la luce al punto giusto.
la verità è là,
nei colori
tra le righe
mal celata,
senza fronzoli.
-non batto ciglio-
d'altronde
non mi posso permettere
l'originale. | 

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 | son quei pensieri
di gramigna
ad infestar la mente...
dovrei estirpare il cuore
per zittir l'anima beffata... | 

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 | ...in questo diario di vita
che passa giorno dopo giorno
tra alti e bassi
tra bollette da pagare
e conti, per arrivare alla fine del mese...
...un bel punto fermo.
su queste pagine di vita quotidiana
tra insolite risate
tra insolite malinconie
che affondano nei pensieri miei
senza giubbetto di salvataggio.
...se quel punto,
mi aiutasse a riflettere
darmi coraggio,
e mi aiutasse
a vedere la vita attraverso
nuovi colori.
che dite, lo metto?
e se, invece di mettere un punto
girassi pagina?
-sto perdendo il filo del discorso
in questo delirio.-
gli occhi sono stanchi,
e le parole scritte
si incrociano con i pensieri...
spero di non addormentarmi
con la luce accesa | 

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 | giro in tondo
mi fermo
il tempo di un secondo
poi ritorno
e intorno, giro.
per un momento
torno
e nel contorno
aspetto
il girotondo
del mondo attorno
e intanto giro. | 

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 | leggeri,
come bolle di sapone
in tenere trasparenze,
si frantumano
al primo impatto
con la realtà... | 

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| il dubbio resta,
tra le imposte chiuse
filtrano i sogni,
nascondono ricordi
deformati dal tempo.
- forse non ci sarò
in quel giorno atteso-
perché la verità è dentro.
quel ieri abbandonato a sè stesso
è rimasto fuori,
davanti a quella porta
in quel saluto
che gelava il cuore
-forse non verrò
all'appuntamento-
il desiderio è fermo
in quella bottiglia di vino rosso
che non hai stappato,
in quei baci leggeri
in quell'abbraccio mancato.
forse è meglio
lasciar stare il passato
e perderti per sempre. | 

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 | nella nebbia,
si nasconde quel bisogno
è in castigo nelle vene
-brucia dentro-
si dissocia dai ricordi
dissolvendoli nel tempo,
senza meta su quel filo
-resta- | 

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 | consunto è il tempo
che inesorabile,
mènte al giorno...
e nella notte,
gocce di allucinazioni
transitorie
lacerano l'anima... | 

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 | singhiozzano
le margherite spoglie
a quel dilemma...
-strage inutile
nel giardino dei sogni-.
tra le mani
cadaveri di petali. | 

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| sibila il vento
tra i monti innevati
e nella notte fredda
s'addormenta la valle,
solo il lieve bussar
dei ricordi sussurra
al passar del tempo.
danza la fiammella
a quei sospiri
che si perdono nel buio.
il gelo comprime
quelle ossa
che scricchiolano
nel silenzio di quel canto | 

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| sospesa tra il dire e il fare
aspetto il la,
mangiando unghie già corte
impigliate in calze smagliate
immaginando colori
diversi dal nero.
e torna il profumo
in quei ricordi di pelle sudata
di labbra umide
gonfie di baci,
prendono vita
quei sorrisi maliziosi
che si tuffano negli occhi
persi
l'uno nell'altro
nell'eco
di sospiri ubriachi
tra gemiti rauchi
di una carezza del passato.
vola il tempo
e non ho più pazienza,
perché aspettare tanto
oggi è già domani
e domani chissà
se ce ne sarà un altro.
seduta
su quel tappeto magico
aspetto che la luce
dell'alba si perda nel calore
del tramonto
non indugiare oggi,
forse domani sarà già ieri. | 

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 | nasce il giorno
cavalcando nubi d'inquietudine,
e tra le vette aspetta
quel dolce sussurrar
che;
nascosto dentro
il rullo dei tamburi
strilla.
e mentre,
la notte quieta s'avvicina,
affretta
il dolente passo
e salta il fosso.
non è carino
arrivare tardi
all'appuntamento con la luna. | 

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 | c'è il vuoto in me
che buca l'anima
fino a farla sanguinare.
nascondo il dolore inventando pensieri
ma quando è sera, tornano le illusioni a fare i conti.
è alto il prezzo di quella tangente di ricordi, o forse erano sogni.
il sole ormai spento, non riscalda più il mio corpo freddo
non trovo calore nelle braccia avide che mi accarezzano,
non mi regalano amore, ma solo attimi,
in momenti vuoti.
passo le ore in cerca di me stessa
in questa stanza, con la luce accesa.
domani allo specchio,
trucco gli occhi
da quel riflesso spento
e vado avanti col sorriso finto
di chi si è perso,
dentro. | 

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 | scendono le braccia
lungo il corpo
per quella resa inevitabile.
inutile parlare
nessuno ascolterà
quel suono,
passerà inosservato
come la caduta di una piuma.
nemmeno il battito del cuore
farà sentir vivo
chi soffre di poca stima;
e proprio nella folla
che si perderà il respiro
di chi non sa vedere
le capriole dell'anima.
lo specchio serve a riconoscersi
per non perdersi
nell'incognita di quel giorno
cucire la propria ombra è utile,
un umile gesto.
e ti sputa in un occhio
perchè,
non c'è sordo più sordo
di chi aspetta una mano
senza alzar lo sguardo.
non è facile piangere,
e nemmeno stringere i denti,
è inutile prendersi a pugni
fa meno male
di quel vuoto dentro.
ma la luce c'è...
in quei vetri frantumati
fra le mani
basta sentire il calore
di quella goccia di sangue
che scende.
il dolore ti fa sentire
tuttavia vivo. | 

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 | resta l'ombra
a districar i fili
tra la luce e il buio,
nell'incerto aspetta
-ferma sui suoi passi-
che il mondo smetta
di girarle attorno. | 

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 | si spegne
il giorno,
trascina
passi pesanti
su quel sentiero
velato di malinconia.
s'adagia la nebbia;
al richiamo della luna,
a coprir la strada tortuosa.
forse è meglio perdersi
nella notte
che ritrovarsi soli all'alba | 

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| stringe la corda al collo
in quel singhiozzo soffocato
che sbrana il silenzio
-niente lacrime stasera-
resta in bilico il daffarsi,
nessuna risposta
a quel perchè
che lacera il petto
-taglia il filo-
muore in solitudine
quel pensiero stanco
- è la soluzione migliore-
tra la nebbia
si nasconde il desiderio
di un illusione persa
tra vicoli oscuri
-dimenticare-
sarebbe utile
l'inutile passo avanti
e lasciare dietro alle spalle
il momento
-ogni ragionevole dubbio-
quel tempo
non ha più tempo
solo il sorriso
scivola tra le mani
e le mani,
scivolano lungo i fianchi
-non c'è pace, nella verità-
solo un gran vuoto resta
tra i resti. | 

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 | si confonde nella mente
il senso di ogni cosa.
ci vuole tempo
per imparare dagli sbagli
e dagli sbagli, altri se ne faranno.
la consapevolezza sta nel sapere ciò che si fa
ma non si sa il perché accada ciò.
sapere, ma continuare a percorrere
quel filo, appeso nel vuoto,
in punta di piedi, con i pensieri miei.
-dov'è il senso nella noia che ci attanaglia,
del voler ciò che non è per noi-
abbracciare l'immensità
e perdersi nella banalità
di un giorno, o riempire le ore di respiri.
eppure niente è uguale a ieri
e oggi non sarà domani.
cosa sarà mai poi sbagliare
se a piegarsi saranno le mie spalle
sotto il peso del giudizio mio.
-non bisogna mai sputar per aria.- | 

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 | cosa ne fa,
il tempo...
delle pause di riflessione...
le ripone in mansarda,
per altre occasioni...
o le baratta quando
il tempo è scaduto?
oppure le ricicla
nel momento in cui,
la pagina s'è voltata
senza spettatori...
certo che io,
ne ho tante da parte... | 

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 | e mentre scavo
con le mani nude
il petto
ritrovo un filo di barlume
tra la mente.
-non è il silenzio
il nemico del mio tempo-
e se non tutto il male
vien per nuocere,
cos'è quel dolore
che mi brucia dentro
forse è il lato oscuro
delle cose
che prima o poi
si illumina alla luce
e prende forma
per quella lingua biforcuta
ho perso il senso
tant'è che quell'attesa
m'è rimasta in gola
cavar nel mezzo
di quel sogno infranto
è come giocarsi
un terno al lotto,
il risultato cambia
a seconda della ruota
che gira solo
se non ha importanza.
-il risultato è vile
se non hai sostanza-
e scavo, scavo
ancora dentro il petto
dov'è nascosto
quel cuore disattento?
l'anima distratta
s'allontana
in cerca
di un amore di sostegno
perché l'antico
è sotto le macerie e dorme
e il nuovo
è a spasso con il vento.
con sguardo accigliato
analizzo la disfatta,
da una parte
i sogni spezzettati
e dall'altra
una realtà bislacca... | 

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