si nasconde tra le righe,
in quel sorriso dipinto
per necessità del mondo,
l'angoscia del momento,
nulla traspare
in quel battito di ciglia
che rinfresca pupille dilatate
-forse solo quella ruga accentuata,
il sopracciglio leggermente rialzato
segno di una contrarietà di forma,
immortala l'attimo represso-
rimbombano nella testa i perchè,
cacciando la verità
di quei gesti voluti
scelti
imposti
"Illusa!"
reprimere il grido,
ritirare le unghie
soluzione migliore, forse.
l'assalto è rimandato
per motivi di sicurezza
-troppo fragile l'anima-
sono tanti i colpi da incassare
per diventare insensibile
al dolore
"metodo, ci vuole metodo"
spilloni nelle ossa,
rituale utile per sottolineare
il senso delle cose perdute
o mai esistite
"Svegliati!"
soffoca l'incubo,
non aver paura delle risposte
formula la domanda e ascolta.
"Già sai."
quello che è scritto,
nell'ombra nascosto,
è chiaro,
come la luce del sole
che scende a picco sul mare
d'estate a mezzogiorno.
"Coraggio!"
scrollati
quel peso dalle spalle curve
e avanza.
- non sei te a perdere l'orientamento-
sottolineare
la strada percorsa
con bandierine colorate
ravviva i colori del tempo
-vicino ci sono le buche-
"Sotterra l'ascia!"
non vale la pena
perdere altro sangue
in inutili rappresaglie
"Bisogna limitare i danni"
sfodera un altro sorriso,
provarci ancora non è poi
un oltraggio alla vita. | 

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|
non t'ascolto, cuore
quando il battito supera
la soglia del buon senso
e attendo
che la ragione prenda il
sopravvento
in quel pensiero latente
che si nasconde inquieto
tra il ricordo semioscuro
di quel bacio lento
ma cosa è stato?
forse un suggerimento
mal capito?
è bastato un alito di vento
una frazione di secondo
per perdere quell'attimo impazzito
peccato, era cosi bello
quell'abbraccio
-ma da quando si da retta
alla saggezza
e si calpesta l'emozione.- | 

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|
|
le voci si alternano agli applausi
occhi silenziosi scrutano il vagare delle parole
il pensiero sale
si perde tra quelle quattro mura
e si tuffa nello scoppiettare del fuoco
non ha senso il mio restare
in questo posto
scivola il sorriso
su quelle macchie d'inchiostro
che esaltano ciò che non si vede
ma si sente dentro
è qualcosa di forte che lacera
consuma, macera senza vergogna
quella parte di me vulnerabile
difettosa, sempre in movimento
non comprendo il disagio
sempre in agguato
tra le virgole
e metto punti di sutura
in quel discorso tra me e me
che sia bene o sia male
non so,
devo ancora comprendere
l'onda schiumosa
che cavalca il mare
il sonoro di quella musica
che mi pervade
mi conquista
mi immobilizza
è un delirio
una febbre di vitale importanza
perchè
vive di vita propria
io sono solo un involucro
preso in prestito
non so se c'è un vuoto a rendere
io resto fuori
l'anima è perduta. | 

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 | a sera...
un intrico pensiero
s'arruffa
nel lasso di tempo,
intriso nel silenzio
in cui l'anima
medita (incerta)
sul da farsi... | 

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|
| pasto del giorno:
non ha un ora precisa
un passo avanti, uno indietro
la bocca semi aperta per dire
ma non dire è meglio
lingua morsicata
tra le parole strette
i denti chiusi a ghigno
è un sorriso
forse forzato nei pensieri
assente il risultato
forse non è giusto
oppure è meglio così
l'attesa si fa grande
poco importa ora
se esce il sole
o fa freddo
la sciarpa intorno al collo
lo sguardo perso al tempo
è grande quel momento
un brufolo sul mento
esclama un opinione
forse stress?
e allora avanti e indietro
il passo del felino
l'agguato è vicino
ma la preda?
ha preso un permesso
in giro a quest'ora
ma che si fa così?
e allora
un passo avanti, uno indietro
trottola l'attesa
e se cambiassi idea?
e sembra tutto facile
dipende dalla luna
è un altra proiezione
di quel che vedo dentro
forse è solo fame
ma ho fatto colazione?
poco importa ora
se andassi un po più in là
oltre le parole
forse è meglio
è un altra prospettiva
dell'attesa ingorda
poi che sarà mai
se l'anima è un po sorda
nulla ascolta
se non vuol sentire. | 

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|
|
| fiato sospeso
in gola resta
bloccando le parole
che s'accavallano in testa
un sorriso nascosto
lo sguardo basso
le mani tremano
è difficile trattenere l'attimo
s'allontana il momento propizio
e il vuoto colpisce senza pietà | 

|
|
|
| si riempe la testa di pensieri contorti
m'assillano senza tregua
vago nella stanza senza meta
asciugando lacrime
che sciolgono nodi
di rimmel sul viso stanco
"ridicola, sei ridicola
a starci male
il copione è lo stesso
non è mai cambiato
si è aricchito di pause
non di parole"
non ho stabilità
le emozioni a briglie sciolte
barcollano irrequiete
ho la nausea da sbronza
senza bere
lo stomaco chiuso in una morsa
le mani tremano
-dove devo andare?-
quella porta chiusa
è come un pugno
non so difendermi da me stessa
"diamine! reagisci! non è la fine del mondo!"
emozioni già provate
collaudate, ripristinate
eppure colpiscono
ancora più forte
dirottando la mia vita
in quel buco nero che m'inghiotte
perderti mi fa male
ma ancora più male
sapere che non ti sono mai entrata dentro
"ma cosa t'aspettavi?
non sei stata mai capace di farti sentire
parlando sottovoce, dicendo sempre si
lo sai che non si regalano le perle!"
mi hai liquidata con un colpo di spugna
come sporco da togliere
per pulire la tua anima
ma ce l'hai un anima?
"ma devo fare un disegnino
per farti capire che era già finita
prima di cominciare?
smettila di amare la parola amore
non ti porta a niente!"
sanguina la ferita inferta al cuore
e l'anima ha fatto i bagagli
chi mi farà compagnia
in questa notte senza sogni
-oste! versami da bere!-
domani taglierò i capelli
cucirò gli occhi
mi tapperò le orecchie
e resterò muta. | 

|
|
|
| Si rincorre a perdifiato
un pensiero fisso,
sicuri che la soluzione
sia in quel desiderio represso
per colpa della solitudine.
-ma la noia, che la sa lunga
non si perde d'animo,
si prenota il posto in prima fila
con tanto di patatine
e bibita ghiacciata-
Al primo cedimento di fatica
Si rielabora leggermente il percorso,
le risposte si alternano al problema
e l'incognita cambia.
-Quando si raggiunge l'obiettivo
Ti rendi conto
che non era poi così importante-
a saperlo prima... | 

|
|
|
| ho nascosto nello sguardo
domande impaurite,
non volevo risposte
le sentivo già
dentro le pieghe dei silenzi
-non aver paura, ascoltami!
non lasciare a metà quel sorriso incerto
non sforzarti di essere quello che non sei-
no, non posso
e se quello che penso fosse vero?
se quel silenzio non è pausa
ma fine,
che ne sarà di me?
-nulla sarà peggio di quel che non sei ora
la verità fa male, ma solo per un attimo
è il non sapere, che ti distrugge dentro-
ma forse aspettare, è utile
sai; il tempo può cambiare
le regole del gioco
e se per ora perdo, domani chi sa
-se, aspettare, e per quanto?
quanto tempo ancora, vuoi stare
ad ascoltare il silenzio
quante volte ancora
vuoi sbattere la testa nel muro
e sentire dolore
perché, tu già sai, che il dolore
è meglio del nulla
di questo nulla che ti muore dentro
che ti buca l'anima
ti lascia senza fiato, ogni volta
che il giorno passa e muore-
ma no, non è cosi;
tu vedi cose che io non vedo
perché forse non è cosi
- non vuoi capire che l'anima
non può vivere solo di ricordi
che non può bere se non c'è acqua
non può amare se non c'è amore-
ma io amo!
forse non lo so dimostrare
forse devo avere pazienza
dargli il tempo di capire,
che io sono qua ad aspettare...
forse...
- forse è ora che apri gli occhi
vedi! tra le mani non hai nulla
nemmeno un sorriso
un bacio
nessun abbraccio
a sostenerti in quell'addio
tra le virgolette di un sms. | 

|
|
|
| restano,
in bilico sulle labbra
quelle parole
mancate per un pelo
forse per colpa
di quei sensi
distratti
da carezze manigolde
che lente
s'affaccendono biricchine.
in quell'attimo,
mi son persa.
son saltati gli argini
della fantasia
investendo il vero
stato delle cose.
con fatica arranco
tra pensieri sospesi
uno a uno,
con forza li rimetto in sesto.
nessuno gli ha dato il permesso
di sconfinare . | 

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|
|
| resta poco di quel sogno infranto,
tra gli scogli
frammenti d'emozione
gocciolano lente verso il mare
in quell'onda s'è perso il senso delle cose
o forse è questo il risultato
di un incognita nascosta
tra le pieghe dell'attesa
Se tutto fosse così semplice da gestire
col teorema tra le righe
non avrei problemi ad andare avanti
ma si sa,
la distrazione comporta certi rischi
se si cambiano i fiaschi con i fischi
basta poco, quel numero sbagliato
non dà risposte al procedimento giusto
-S'accoda un grosso scarabocchio-
poteva andare meglio
se avessi avuto meno fretta
di consegnare il foglio
prima dello scader del tempo,
ma l'istinto non si può fermare
quando parte in quarta
è meglio lasciar stare
ed ora di quel sogno infranto
ho solo un ricordo vano
-il procedimento era giusto
ma non il risultato- | 

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|
|
| cammino a passo lento
ma le notti velocemente
divorano il giorno
forse perché
quelle nuvole grigie
hanno deciso di
essere protagoniste
di una primavera fittizia
"nell'armadio si confonde
il maglione col costume,
sempre disordinata te"
no, tutto deve essere a portata di mano
anche perché
non ci sono regole nel gioco
non so dove mettere l'asso
se la manica è corta
"ma che asso
qui c'è bisogno di un jolly.
lo vedi:
non riesci a tenere il conto
delle partite perse
nemmeno quando
hai il vento a favore"
lo so, la colpa non è mia
mi confondo con i cuori
non basta aver la coppia,
è il tris che tutto guasta
" diciamo che non capisci nulla,
punti troppo sul piatto scadente"
dici? ma, non so.
forse son distratta
dalla partita di ieri
ero così sicura di vincere
almeno il premio di consolazione
e invece niente.
-qualcuno di certo ha barato...-
"ma:
diciamo che ti sei distratta troppo
non dovevi guardare indietro
in quell'attimo
hanno cambiato le regole"
me ne sono accorta
soprattutto quando
ho sbattuto contro la porta
-che botto-
sento ancora dolore.
"e si, e oggi?
non hai sbattuto di nuovo?
forse devi fare un controllino alla vista.
le tue visioni sono distorte."
il problema è che gli occhiali
si appannano di tanto in tanto
e con le lenti
non vedo molto bene da vicino
e credo di aver un leggero problemino all'udito
forse sarà l'età...
"ma che età,
sei nel fior fiore degl'anni
solo che se la primavera non
decide sul daffarsi
non sbocci mai"
e vabbè, prima o poi fiorirò
sempre se non passa prima
quel cane di giardiniere
che taglia tutto, ma chi l'ha assunto?
" preparati per la prossima volta
bisogna escogitare un piano di sopravvivenza
attieniti alle regole,
non guardare indietro
(il passato è passato)
chiudi quella porta
(gli spifferi fanno male)
lascia stare i tris e i cuori
e se proprio va male
allora smetti di giocare, non fa per te" | 

|
|
|
| senza respiro,
il tempo batte il punto
e salta al passo successivo
tra le parentesi, vuote
l'attesa. | 

|
|
|
| se il tempo non ha più tempo
e dormendo
non si pigliano i pesci,
cosa dovrei fare
per inseguire
la scia di quei pensieri
che indolenti se ne vanno
tra una stanza alll'altra
strascicando il ma
dimenticando il se.
forse un pizzico di pazzia
non guasterebbe,
se ne fossi capace.
"ma le hai le spalle grandi?"
io? una taglia 42/44
spalle larghe e potenti,
muscoli che guizzano
sotto la pelle abbronzata,
un fisicaccio da paura.
"e certo, soprattutto se ti incontrano di notte."
ironia da quattro soldi la tua,
cosa vorresti dire,
cosa non va nel mio fisico,
a parte l'età che avanza.
"niente,
la cellulite abbonda,
le smagliature in primo piano,
le rughe che fanno da spartitraffico
e il fondo schiena che perde tono,
direi che è tutto a posto"
o suvvia, non essere pignola
qui si stava parlando di pensieri
e di pazzia, non scendiamo
in particolari irrilevanti.
è la mente che deve volare in alto
concedersi il privilegio
di respirare aria.
"hai mai provato ad andare da un psicologo?
ultimamente mi sembri strana"
strana, io?
solo perché mi stanco
dei pensieri pigri,
solo perché vorrei fare tante cose,
suonare, ballare, cantare
vivere, amare...
cosa c'è di strano nel desiderare.
"niente, basta non desiderare l'impossibile,
se è possibile!"
la solita guastafeste,
mi hai rovinato il pensiero
ed ora devo prendere
una grande dose di buon umore
ma dove?
"prova a non pensare,
agisci, ogni tanto
se ne sei capace"
forse con un etto di cioccolata,
panna montata,
una porzione di tirami su,
il morale sale
e l'umore pure
e te strega, te ne vai in sordina. | 

|
|
|
| t'accantono
nelle mosse del giorno
per lasciarti andare,
ma è nelle pieghe
del silenzio
che sento il peso
dell'attesa. | 

|
|
|
| non va bene
quella tinta alle pareti,
spostare i mobili
per poi rimetterli
nello stesso punto,
ed è stancante
togliere la polvere e lucidare,
collezionare cose ormai passate
in contenitori ingombranti.
-è pesante l'aria
tra le stanze
intrise di noia
elevata alla massima potenza-
a che servirà quella gonna
se non si ha
la maglia giusta da abbinare
e poi quel colore cosi scuro
non va bene,
butta tutto nel cestino
tanto, quante cose
puoi indossare
se di giorno si lavora a tempo pieno
e di sera a riposare
sdraiata sul divano a sonnecchiare
-svuoto tutto dal cassetto
questo a quello
e quello a questo-
tra i mucchietti da dar via
ogni tanto ci ripenso
questo è mio e me lo tengo
e lo metto in un cantone,
prima o poi gli trovo posto
e intanto butto il resto
-lascia stare quel corpetto
guarda, è liso e ti sta stretto
uffa, non mi sei di grande aiuto
cambia modo di pensare
sei antica e un po banale-
già, lo dico ogni volta
che le briglie vanno sciolte
che non serve rimuginare
ma volar di tanto in tanto,
nello spazio di un secondo
giusto il tempo di imparare
che è già bello respirare... | 

|
|
|
| scende,
non per eccesso
ma difetto
dell'inganno,
che solerte passa
tra le mani del destino
dopo aver compreso,
che nulla è vero
fin quando è già presente
nel passato
l'attimo di gloria già finito. | 

|
|
|
| brucia nell'oblio
l'ipotesi di reato
quando al dunque
s'affianca la conclusione.
nulla è andato
come avrei voluto
in quell'asse deviato
da moltitudini
di pensieri avversi.
forse è colpa mia
se nell'approssimarsi
di un aspettativa
ne assaporo
il gusto lascivo.
ma di amaro
resta il sapore in bocca
e lo sento ancora
il tradimento
di quelle idee
fuori concorso.
cosa è stato
di quel momento di grazia
quando nel pugno della mano
filtrava luce
e la musica m'accompagnava
in quel tango lento,
e quel calore
che ha invaso il campo
dove è andato?
forse disattento l'attimo
ha lasciato il tempo
di insinuarsi dentro
ma in che modo
è uscito allo scoperto.
non ha senso
il chiudersi della porta
se non c'è vento... | 

|
|
|
| osservo la neve caduta
pesa più di quanto sembra
quel piccolo granello
con la pala e col piccone
affondo la speranza di far presto
scavo, scavo, e il sudore scende
fa caldo anche se fuori gela
il vapore del respiro
appanna occhiali ormai rigidi
le gote rosse
le mani fredde
e il cuore batte forte
lo sento dentro il petto
pulsa quella vena sulla tempia
gli occhi arrossati
strizzano gocce di perle
punge quel velo bianco
come spilli conficcati nella pelle
sono stanca
di correre senza fare un passo
di perdermi nel vuoto
-fermati un istante!
lascia scorrere il tempo
la risposta sai che vien da sè.-
sembra facile guardare il panorama
e perdersi nell'istante silenzioso
tra le pause di un infinito viaggio
senza meta
eppure tutto è cosi faticoso
la schiena piegata dal peso
il collo indolenzito
e i pensieri che battono
come la testa di un martello
su chiodi da cantiere...
- sei solo stanca!-
ho voglia di camminare
senza lasciare solchi nel passaggio
nascondermi sotto morbida neve
ridere delle nuove forme
soffiare su rami innevati
e non pensare ad altro
ma tutto il resto è qui
che mi salta addosso
con quelle ore scandite
su un orologio grande
che colpisce il tempo
con toni minacciosi
- rilassati, hai bisogno solo di una pausa-
vorrei potere vivere di aria
dissetarmi col respiro
ed essere libera
di vivere senza obblighi
senza scegliere la strada
ma che la strada scelga me
sono legata ad un filo di piombo
che stringe la gola sempre di più
- non devi aver paura di scegliere
forse farai più strada,
forse troverai qualche curva in più
ma la stanchezza si scioglierà
come neve al sole nel momento
in cui ti troverai
in cima alla vetta della tua orma-
e continuo a toglier neve dalla strada
mi dispiace schiacciarla
renderla poltiglia grigia
è cosi bella bianca... | 

|
|
|
| pensieri malandrini
nello sguardo serio
di uno spettatore presente con il corpo
ma lo spirito vibra
assieme alle note della musica
dipingendo ghirigori
nello spazio infinito della fantasia
si perde l'immagine
in quegli occhi chiusi
concentrati nel profumo dell'abbraccio
la pelle appena sfiorata
dal respiro,
scaturisce
colpi all'anima
risvegliando emozioni
assopite
dimenticate nell'angolo più buio
dove la luce si rifiuta di entrare
senza avviso
eppure c'è vita
in quei discorsi senza voce
-chissà se senti le parole-
attraverso quel canale ignoto
alla realtà dei fatti
osservo l'andamento del tempo
musica della vita
contrastata da rumori inutili
che condizionano il passo
- restano là tra le labbra-
domande senza risposte
sguardi che ignorano
l'intensità del senso
bucano il vuoto i tuoi occhi
-ci sono ma non lo sai-
trasparenze quotidiane
invisibile quanto basta
per passar inosservati
nel mondo odierno,
le apparenze contano
- resta impigliata l'immagine di te-
e mi confondo in quella sensazione
enigmatica che cresce dentro l'incognita
prima o poi ne caverò il senso
in quelle cose che accadono
cosi all'improvviso
penetra la musica tra le costole
colpisce forte il petto
in quel colpo diretto al cuore
e danzano le muse dentro me | 

|
|
|
| duole
quel filo interrotto
-negli occhi travi di legno-
la gloria contempla la strada
forse, nei semi germoglia | 

|
|
|
| scivola il pensiero
nei nastri colorati al miele
nessun sguardo fottuto
oltre la soglia
s'incanta il fumo
nel vortice di una danza tribale
allo scintillar del sole
scarpe lucide in primo piano
accecano prede
l'occasione, da prendere al volo,
senza risvolti al cappotto
fa gola alla sciarpa intorno al collo
guanti di velluto accarezzano
labbra silenziose
occhi lucidi di sorrisi sbiechi
se la ridono sotto i baffi
-non ha prezzo-
aver imparato la lezione | 

|
|
|
| su quell'immagine riflessa nello specchio
scende un velo
confonde le orme delle onde
al passaggio della luna sulla sabbia
nel silenzio della notte evaporano
sogni incandescenti
gettati a caso tra le stelle
vibra nella gola quel suono rauco
passeggia lentamente
sulla schiena nuda
prende forma tra le dita
quel disegno astratto
profuma l'aria di libertà goduta
se ne impregna l'ora
ma dietro la facciata
quella spina muore
senza gocce di rugiada
ne scivola una stilla sulla terra
macchiandola di rosso
avanza il gelo dell'inverno
la brina copre il resto del tramonto
e l'alba vola
ha sciolto le ali nel suo canto
quel sogno rinchiuso dentro il tempo
ha graffi profondi nel suo petto
son solchi da colmare uno ad uno
è tempo di affilare quelle unghie
gridano vendetta contro il vento
al momento giusto un bel sorriso
e poi... affondano gli artigli sulla pelle
non aver paura;
sei morto dentro
ma lo nascondi pure alla tua ombra... | 

|
|
|
| resta quel colore da bacio
impresso nella mente
che accarezza la pelle
lentamente
- leccarsi i baffi col sorriso tra i denti
è il minimo-
sfuma a mano a mano quell'idea
invidiosa dell'ora piacevole,
non va sempre nel verso giusto
il verso
-colpa del tempo che passa-
non c'è rimedio all'attesa
nemmeno mangiarsi le unghie ristora
eppur sembrava certo l'incerto
mai dire ho vinto
prima di aver tutto nel sacco
-ma svuotarlo prima è meglio-
che senso ha dire "aspetta",
e poi non arrivare mai
con questo caldo
la cortesia evapora | 

|
|
|
| e sotto il ponte
il fiume in piena
riempie la distanza
non bastano sacchi di sabbia
a costringerlo al silenzio
rimbomba nel vuoto
il suo parlare
a decidere il momento
è l'ultima goccia
che nel pianto
o nel sorriso
sfida
quel che dentro avanza | 

|
|
|
| pensavo di averti qui
confinato nel pugno della mano
ma nell'aprir il palmo: il vuoto
colmo l'assenza
con dolce e salato
lasciando un solco nel passaggio
tra i perché incisi nella mente
mi scrollo il silenzio dalle spalle
sbaciucchiando gatti generosi
che nelle cosce arrotano gli artigli
lasciando il segno
nessun dolore dentro
perché non ha senso
versare lacrime per quel nulla
che spesso hai donato nei ritagli
di quel tempo diviso in frazioni di secondi
da usare in relazione al momento
piatto è l'attimo
che sepolto dalla neve
aspetta l'aria del disgelo
corrono i cani sull'asfalto imbiancato
se la ridono abbaiando
al freddo e al silenzio
-e scrivo, di getto
quel che passa dentro-
parole di carta straccia
accendo nel camino
tra la cenere di ieri
e riscaldo l'ossa
in quel tiepido calore
il sole scioglie il ghiaccio
sopra i tetti
goccia a goccia scende
come lacrime d'attesa
forse nella pioggia
trova il suo riposo. | 

|
|
|
| nel passato
ho gettato semi
nella terra arida
senza saperne la fine
qualcuno forse
li avrà calpestati
e avrà riso di quel gesto
ma nulla è dato di certo
finché ci sarà luce
a scaldarne il senso
quelle stille
versate lungo il cammino
avranno colmato il vuoto
lasciando spazio ai pensieri
qualcosa si sarà salvato
forse
e all'attimo si sarà aggrappato
tanto per non restare solo
nell'infinito
nelle notti solitarie
ascolto il canto delle civette
e alla luna confido i mie silenzi
se ne prende cura
come se fossero suoi
un lupo vaga senza meta
nel buio dei suoi misteri
quel che ne sarà poi
solo il tempo riuscirà a dirlo
per ora
c'è solo confusione intorno a me | 

|
|
|
| perchè?
rubare attimi
alle ore tranquille
per continuare il gioco
iniziato per caso in un giorno
quando la pioggia cadeva
su vetri appannati
la noia?
eppure, continuano i sogni
in quel cammino su strade bagnate
le buche rispecchiano il vuoto
che a sera riempie la stanza
riscalda il respiro
in quell'unica ora che vive
incurante dei segni che restano dentro
parallela la vita su quel binario
avanza senza fermarsi
perchè?
rubare attimi
ad un presente assente
per sentirsi al sicuro
protetti
dal buio che copre il pensiero
in quella via senza uscita
sarebbe opportuno lasciarsi andare
a quel sentimento rinchiuso
"ma la scelta non m'appartiene"
perchè?
che senso ha, scegliere
se nessuno chiude la porta
tutto resta incompreso
perfino al fato
quello che si sente
non si ascolta, si vive il momento
a portata di mano
in quell'unico tempo
quando si ha voglia di qualcosa
di buono, di dolce
lo assapora il palato
lo incorpora dentro
e si va avanti
con nuova energia
più allegri, più belli
perchè?
quel brivido dentro
non chiedere mai
se non si è pronti
a sentir risposta | 

|
|
|
 | l'odore pungente
del mio cuore putrefatto
si perde
in questa landa desolata
deformando la mia anima,
pioggia incessante
continua a scendere dal mio viso
e nella mente vorrei annegare
il tuo nome.
il corpo rigetta il ricordo
non resta niente
solo amaro in bocca
ho perso le parole
davanti all'ultimo
tramonto, quando ...
per un istante...
il calore tuo
mi ha abbracciato...
e nell'attimo in cui
ti ho amato
la notte mi ha ingoiato... | 

|
|
|
| svanisce l'estate
nelle ombre confuse del bosco
e tra le foglie cadute
smarrisce l'orma,
nessun suono al passo
felpato del lupo
non ulula più
al cospetto della luna
- l'ha abbandonata sul monte-
piccoli granelli di sabbia
caduti dalla mano
si confondono
in gocce di nebbia
su spine di rovi
- son finite le more-
intrappolato è il tempo
nei capelli scompigliati
dal vento
e in quel sussurro
s'intrecciano i ricordi
ormai divenuti polvere
malinconica
- una seconda pelle-
non si riconosce più
la semplicità
dei pensieri genuini
in quel profilo altero
s'ammaina lo sguardo
-solo rami spezzati-
rapisce la notte
l'ultimo barlume
di solitudine e nel buio
si perde la traccia di te... | 

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