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Le #parole nelle poesie
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Raccolte di poesie Raccolte di poesie
Regina dei cuori di Ausilia Giordano
Il Codice del Cielo di Franco Scarpa
Semplici note olfattive di Laura Sensoli
Cosa hai fatto del tuo paradiso? di Arelys Agostini
M’affaccio alla finestra di Alberto De Matteis

SpiegaPoesie riproposte
Fiori gialli di Paola Pittalis
Pontifex di Stefano Acierno
Come fossili di Paola Pittalis
Per terre senza voci... Per nomi senza croci di Vito Rizzuto
Un cavallo e un vecchio contadino di giuseppe gianpaolo casarini
Quelle cartoline di giuseppe gianpaolo casarini
La tea e il bamboo di Paolo Morganti
Nella memoria di Laura Sensoli
Esempio e segno di speranza di giuseppe gianpaolo casarini
Soldato di Stefano Acierno

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Da quand'è Giomiri

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Trovati 308 commenti di Franco Scarpa

Commento n° 308
«La poesia "Luglio" è un piccolo incanto visivo: spighe e papaveri che danzano, colori che si accendono e si spengono come un respiro, finché una farfalla azzurra — epifania lieve — trasforma l’osservatrice in parte viva del paesaggio. È l’istante in cui la natura non è più contemplata, ma riconosce e abbraccia la poetessa, facendola sentire regina del suo mondo fiorito.»
Inserito il 13/07/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Luglio" di Stefana Pieretti  

Commento n° 307
«Questa poesia si costruisce attraverso immagini che non descrivono la realtà, ma la evocano: un fiore- simbolo che diventa voce, sogno e fragile miracolo. Il silenzio assume una consistenza quasi concreta, mentre il violino esprime la vibrazione più profonda dell’anima. L’immagine della disumanità immersa nella neve introduce un’improvvisa nota di gelo e smarrimento. Nel complesso, il testo crea un intenso paesaggio interiore in cui natura, musica e freddo dialogano tra loro, mentre l’io poetico cerca di custodire ciò che rimane di luminoso e vitale.»
Inserito il 12/07/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Sussurrami o fiore" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 306
«Il valzer del labirinto è una poesia che riflette sulla complessità dell’esistenza, rappresentata come una danza affascinante ma anche incerta. Attraverso immagini ricche di contrasti, la poetessa descrive la vita come un equilibrio continuo tra gioia e dolore, speranza e disillusione, bellezza e sofferenza. Il messaggio finale invita ad accettare il mistero dell’esistenza e a viverla con coraggio, riconoscendo che proprio dalle difficoltà nasce il valore più autentico della vita.»
Inserito il 29/06/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Il valzer del labirinto" di Antonietta Angela Bianco  

Commento n° 305
«La poesia Sottobraccio con la luna delinea un intenso itinerario interiore, nel quale la voce poetica affida alla luna e al sole la custodia delle proprie emozioni più profonde. La luna si fa scrigno della memoria, della confidenza e della complicità, mentre il sole diventa la fiamma capace di ordinare e trasfigurare le «stravaganze dello spirito». I versi accompagnano il lettore dalle emozioni interiori a una visione più ampia e serena della vita, fino alla preghiera conclusiva, dove gli «atomi accarezzati» rappresentano l’armonia tra l’essere umano e l’universo. La poesia trasmette così un senso di pace, di spiritualità e di amore autentico, aperto a tutti.»
Inserito il 27/06/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Sottobraccio con la luna" di Ausilia Giordano  

Commento n° 304
«In questi versi si sente il peso di un freddo che non appartiene solo all’inverno, ma ai giorni difficili dell’anima. Eppure, tra le immagini più dure, emerge un gesto di luce: accendere il sole, uscire comunque, respirare ancora. È un segno che la vita, anche nei momenti più fragili, continua a cercare spazio. La poesia diventa allora un modo per non restare soli nel gelo, un ponte verso chi legge, un invito silenzioso a riconoscere che ogni cuore, anche quando trema, conserva una sua forza segreta.»
Inserito il 27/06/2026 da Franco Scarpa alla poesia "In un giorno di freddo la depressione" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 303
«La poesia crea un ponte delicato tra memoria e vissuto, dove la rosa bianca diventa una presenza sensoriale della persona amata. Le sinestesie, le immagini lunari e il tono elegiaco mantengono il testo in una sospensione luminosa, lieve e intensa. Il ritmo è lento e meditativo, e ogni verso tenta di colmare l’assenza trasformandola in profumo, luce e simbolo: la rosa diventa così un varco del ricordo, il luogo in cui la memoria sembra farsi materia. Nella chiusa, con “il buio della notte danza il profumo del tuo amore”, il buio si trasforma in movimento e vita, una memoria che continua a vibrare nel silenzio.»
Inserito il 27/06/2026 da Franco Scarpa alla poesia "La rosa bianca" di Stefana Pieretti  

Commento n° 302
«La poesia sembra nascere da un bisogno autentico di quiete: il silenzio diventa un luogo in cui ritrovi luce, misura e respiro. Colpisce il contrasto con il rumore, che appare come qualcosa da cui prendere distanza per proteggere la propria interiorità. La chiusa dà l’impressione di una verità conquistata con esperienza più che con teoria.»
Inserito il 25/06/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Il Silenzio è Quiete" di Ausilia Giordano  

Commento n° 301
«La poesia trasforma una serie di cancellazioni culturali in un atto di resistenza: ogni verso registra una voce spenta e la rilancia come protesta quieta ma determinata. Il ritmo spezzato e le immagini dure del “potere” creano un contrasto netto con il bisogno di libertà che attraversa il testo, rendendolo un gesto civile più che politico. Riguardo a questi provvedimenti, credo che la libertà richieda equilibrio: dare spazio a tutte le voci, senza sbilanciamenti. Forse alcune sospensioni sono state motivate dall’idea di tutelare l’ecosistema culturale e informativo, ma resta essenziale che nessuna parte venga oscurata.»
Inserito il 25/06/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Cancellazione del potere" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 300
«La poesia si costruisce attraverso immagini rapide e simboliche, simili a frammenti di un sogno che emerge dal silenzio. Ogni verso unisce natura e interiorità, creando un linguaggio evocativo: il vento della neve, il silenzio del mare, il coraggio del sole. In questo flusso visionario irrompe la malattia, unica nota aspra che accresce il desiderio di luce e rinascita. La chiusa, con la notte che sfila davanti alla porta della vita, suggerisce un continuo passaggio tra ombra e speranza. Nel complesso, il testo diventa un breve viaggio nell’immaginazione, dove il silenzio apre a una dimensione più profonda dell’esistenza.»
Inserito il 18/06/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Chi tace vola nei sogni" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 299
«Il madrigale apre una scena crepuscolare in cui la natura riflette l’interiorità. Il sole che si nasconde e l’ombra che avanza creano una lieve malinconia, accompagnata dal canto solitario del grillo, che diventa pausa e richiamo. Su questo sfondo si apre il pensiero: l’orizzonte interiore mostra una stagione dolorosa, ma l’incubo svanisce e lascia spazio alla consolazione. La chiusa illumina il percorso: il canto del grillo si fa dolce perché l’amore, saldo e reciproco, rassicura e dà misura. Il testo mette così in luce la forza dell’amore autentico, capace di rischiarare le ombre e restituire armonia al cuore.»
Inserito il 18/06/2026 da Franco Scarpa alla poesia "I raggi il sole asconde dietro i monti" di Alberto De Matteis  

Commento n° 298
«Questa poesia è un delicato canto del quotidiano che, attraverso immagini semplici e luminose, esprime un messaggio profondo di armonia e di pace. La regolarità del settenario conferisce ai versi una musicalità naturale e scorrevole, mentre la successione dei diversi momenti della giornata assume un valore simbolico, rappresentando le tappe fondamentali dell’esperienza umana. Il linguaggio, limpido ed essenziale, rende il testo immediato e ricco di significati. Nel suo insieme, la poesia invita a riscoprire la bellezza delle cose semplici e a riconoscere nella vita quotidiana il fondamento di una pace autentica e universale.»
Inserito il 12/06/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Il sole è già nel cielo" di Alberto De Matteis  

Commento n° 297
«La poesia ritrae Marjane Satrapi come una donna ferita ma indomita, capace di trasformare il buio dell’Iran in luce attraverso il disegno. Le immagini della matita libera, del volto senza velo e del cuore “scucito di patria” condensano la sua vita di esule e testimone. E il suo lascito più grande è ricordarci che anche una semplice matita può diventare un atto di coraggio, un modo per restare umani in un mondo che spesso tenta di spegnerci.»
Inserito il 04/06/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Marjan satrapi" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 296
«La poesia “Donna” è un omaggio alla femminilità nelle sue diverse forme: fanciulla, sposa, madre, creatrice. Le immagini naturali costruiscono un ritratto luminoso in cui fragilità e forza convivono. Colpisce la volontà di riconoscere la complessità silenziosa della donna, presenza che sostiene, nutre e crea senza clamore. È un invito a guardare con gratitudine ciò che troppo spesso passa inosservato.»
Inserito il 04/06/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Donna" di Stefana Pieretti  

Commento n° 295
«"Il ritorno del verde" mostra la rinascita come un fatto interiore: non è la primavera a cambiare il mondo, ma il ritorno di una presenza capace di riaprire il cuore dopo il gelo. La trasformazione autentica è lieve, non clamorosa: nasce da una luce che cura, da un calore che non si impone. La rinascita diventa così relazione: si fiorisce insieme, custodendo fragilità e attesa come un seme che cresce nel silenzio. Ogni nuovo inizio richiede innocenza e disponibilità, e il “tu” diventa ciò che orienta il cammino e restituisce futuro.»
Inserito il 07/04/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Il ritorno del verde" di Antonietta Angela Bianco  

Commento n° 294
«La poesia crea un’atmosfera intima attraverso immagini morbide e sensoriali che non descrivono in modo diretto, ma evocano emozioni e suggestioni, lasciando al lettore la sensazione di assistere a un incontro che vibra più nel non detto che nel detto. Brividi, sguardi e silenzi diventano il linguaggio autentico dei due amanti, mentre i versi scorrono come frammenti emotivi nel tentativo di cogliere l’intensità di un sentimento nascente. Ne risulta un testo che colpisce per delicatezza e per la capacità di suggerire più che spiegare.»
Inserito il 07/04/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Brivido di noi" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 293
«Una poesia intensa e luminosa, che trasforma la Pasqua in un vero canto dell’anima. Nei suoi versi il Cristo Risorto appare come luce che supera ogni ombra, come alba eterna che vince il silenzio del sepolcro e restituisce senso al dolore umano. È bello come il testo unisca la gloria della Resurrezione alla memoria viva della Passione e della Croce: perché qui la rinascita non cancella la sofferenza, ma la trasfigura in speranza. E proprio in questo sta la sua forza più profonda: ricordarci che la luce di Cristo non illumina solo il cielo, ma può rinascere anche dentro di noi, là dove il cuore attende ancora consolazione, fede e vita nuova.»
Inserito il 05/04/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Nella Luce del Cristo Risorto" di Ausilia Giordano  

Commento n° 292
«"Alba di pace" è una poesia che riporta la Pasqua alla sua verità più nuda e più umana: non il clamore del trionfo, ma il tremore di una rinascita. Parla a chi custodisce ferite, a chi abita il silenzio di un sepolcro interiore, e sussurra che la luce non irrompe sempre come prodigio, ma spesso nasce piano, nel lavoro umile e ostinato del ricomporsi: raccogliere i propri frammenti, farne vetrata, lasciare che la vita torni a passarci attraverso. La sua bellezza sta qui: nel dire che la speranza non nega il dolore, ma lo attraversa, lo abita, lo trasfigura. E che ogni rinascita è un gesto d’amore contro il tempo, un fiore che osa sbocciare tra le spine, con lo sguardo rivolto al cielo.»
Inserito il 05/04/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Alba di pace" di Marcella Usai  

Commento n° 291
«“Pioggia di un silenzio” è un testo che vive di immagini che scorrono sospese, dense di malinconia e attraversate da un’intimità profonda. La poesia apre un varco tra memoria e rivelazione, dove il dolore si fa luce e il silenzio assume il peso di una presenza sacra. La forza del componimento sta nella sua atmosfera: un autunno interiore che non descrive soltanto, ma morde e palpita. Ogni verso tenta di sfiorare l’infinito attraverso la fragilità umana, dando vita a un canto sommesso e intenso, in cui la parola cade come pioggia e, nel cadere, rivela la sua bellezza.»
Inserito il 16/03/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Pioggia di un silenzio" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 290
«La poesia traccia un ritratto d’amore fatto di luce, delicatezza e memoria affettiva. Il “tu” evocato non è soltanto una presenza, ma una forza che continua a scaldare e profumare l’anima attraverso immagini naturali come aurora, rugiada, viole, luna e stelle, capaci di trasformare i gesti quotidiani in piccoli incanti. Ogni strofa aggiunge una sfumatura sensoriale che rende l’amato una sorgente di bellezza interiore, capace di accompagnare il giorno e di riaffiorare nei sogni. La chiusa, con i “cesti di stelle”, suggella un legame intimo e luminoso, uno spazio del cuore dove l’amore continua a brillare.»
Inserito il 05/03/2026 da Franco Scarpa alla poesia "In quell’angolo del cuore" di Stefana Pieretti  

Commento n° 289
«La poesia ritrae l’amicizia come un riparo caldo e vibrante, capace di trasformare il buio in uno spazio abitabile. Le immagini del mare, del vento, dell’autunno e delle rondini costruiscono un paesaggio emotivo nel quale i compagni diventano un sostegno concreto, “nodi del mare” che tengono insieme e scaldano i pensieri d’inverno. Il testo alterna fragilità e protezione, lasciando emergere una gratitudine quieta: l’amicizia non solo consola, ma salva, come una risacca che restituisce respiro e parola.»
Inserito il 05/03/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Insieme" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 288
«La poesia mostra con chiarezza come un semplice cambiamento di verbo possa trasformare radicalmente il modo di percepire se stessi. “Ho valore” appartiene al territorio fragile del possesso: un ambito fatto di tasche, oggetti e del timore costante di perdere ciò che si ha. “Sono valore”, invece, apre uno spazio più ampio e radicato, in cui il valore non si misura né si accumula, ma si respira. Le immagini rendono tangibile questa metamorfosi interiore, che trova compimento nella chiusa, dove il testo afferma con limpidezza la libertà di scegliere dove abitare: nel pugno chiuso dell’avere oppure nel petto aperto dell’essere.»
Inserito il 05/03/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Il verbo che cambia" di Marcella Usai  

Commento n° 287
«Questo madrigale è un racconto poetico, scritto con un tono affettuoso e vicino, dove il gesto della cura diventa il centro simbolico di tutto il testo. In poche strofe riesce a creare un equilibrio tra ciò che viene narrato e ciò che viene evocato; tra il ricordo e il presente, tra la fragilità della vita e la forza che nasce dallo stare insieme. L’amore è descritto come un cammino condiviso, fatto di attenzioni quotidiane e di passaggi attraverso le diverse “stagioni” dell’esistenza. La voce che lo racconta è limpida e ricca di sfumature: sa unire la delicatezza del sentimento con la complessità del mondo, trasformando un momento intimo in un’esperienza universale.»
Inserito il 16/02/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Vorrei coprir di fiori il tuo passaggio" di Alberto De Matteis  

Commento n° 286
«La poesia presenta la parola come una forza primordiale che dà forma al mondo. Le immagini mostrano un atto di vita che attraversa il buio senza negarlo, trasformandolo in esperienza. Il sacro e il quotidiano si intrecciano: nasce un gesto di cura, un miracolo silenzioso che custodisce ciò che è fragile e luminoso nell’esistenza e costruisce un piccolo universo simbolico dove vita e linguaggio si fondono, dove il quotidiano diventa sacro e il sacro diventa umano. È un testo che non vuole convincere, ma toccare.»
Inserito il 15/02/2026 da Franco Scarpa alla poesia "La poesia sorride alla vita" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 285
«La poesia delinea una poetica della misura e dell’ascolto. La voce che parla rifiuta il clamore e sceglie la delicatezza come forma di forza: la parola è “voce lieve”, “acqua chiara”, “lume che basta”. È una poesia che rivendica la dignità del poco, la forza silenziosa di ciò che non ha bisogno di imporsi. Il testo oppone la complessità al rumore, il dubbio alla semplificazione, il silenzio al grido del mondo. Ne nasce un’idea di scrittura come gesto etico: attento, umile, resistente. Un canto sommesso che non cerca applausi, ma verità.»
Inserito il 15/02/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Saremo" di Marcella Usai  

Commento n° 284
«“Ali di Pensieri” è una poesia attraversata da movimento, luce e memoria: celebra la natura errante del pensiero e dell’amore, la loro capacità di trasformarsi in immagini, suoni e ricordi. L’immagine del pensiero come creatura alata — fragile, luminosa, instabile — diventa il filo conduttore del testo, evocando un sentimento che continua a volare anche quando sembra lontano. Il finale, con le “fessure aperte ad un pensier d’amore”, aggiunge la nota più intima: non una porta spalancata, ma spiragli, segno di un cuore che non si chiude e si lascia attraversare con una disponibilità silenziosa e autentica.»
Inserito il 15/02/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Ali Di Pensieri" di Adele Vincenti  

Commento n° 283
«La poesia esplora il confine tra passato e futuro, usando gennaio come simbolo di una soglia in cui ciò che è stato e ciò che deve ancora nascere si incontrano. Il passato appare come una traccia che continua a nutrire, il futuro come materia da plasmare con desiderio e coraggio. Nel punto in cui ricordi e aspirazioni si mescolano, il peso dell’esperienza si trasforma in slancio e l’idea di domani che emerge non procede lungo un percorso già tracciato, ma si configura come un processo aperto, generato dal movimento stesso dell’esistere.»
Inserito il 08/02/2026 da Franco Scarpa alla poesia "L’impronta del domani" di Antonietta Angela Bianco  

Commento n° 282
«La lirica si configura come un rito di trasformazione in cui le immagini naturali diventano simboli interiori. Il foglio che cade nel fiume rappresenta l’abbandono di ciò che pesa, affidato a un’acqua “verde come la speranza”, segno di rinascita. La natura non è semplice sfondo, ma parte viva dell’esperienza emotiva, luogo in cui la parola prende forma. Ne emerge una forza resistente, capace di custodire lo stupore e difendere la bellezza del futuro, anche quando il silenzio sembra prevalere. Il finale si concentra in una visione essenziale, una “briciola sospesa d’infinito”, dove amore, dolore e silenzio si fondono come spazio di rivelazione.»
Inserito il 08/02/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Cade il foglio là dove scorre l’acqua del fiume" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 281
«Questa poesia si muove su una soglia sottile, dove lo spirito precede la materia. L’immagine iniziale apre uno spazio sospeso, in cui l’identità è ancora intenzione e possibilità. Il corpo appare come un disegno in formazione, una costruzione simbolica che unisce fragilità e funzione. La tensione tra corpo e anima è resa con forza: il corpo “crede di guidare”, ma segue un sogno antico. Cicatrici e gesti diventano linguaggio, tracce di ciò che non abbiamo detto ma che ci abita. L’idea finale illumina tutto: la vita è un processo di riconoscimento, un ritorno a ciò che ci ha preceduti, che ci ha immaginati prima ancora che esistessimo. È una conclusione che apre e lascia un senso di mistero, continuità e appartenenza a qualcosa di più grande.»
Inserito il 08/02/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Dove il silenzio diventa spalla" di Marcella Usai  

Commento n° 280
«Emerge una voce che non descrive la scrittura, ma la invoca come gesto di sopravvivenza. La poesia respira in modo lento e circolare: inizia con ‘scrivere’ e ritorna a ‘scrivere’, trasformando l’atto creativo in un ciclo vitale. Le immagini — la luna accarezzata, le stelle raccolte, il profumo dei fiori, i colori del cielo — non sono ornamenti, ma estensioni dell’interiorità. Così, con un tono dolce e limpido, il testo afferma che la poesia è un modo di restare vivi.»
Inserito il 20/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Nel respiro dell’anima" di Stefana Pieretti  

Commento n° 279
«La poesia trasforma la protesta dei giovani iraniani in un simbolo universale di libertà negata. Le immagini dei “fiori” spezzati rendono visibile la fragilità della vita e la violenza che la soffoca. Il contrasto tra luce e buio, pace e morte, crea un’atmosfera di lutto collettivo. Nel finale, la poesia stessa diventa vittima e testimone: un soffio appeso alla forca, ma ancora capace di dire la verità.»
Inserito il 16/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "I ragazzi e le ragazze dell’iran" di Pierfrancesco Roberti  

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