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Le 38041 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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 | Fisso è lo sguardo
dove son sepolti i sogni
chimere astrali
le giostre della sera
roccia contro roccia
non muta la vita
ma sgorgano lacrime di pianto
a commuovere l'anima avvolta dall'oblio
nell'altalena inquieta
si quieta
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 | La mente no è
sana, se non é sano il corpo;
ciò che appare solido e tangibile
al nostro tatto; è l’unico campo di
coscienza, come si conclude l’anno?
Ritornare come prima, per tutti
c’è la provvidenza.
La
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 | Ritmando pensieri.
Unisono di fruscii
nel ventaglio di tempo che vibra
due anime.
Un rullo sordo,
spietato e caldo,
tambureggia cuori,
strusciando nei battiti.
Suona di noi,
crescendo dall'ombra
l'inconscio eccitato,
pulsando
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vagano
fluttuano aleggiano
liberi sospesi insospettabili
scheletri mai sepolti ancor vivi
sogni non vissuti
anime
anime frustrate ribelli
mai grate
mai sazie
e
quando s'allunga il tempo della vita
percepisci l'odore
il sentore stantio
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Siamo vittime di sistemi
vili appaiono livellati e sani
danno illusioni e pianto
dai piani originano il vanto
Promettono e omettono di netto
appaiono uomini privi di difetto
vogliono, senza chiedere niente,
e tu, precario grande è
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Andremo a passi lenti dove noi fummo amanti,
e scorreremo pensieri mai scordati
fino a trovarci in cima,
a volteggiare con venti moribondi,
in cerca dell’angolo dove tu nascondi,
e piangi con pudore, l'infedeltà goduta.
A passi lenti, un
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L’erba è tornata a brillare sotto le stelle di brina
un assolo di pianto
la melodia del Natale
mi sta stretta l’aria di festa .
Era così bello l’odore dei mandarini sul fuoco
era così semplice giocare alla mamma
la bambola
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 | Fascino nell'ignoto
che dietro spigoli
risplendono mille soluzioni
per un mondo nuovo...
in venti di tramontana
spazza il conosciuto
oltre il tessuto mai reciso
affidato ad antiche leggende
nascoste da carte
mai violate...
diviene ormai
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| Scivolano pigre le ombre
si scambiano furtive
allungano e stiracchiano
della stanza hanno il possesso
del buio son padrone
per poco ancora.
Tra poco l'alba
accenderà i colori
divorerà fantasmi
dissolti al primo lumicino
e
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 | Nel racconto del mare esiste, esiste una voce
pettegolezzo continuo tra profondità e cielo.
Immaginate un tempo: impressionante pensiero
[ clessidra celeste, viola e speranza ].
Perfettamente uguale, perfettamente distante
d’infiniti inversi
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Plana tranquillamente tra la fretta e il rumore,
l’anima trova pace nel silenzio che fugge,
sorriso veritiero e chiaro,
scolpisce nel cuore...
limpido rapporto d’amore.
Non paragona pensiero agli altri,
rischia di far crescere orgoglio e
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 | Sballottata tra le forme,
separate dalle une alle altre,
non è solo pelle sensibile.
E' timpano d'estasi.
Tuona sotterranea,
amplificando le allusioni
trasformando per raccontarlo
quello spazio azzurro.
Nella partenza di nuove
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Ricorderò questo respiro,
il dolore dentro al petto
che batteva nubi nere
e la pioggia che scendeva
Sarà un addio veloce,
un fuoco dentro al cuore
che lascerà mattine
ed un dubbio sulla porta
La strada mai assopita
che
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Come lontana sei
sullo sfondo d'un cielo terso
troppo azzurro
lontana come i sogni belli
Sei un miraggio
lontano dalla mia vita
vivi
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 | Si accomiata il giorno
a seguire il buio silenzioso,
in un cielo senza stelle
sperduto spazio dell'Universo
non c'è traccia
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Culla, l'infante assonnato
sotto quell'olmo
tra le spighe di un prato,
veglia i suoi fragili sogni
sorretti dallo sbatter d'ali
di un volo di cigni,
di questa ninna nanna
non rimarrà che un vago
ricordo degli occhi di mamma.
In
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 | Nubi basse e cupe ammantano
tutt'intorno senza parsimonia,
tiepido calore ancor trasportano
nell'intreccio ardito della dolce sinfonia,
in quest'ideale sempre più spartano
messaggi accattivanti in fila invia
e tu uomo popolare sei sempre
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 | Ho voglia di Babbo Natale
Ho voglia di chi sa donare,
ascolto le renne che stanno arrivando
ascolto in Natale che mi sta pensando,
lo vedo all'orizzonte
dietro quel bel monte,
piccolo piccolo si vede in lontananza
ma già il cuore batte
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| Sera. Già è la vigilia d' un Natale
sotto un cielo sereno. Ma dal lago
d' intorno si diffonde un umidore
che si stende sugli alberi e il selciato.
Piazza Marconi è accesa dai lampioni
la luce si diffonde
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| E tutta la vita s'ingombra
del tuo canto infelice
che parte per lidi
ove il cuor s'impasta e s'adombra
nel
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 | Chi l’ha detto che l’inverno
è un vecchio generale,
dal viso burbero e scontroso,
di carattere freddo
che rende gelido il cielo?
L’inverno, a parer mio, è un giovane:
aitante, forte e bello!
tiene in cuore la primavera,
custodisce i
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Seduto in silenzio,
mi trovo a guardare,
l'eterno orizzonte,
tracciato dal mare.
E spesso mi chiedo,
guardando là in fronte,
che mai potrà esser,
oltre a quelle onde.
Forse dall'altra,
parte del mare,
ci sarà un altro
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 | Le rughe di second'ordine
quelle subdole e nascoste
quelle no, non perdonano
ti prende a tradimento una fitta dolorosa
- cavallo di Troia autobiografico
si potrebbe – chissà – alzare una difesa
muraglia anestetica
che addormenti le
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 | Affossato nel mirino di un discorso,
non tremi più di me,
cromato d'azzurro.
Manipolato ad arte,
nel blocco di note,
prendi il tempo rosa
di una porta.
Un pianto di spine nel gusto
visualizza il ritiro
del tuo corpo
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La mia penna ora è libera
deposta in attesa di risposte,
calici colmi di stelle e nero barbera,
rosso in volto e facce toste
Tempo di cambiare mi giunse tra le mani
e cercando vidi nel buio un pensiero
tra scartoffie di saggi umani e risi
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Non è più tempo di gioire della pioggia
Di lasciare impronte sulla sabbia di nuvole che non si incontrano
Scrivere su arcobaleni lettere macchiate di inchiostro che raccontano di favole senza morale
Non c'è più tempo da
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Anche se
quell’ambiguo acquario
era ermeticamente sigillato,
insopportabili vagabondi emotivi
e ignoranti escursionisti curiosi
sostavano ammutoliti come ebeti
criticando la peculiare natura
dello spirito squadrato.
Nessuno del corteo
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Venti dolenti
s'intrecciano ai rami
dei fieri olmi
sbiancati da una pallida luna.
Note d'angoscia
echeggiano
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Segregato tra le inferriate
contrappeso costante
ove l’opacizzato
non si mortifica
e sgradevolmente
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 | Si veste di rosso il cielo
ammantato di vaporosi volant
che multiformi moltiplicano:
corona di nuvole
Nell'immenso tanto mistero
Il rosso dissolve
d'un tratto si attenua
è pronto il Sole
Si prepara la chiusa
Col naso
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 | L'essere d'autunno ricoperti
mescita di piogge sterili
che il viburno
tappezza d'arie il ruggine
in raggi che colorano
tramonti spenti...
Tumida nebbia precede il gelo
da troppi coltivato
in serre oscure
ma incombe per qualcuno
chi ha
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38041 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 13051 al n° 13080.
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