2 novembre 2012
Mi accolgono i cipressi alti del viale con le cime verdi nel cielo grigio di novembre; nuvole cariche di pioggia minacci…
Mi sembra sia passato tanto tempo da quel lontano 5 aprile del 1955, tanto tempo eppure a volte mi sembrano così vicini ricordi, immagini, sensazioni. Sono nato in un caldo paesino del nostro sud, Matinella, in provincia di Salerno, vicino al mare, nei pressi di Paestum e del Cilento. Ero un bambino intelligente, riflessivo, sensibile, timido, e ho dovuto combattere tanto per sconfiggere la mia timidezza. Ce l'ho fatta, con l'aiuto della musica, la mia grande passione, oltre alla scrittura; esibirmi in pubblico, cantare e suonare, mi ha aiutato a vincere imbarazzi e paure. All'età di 19 anni il grande trasferimento: Firenze, l'Università, Facoltà di Lettere e Filosofia; la laurea, poi il ritorno giù al sud, e poi il definitivo trasferimento di nuovo a Firenze, dove vivo e lavoro ormai da tanti anni. La mia passione per la poesia è abbastanza recente; avevo scritto qualcosa già da ragazzo, ma ora è completamente tutto cancellato, non c'è più traccia di quello che avevo scritto allora; ho ricominciato all'inizio del nuovo millennio nel quale stiamo vivendo e la mia passione è andata via via crescendo. Non mi sono mai definito un poeta, ma solo una persona alla quale piace mettere sulla carta le proprie sensazioni; le mie composizioni sono spesso autobiografiche, parlano di me, della mia vita, del mio passato, delle mie emozioni, delle mie gioie e delle mie lacrime. Sono molto sensibile ai temi sociali, che tratto spesso nelle mie opere (razzismo, violenza sulle donne e i bambini e in genere sulle persone più deboli della nostra società), e grande parte ha anche l'amore, un amore spesso nostalgico, sentimentale, perché, forse come tanti, tendo a scrivere molto di più nei momenti tristi che in quelli gioiosi della vita.
Mi accolgono i cipressi alti del viale con le cime verdi nel cielo grigio di novembre; nuvole cariche di pioggia minacci…
Sorriso spento sulle labbra esangui, sangue vivo sui vestiti laceri, un ultimo sguardo al sole capovolto, il cielo
Cos'hai visto, bambina dal cappotto rosso? Cos'hai sentito, bambina dal cappotto rosso? Cosa ti hanno fatto, bambina dal
Stringevi forte quella mano, quella mattina; quella mano che tante volte ti aveva accarezzato, dato da mangiare, messo a
Bandiere rosse nella polvere, calpestate, oltraggiate, strappate da orde di barbari e da sciamani improvvisati col ghign…
Sembrava guardassero anche me i cipressi del Carducci, e che ondeggiando alla brezza che venìa dal mare si
Ho visto bambini giocare tra sterpaglie e spazzatura, piangere tra cumuli di disperazione e abbandono, ridere nei giroto…
Ne ho visti tanti di occhi per la strada, occhi impauriti, occhi con dentro la dolcezza di chi aspetta una
Quale dolore albergava nel tuo petto poeta e musico valente Orfeo, tu che di Calliope eri figlio e di lei avevi voce ed
Osso di seppia scarnificato dal tempo e dalle onde steso al sole sulla rena morbida e bagnata, retaggio di un tempo che
Quando le mie gambe non ce la faranno più a salire fin quassù, per toccare il cielo con un dito, per
Dormi. Veglierò su di te tenendo le mie mani sui tuoi occhi chiusi perché la luce non li possa
Parole a grappoli come fogli di carta al vento si infrangono su pareti di pietra lavica grigia scura come il cielo di
Fiori gialli sparsi sull'asfalto intriso di sangue rosso vivo, sangue di donne pugnalate, sfregiate, violentate,
Potessi un giorno sollevar lo sguardo dalle miserie e dagli orrori quotidiani di una umanità ingorda di ricchezze…
Sentire il peso, le spalle piegate da sole, vento e pioggia, il sorriso spento da cumuli di orrori sparsi in ogni
C'è un punto dove l'azzurro spumeggiante e impetuoso del mare incontra l'azzurro etereo e impalpabile del
Ci ritroveremo un giorno tra le brume dense di una strada di campagna a percorrere a ritroso i nostri passi
Volavo un tempo quando la gioia illuminava il mio volto di bambino. Mi alzavo in volo chiudendo gli occhi e
Sottile inqiuetudine pervade la mia anima, ansie irrefrenabili scuotono il mio corpo intorpidito da giorni opachi senza
Le urla, là in cucina. I colpi, là in cucina. I pianti, là in cucina. Ti tappi le orecchie con le
Lentamente scivola via come i pattini sul ghiaccio, senza scosse, senza sussulti, ma con la fredda indifferenza e
Foglie gialle sparse sulla strada bagnata, lacrime di pioggia sul mio volto triste, un pallido sole accarezza il corpo e…
Un pallido sole autunnale filtra tra persiane semichiuse e sprazzi di cielo azzurro illuminano pensieri senza
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