A vele spiegate
A vele spiegate verso mari sconosciuti non mi sovviene la partenza né spero in un ritorno. Sento solo il rullio
Sono una donna come tante che lotta tutti i giorni come una donna qualunque, con un piccolo difetto: amo scrivere. Sono una donna semplice che proprio nella semplicità del cuore trova la profondità del suo essere e travalica i confini del finito. A che serve una foto, sapere gli anni, potrei essere bellissima o no, cambierebbe qualcosa? posso avere trent'anni come cinquanta: cambierebbe la vostra visuale? Chi legge una poesia ha davanti a se solo ciò che il testo comunica (se ci riesce) e l'immaginario galoppa oltre un viso o una persona. Voglio essere ricordata per ciò che scrivo, tutto il resto sono... sciocchezze e vanità.
A vele spiegate verso mari sconosciuti non mi sovviene la partenza né spero in un ritorno. Sento solo il rullio
Ah questi poeti ... malconci e ai margini del mondo incubo e terrore dei burattinai temuti più dei santi e
In ogni tua sillaba sussurrata con timore di rivelare troppi lati oscuri ci sono lacrime di sangue e spine
Attenderemo, in solerte solitudine, nuove primavere al ritmo implacabile del tempo. E fermi resteremo in stanze
Una sconosciuta sera racchiude un giaciglio di fortuna di case ristrette a catena tra colpi di tosse e silenzi forzati.
Io non ho la leggerezza dei tuoi occhi poiché fulmini mi hanno colpito e arrivati all'ombra profonda si sono
Se solo mi avessi impastato di semplice ragione pura di spirito, povera tra i poveri, lasciandomi scorrere senza
Se alcune corde di potessero spezzare come rami secchi con anestetico taglio arriveremmo al termine immortali e lindi. S…
Voglio danzare al ritmo tuonante del mio sogno Che più non vuole regole e misura Voglio ballare nuda sotto pioggi…
E se non avrò fiato per proferire parola e avrò occhi secchi come deserti inariditi tu, che mi ami,
Eri lo specchio dei miei pensieri scompiglio e germe d'infinito Forma perfetta d'immaginato amore. Corrimano dove aggrap…
Ancora vivide le scorribande col grembiule sporco di more raccolte lungo la vecchia ferrovia né bambole né
Ormai le nostre storie intrecciate In reti di omissioni e di dolore non sono più, tu ritorni La mia fatina
E' sempre quel cielo d'esilio che scivola lungo la scia della strada/serpente di polvere grigia che taglia bizzarre
L'orizzonte è lontano sogno piatto tra indaco di cielo e blu cobalto, mentre l'onda scivola al
Distintamente aspiro profumo di viole che avvolge il pensiero rivestendolo di nuovi colori. valicato il tempo
Girovagando in lande desolate in cerca di sorrisi e di certezze a te sono arrivata sfinita nel mio vagabondare verso
Metterò la parola fine sulla mia bocca suonerà una musica assordante nella mia vita senza rumore. Tu dammi
Cosa sopravvive, dopo le tempeste, in un corpo sfatto di stanchezza e attese in silenzi urlanti di uragani
Fluttua nell'aria un sentore di pace ombre che avvolgono ore di tregua mi lascio cullare da onde di sole anestetico
È tornata alta marea a insozzare i pori di liquame viscido e vischioso come sempre presenta il conto dell'ennesim…
e svegliandoti -in un giorno indefinito- sgranerai lo sguardo a nuove percezioni limpido apparirà l'intreccio
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