ti cerco
nel silenzio della notte
ti respiro
un fuoco proibito
mi rapisce l’anima
incatena la mente
e inizia una danza
gli occhi lucidi
la voce rauca
gocce di sudore lungo la schiena
melodie di parole
sussurrate piano
pelle infuocata
e il cuore batte impazzito
al ritmo del piacere
e mi lascio bruciare
in un abbraccio senza fine | 


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parole e
ancora parole
scrivo
su una pagina bianca
semplici parole
che nascono dal cuore
dettate da un animo irrequieto
malinconico
solo
gocce di momenti vissuti
ansie
aspettative
dubbi
risposte immaginarie
e le ore passano lente
in un logorio interminabile
che mi rende sorda
alla vita stessa
parole e ancora parole
scrivo
per colmare il vuoto che c'è
per colpa dell'amore
che m'ha rubato
il cuore | 

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 | vieni accanto a me
questa notte
lascia che il tuo corpo
danzi con il mio
accarezzami
la carne nuda
che al tuo tocco
vive, si infuoca
e in un attimo
son perduta
ascolta il mio cuore
che imperfetto
ti parla ora
qui nel letto
attraverso la luce della luna
guarda nei miei occhi
c'è una sfumatura
prendi la mia bocca
che vogliosa
aspetta il tuo bacio
e la tua rosa
regalami se puoi
senza dolore
momenti di amore
e di passione
che oggi
non sia già domani
non voglio star più sola
in questo letto
sii la mia notte
e il mio tormento
domani forse
per me
non avrai più tempo | 


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 | cade la tristezza
senza far rumore
ricordi di parole
(ormai sparse nel mondo)
le leggo e le rileggo
nel mio cuore
è un'emozione
ciò che sento
ricordi di parole
tornano ogni tanto
e mi fanno compagnia
quando sento
nell'anima mia
il ricordo di te
che sei via
è dolore quello che ho dentro
non per il ricordo tuo
ma perché non c'è più tempo
si vola troppo in fretta
e tutto scappa
anche l'amore
non aspetta
o prendi il primo treno
o resti indietro
ed io ormai son stanca
ascolto nella notte
senza stelle
le parole
che un tempo scrivevi
sulla mia pelle
son ricordi di ieri
a farmi compagnia
in questa notte buia
di malinconia | 

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 | Torna il silenzio
pause lunghe interminabili,
parlano più di mille parole
tagliano il respiro
stracciano l'anima
in piccoli coriandoli di stelle,
gocce senza fine
di lacrime perdute,
e nella notte silenziosa
solo la luna resta
a farmi compagnia | 

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 | come uno schiaffo
brucia quella porta chiusa,
(solo un leggero rossore)
nelle mani,
solo polvere di cuore... | 
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 | è colpa delle rose
se ascolto,
quel canto di sirene
che mi appartiene
come il tuo profumo
che sento ancora
in quei ricordi sparsi
di notti folli
stretti sotto le lenzuola
è colpa delle rose
se ieri,
mi perdevo, con emozione
nel rosso di un tramonto
che svelto andava via
lasciando al cielo intero
una luna piena
che fiera arrivava
dicendo... buonasera...
è colpa delle rose
se oggi,
al sorgere del giorno
lascio petali di fiori
volare con il vento
andare incontro al tempo
perdersi
in gocce di memorie
racchiuse in fondo al cuore
è colpa delle rose
se, lacrime di rugiada
scendono, come spine
nell'anima...
fino a farla urlare... | 

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 | ...ed è arrivato il tempo
di lasciarti andare
tra la nebbia
con i ricordi di ieri
che generano domani
un oggi sbiadito
di giorni sempre uguali
ed è arrivato il tempo
di chiudere la porta
agli spifferi di maliconia
alle schegge di nostalgie bastarde
che sciupano l'anima
ed è arrivato il tempo
di dimenticare chi sei
per non cercare in altri corpi
la tua voce
le tue mani
i tuoi sogni
ed è arrivato il tempo
di dissolvere
gocce di memoria
perché ogni volta
rinasci in me
ed io attendo... invano... | 

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 | suono alla tua porta
il sorriso malizioso,
il passo sicuro...
mi avvicino
porgendoti labbra
rosse come sangue,
annuso il tuo odore di maschio
- il mio corpo non si fa pregare,
brividi di eccitazione mi scaldano-
(nella mano una bottiglia di vino per brindare)
tolgo il paltò,
un vestito aderente color oro,
con paillet luccicanti
gli occhi tuoi, brillano
con tocco leggero, sfioro il tuo viso
-sento il battito del tuo cuore accelerare-
mi eccito ancor di più
siediti!
non parlare!
guardami!
con lentezza seducente
sfilo le calze,
la carne delle mie cosce ti rapisce...
-senti quanto è calda la mia pelle
in quell'angolo nascosto-
il vestito scende, il tuo cuore si ferma per un attimo...
nel silenzio, respiri irregolari
parlano più di mille parole,
pelli sudate
voci rauche... sospiri...
ubriachi di passione
con il nettare dei nostri corpi, brindiamo...
(la bottiglia è ancora chiusa)
in estasi, sazia,
godo del tuo corpo
in questo ultimo incontro...
...poi ti lascerò andare... | 


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 | nel silenzio
(di una notte apparentemente come le altre)
una musica dolce si insinua
e in un istante la nostalgia
si affaccia impertinente
nella mente,
immagini di onde spumeggianti
danzano al ritmo
di un canto di sirene
spruzzi di gocce salate
rigano il viso assorto
non ho parole per scrivere
l'incanto di un momento
l'estasi del piacere
che si perde
nel tempo di un ricordo... | 

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 | graffiano,
quelle vecchie spine
di rose perdute
restano,
solo petali sparsi
sepolti dalla neve,
eppur...
sento ancor
quel profumo nell'aria. | 

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 | ho nascosto il cuore nel cassetto
a ricamar quell'amore maledetto.
ho rotto quello specchio,
rifletteva un viso stanco...
sul da farsi... incerto...
ho tolto la musica
a quell'anima bastarda
ripeteva ogni volta
-è finita e tu lo sai-...
ho corrotto le parole del buonsenso,
con liquore buono e denso,
per paura di vedere
quell'attimo fuggire...
(nell'attesa... qualche lacrima è sfuggita...)
ho ingoiato il benservito,
sfoderando un sorriso luminoso
che scortava il mio morire dentro,
lento e doloroso... | 

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 | è veleno il silenzio che ingoio
e sputo sangue invisibile
confuso tra parole sbriciolate
che non hanno senso
è solo un pugno di mosche
ciò che resta nel palmo della mano
muoio lentamente
e nello specchio
(confuso dal vapore)
scivola un grido muto
l'ultima goccia
di un amore perduto | 

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 | cosa ti resta di me...
mentre scivola via,
tra le dita, quel sorriso...
forse solo il sole che muore
ricorda l'alba... | 


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 | seduta sugli scalini del tempo
ad aspettare il momento
di un incontro, una parola, un evento
ho messo le radici
in quel punto fermo
-niente all'orizzonte-
nemmeno una nuvola
che mi dia vento
o rallegri il giorno
-e passano le ore senza senso-
attendo,
invano il tuo venire
per colmare il silenzio
di quel vecchio amore
consumato, senza tempo
-non ho fretta-
ma son stanca
di aspettare
non mi degni di uno sguardo
e nemmeno di un pensiero
l'ho già detto al mio cuore,
qui bisogna improvvisare
ma son perse
le emozioni
qui, seduta ad aspettare
ecco, ho l'anima a brandelli
ora devo rammendare
senza filo
resto qui ancora un po'
a meditare
forse,
- vado a far due passi-
chi lo sa, forse un giorno | 

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 | ti amerò,
il tempo di perderti nell'infinito
tra sguardi velati di malinconia
e sola...
abbraccerò il silenzio... | 


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| non importa se non ci sarà
altro tempo
o che non ci sarà il sole domani,
ma è in quell'abbraccio il mistero
più grande
in quell'incontro di energia
che si fonde
quasi ad essere una cosa sola
un misto di elementi vari
acqua, vento, sole, aria, terra
un respiro d'anime
un duello di menti
un battere all'unisono
di cuori in balia d'emozioni
non solo umani
ma anche di esseri animali e vegetali
un cane, un gatto,
un silenzioso pesce o un
tenero uccellino o semplicemente un fiore
è inspiegabile come si può
unire mondi diversi
con poco.
basta far penetrare lo sguardo
oltre la corazza che ci ostiniamo
ad avere pur sapendo che ci limita
la vista, le emozioni, il pulsare del sangue
basterebbe cosi poco per amare
ed essere amati senza condizionamenti
basterebbe anche un solo giorno
di semplicità per sentirsi vivi sempre. | 

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| inutile domandare,
- in quel tempo solo un ora vive -
il resto,
bisogna lasciarlo andare | 

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| nessuno sguardo oltre le dune
solo il cielo ed io,
tra pensieri in sordina
fantasie e piccole realtà
ma nello spazio vagano
alla velocità della luce
alternandosi alle pause
è nelle virgole il concetto
di quel disegno astratto
-e nasce l'illusione-
ha cadenza periodica
in quei momenti strani
quando la nebbia si dissolve
per un attimo soltanto
poi tutto riappare
ma nella bocca tua
cerco il contatto
quella piega giusta
che sorride alla luna
quel tocco lieve
che soffia caldo al cuore
per un attimo in sospeso
tra la libertà di esserci
solo per il gusto di nascondersi
-nella sabbia
sprofonda il senso
di quello che per anni
è stato l'apice del tempo-
si perde tra le onde del vento
quel granello
che vale più dell'oro
ma non importa
quando torna il suono
nell'eco si risente
tutto quel parlare
inutile cercare l'ago nel pagliaio
oggi sono io
a cantare l'emozione
domani chi lo sa
-non ho la soluzione-
e se per un attimo
non ho trovato il punto
mi fermo un istante
solo per guardare
forse torno
se mi saprai cercare | 

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ho udito
le parole tue
tra mille note di colore
-gli occhi lucidi d'emozione,
si perdono in quel sorriso
che m'abbraccia l'anima-
il tempo
non ha più ore
e vola nell'infinito di quel sogno
e non importa se...
-dovrà finire prima o poi- (*)
resterà nel vento
l'impronta di noi. |  | 

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