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Gli ultimi 5 iscritti: Anna Maria Antonietta Sarra - Davide Dell’Atti - Lunar library - TonyLake Sito - Patrizia1973 |
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Impressioni
Le 31857 poesie pubblicate sull'argomento 'Impressioni' Poesie sulle impressioni |
Scherni discesi d’ilarità sottese
Menti diatoniche del nulla genitrici
Colori disarmonia d’offese
Compendio lor di luci meretrici
Disumano sostegno d’intelletta nebbia
Arrogo di vestale salsata di morte
Umana inutilità di chi ne abbia
Noi d’estremo
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Dorme l’universo in un grumo di nebbia
fino al crollo improvviso della palpebra.
Nulla ha nome
nessuno ha profilo
prima che l’occhio si tiri dietro il filo
di un’aurora nuova.
Cammino nel vuoto delle cose taciute
basta il tendersi di una
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Tento di ignorare
il tempo che passa
le tossine evaporate
sul viso stanco
che riempie di viola
l’aria del passaggio
fra le stagioni malate
e qualche rovina
di troppo da rubare.
Tento di lasciare
le strade abbandonate
nel sole che
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Cirri graziosi che venite dal mare,
avete visto stasera la Luna transitare?
<< È or Falce d’astro Crescente
decisa con Venere all’incontro
e si tengon basse sull’orizzonte. >>
Forse con Regolo farann triangolo,
ma l’altro appare a distacco
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camminiamo nella solitudine della neve dell’inverno
dov è la gentilezza nel disprezzo dell’insulto nel silenzio
la vita è una roba per spietati io mi ribello allo sguardo duro di solitudine
no la gentilezza non è un pericoloso morbo è la bellezza delle
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Isola
sospesa nell’oceano
Distesa
su friabile renoso
Aspira
in ancestrale mare
la radiosa solitude
Letizia
spersa nell’alveo dello spirito
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Nel ventre della notte la paura
striscia silente come un’ombra cieca,
ha mani fredde e voce senza cura,
ti sfiora l’anima e mai si spezza.
È un lupo antico chiuso nella pelle,
che ulula dentro al buio dei pensieri
e spegne a poco a poco le
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Non cercarmi nelle boccette di profumo
delle signore di città
o nei palazzi dei baroni
dove il tempo marcisce
nel lusso e nell’oro.
La mia ricchezza è un’altra fiamma
un sorso di filu ‘e ferru
tenuto in fondo alla gola
un amuleto di pietra
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Notte che vieni notte che vai
tu che combatti col niente e col mai
prova a impuntare il mio tempo sdrucito
sopra il suo taglio dai mettici un dito.
Notte silente notte pastura
prendi e addolciscimi questa avventura
che con la vita continua a
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Sono girasole ancorato nel vento
col collo teso a strappare la luce
anche quando il buio
trasforma in velo
l’oro del mio intento.
Sono l’aspro calice della carne
che regge la vampa dell’arsura
so che ogni ferina cura
muta il sangue in linfa
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Non scavare la terra dei vicini
per cercare l’oro che ti preme il petto.
Spesso mendichiamo briciole di luce
alle finestre altrui,
mentre un incendio muto
divora le stanze del nostro abbandono.
La poesia non è un ricamo di seta,
un inchino
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Che febbrile prigione hai fabbricato
creatura ferita e senza amore
che guardi il mondo splendere fatato
e ne ricevi solo una ferita al cuore?
Tu sogni la corona di un vicario
l’oro che brilla sulla pelle altrui
ma resti come un bimbo
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Non serve andare al largo tra le sponde
cercando un verso che l’anima ristori,
se il canto già tra i muscoli si nasconde
e scava solchi ai nostri vecchi errori.
Le frasi ornate, fatte di velluto,
sono soltanto maschere di gesso;
la rima
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Il sole aumenta
il gorgheggiare delle cicale
Sorseggia l’aria
la brezza del mattino
Nuvola nella nuvola
a disegnare ignara
un tempo scandito
da luce e buio!
La fine
non sempre appare
Ricordi
nella fugacità di una foglia
Non cade a
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Preziosa fontanina che emani frescura
lungo la strada sei genuina avventura,
dei tuoi zampilli dall’arsura ognun si disseta,
pregiato è il tuo liquor più della seta.
Limpida sgorga la tua acqua pura,
la tua goccia rompe la roccia più dura.
In te
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accettiamo la malattia nella comunità psichiatrica
l’infinito apre la porta verde del paradiso
nel silenzio miagola il tuono delle nuvole
il fiore sappiamo riconoscere il dolore del violino
il richiamo dell’umanità vibra la libertà
comincia a fare
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Nel silenzio che curva la notte
miliardi di fari remoti
tracciano silenziose rotte
negli abissi di spazi devoti.
Alzo gli occhi e la mente si perde
in quel manto di freddo splendore
dove il tempo si annulla e si sperde
e la terra si fa una
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Luglio s’illumina d’estate accesa,
fissa la luce dorata sull’arsa terra,
firma col sole la loro forte intesa
e accoglie il calore che l’astro rinserra.
L’afa carpisce all’anima mia il riposo,
mi lascia nel cuore ansimante respiro,
sembra che in
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quanti sono i bambini insultati nel cielo
dove siamo arrivati una volta tra le povere ossute anime di Gaza
l’umanità è perduta da sola nel freddo della neve
un giorno insensato arrestarono il piccolo Liam
l’hanno chiamato terrorista un insulto della
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Hanno bilance d’oro tra le dita
per pesare il valore del tuo sangue
disprezzano il sudore della vita
se veste un panno che nei vicoli langue.
Aprono i salotti alla beneficenza
ma serrano le porte del quartiere
la loro è una pietà di
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Il cielo non perdona
non ha stelle da rubare
il cielo non consente
non mente pioggia nera
sul bordo della sera
non brama i desideri
la paura del buio è notte
solo tenebra senza calore.
Il cielo non perdona
è un veleno senza pena
un respiro
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Solinga del deserto si leva la voce
chiamando i nugoli a irrigare il suolo,
rammenta alla pioggia il suo ruolo
e al cielo narra gli stenti e la sua croce.
Chiede fiumi dalla falda alla foce,
piante e nidi con uccelli in volo,
un rifugio che
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meraviglia del silenzio che pilota il vento dell’aurora
profuma l’umanità che suono il tuono delle candele
sgocciola lo splendore che cuce le nuvole lontane
meravigliosa pioggia spezzato dal violino
ho sentito l’umanità aprirsi a sole che
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cammino con i piedi freddi della neve del silenzio
ci sono gli insulti per l’aspetto degli altri
l’umanità cammina da sola nella neve
squarcio di un violino che risuona la tenacia
ho voglia di toccare il fondo per rialzarsi
succhia l’umanità che
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guardami nettare che cuci il silenzio nella porta azzurra
sussurrami il fiore che vive nel sogno delle stelle
riempimi l’amore annodato dell’angolo dei gerani
sogno celeste che suoni il mare del violino
il silenzio riempie il vento del
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Salvo le ombre
le tenebre distratte,
qualche sorriso
dipinto sulle pareti
e i sogni strani
finiti all’alba
quando il buio
è troppo vicino
al cuore malato.
Salvo le notti
le carezze alla luna
e il velo d’argento
con cui le
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Verso i Gemelli il passo di Luna si sposta,
saluta Castoro e Polluce lucente.
Nell’orma del Cancro si eclissa nascosta,
più vicina alla Terra nel cielo d’oriente.
Incontra la Vergine e Spica d’argento,
al Perigeo risplende Crescente e
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l’umanità è perduta cammina da sola lungo la neve
crolla la realtà nello strazio del cuore degli umani
voglio insistere nel dolce servire di un violino
sento la necessità di un umanità profumo di madre
il mondo sfiora la pietà di un umanità
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L’orologio scioglie i suoi numeri d’oro
sulle ringhiere di una notte liquida
mentre le radici del cielo cercano il sapore
di un nome cullato dalla nebbia.
Costellazioni di perla e fumo
appese ai fili di un’estate stanca
dove le maree fioriscono
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Luna sulla retta all’Apogeo Calante,
nei Pesci in costellazione appare bianca,
si congiunge a Nettuno e poi sfila distante,
appare stamani sul mare pallida e stanca.
Dopo il vissuto di ricchi momenti
Luna si adagia nel grandioso Ariete
e si
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31857 poesie pubblicate sull'argomento Impressioni.
In questa pagina dal n° 121 al n° 150.
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